
Il volto di una bambina e uno sguardo profondo sono i tratti caratteristici del dipinto che si affaccia sul muro di un edificio che si trova nel territorio comunale di Castel di Sasso. L’opera che porta la firma di Tono Cruz, artista spagnolo di fama internazionale, è molto più di una creazione pittorica: oltre ad essere una pregevole manifestazione del “bello”, il murales è una fotografia veritiera dei luoghi della nostra terra. “Esperanza“, questo il nome del murales, ritrae la sconfortante condizione del borgo di Castel di Sasso, interessato da un calo demografico, inesorabile, che purtroppo si estende all’intera provincia di Caserta e in misura più drastica alle aree interne.
È sufficiente visionare un po’ di siti statistici per farsi un’idea di come lo spopolamento sia un problema che tocca, in misura minore o maggiore, tutti i comuni dell’Alto Casertano: su una stima fatta dal 2011 al 2024, Castel di Sasso è passato da 1.185 a 1.013 residenti; Alife da 7.667 a 7.313; Caiazzo da 5.652 a 5.083; Formicola da 1.503 a 1.477; Piedimonte Matese da 11.501 a 10.021; San Gregorio Matese da 1.026 a 862, e così via. (Fonte tuttitalia.it).
Il taglio verde che attraversa il viso della bambina rappresenta il battito cardiaco; il taglio giallo la decrescita che negli anni si è registrata nel comune di Monte Maggiore e continua a registrarsi, e che la dice lunga su una verità che tocca tutto il Meridione d’Italia, o le aree interne di tutto il Paese. In Esperanza i grafici sono capovolti, immagine di un quadro sociologico che suscita preoccupazione e tristezza, stati d’animo che si accendono ogni qualvolta passeggiamo lungo strade vuote e silenti, affiancati da case e chiese abbandonate a sé stesse… Ma negli occhi di Eshte, questo il nome della bambina ritratta sul muro, anche tanta speranza, la pervicace speranza che la realtà possa ribaltarsi, perché in fondo chi sceglie di restare in questi luoghi lo fa per amore e ogni battaglia ispirata dall’amore vale sempre la pena di essere combattuta.