Protagonista il silenzio: un’intera Via Crucis vissuta in preghiera e in ascolto del messaggio della passione di Cristo con un narratore d’eccezione: San Francesco d’Assisi di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni della morte.
Non cronista qualunque, ma riflesso vivente dell’esperienza terrena di Gesù realizzata nel dono di se stesso, nella condivisione con i fratelli, nel servizio agli ultimi, nel totale affidamento a Dio.

“Passione di Gesù-Compassione di Francesco” è stato il titolo della Via Crucis organizzata la domenica delle Palme (29 marzo), dalla Parrocchia Santa Maria Assunta-Cattedrale di Alife che ha donato alla comunità un momento di profonda meditazione nel tempo che accompagna i credenti alla Pasqua, ma anche un momento di scambio e di crescita nelle relazioni per le collaborazioni e le partecipazioni che l’evento ha suscitato.
Un mese di preparazione per i protagonisti della rappresentazione divisi tra attori, comparse, costumiste, sarte, fonici, tecnici, coristi… guidati dai sacerdoti don Emilio Salvatore (autore dei testi) e don Pasquale Rubino: nessun dettaglio, tra quelli che potessero alimentare il senso del sacro, è stato tralasciato: le parole pronunciate, i suoni e i canti che hanno accompagnato le scene, il raccoglimento dei protagonisti, il lento procedere del percorso è stato una grande armonia spirituale.
La prima scena nell’anfiteatro romano, le altre lungo il decumano fino alla Cattedrale seguendo il corteo degli attori, poi sacerdoti e la croce e tutto il popolo. Un momento introduttivo, 8 soste e poi l’epilogo che ha visto inaspettatamente comparire in scena Pietro d’Alife, l’uomo accusato di eresia e fatto prigioniero e poi liberato dalle catene del carcere da San Francesco in persona, episodio inscritto ufficialmente nella vita del Santo narrata pittoricamente nella Basilica Superiore di Assisi.
Gesù e San Francesco, l’uno di fronte all’altro: così la via Crucis li ha mostrati ai presenti interpretati dai giovanissimi Francesco Gaudelli e Raffaele Peligno che in gioco hanno messo purezza di gesti e di parole e di animo donati alla comunità non solo per ragioni sceniche ma per la scelta consapevole di volersi immergere in un ruolo affrontato con sensibilità e fede.
Le tradizionali scene della via Crucis (l’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, l’arresto e la croce, il Cireneo, la spoliazione delle vesti) hanno ripetutamente accostato Cristo e Francesco sui temi forti della loro testimonianza: pace, eucaristia, obbedienza, abbandono in Dio, virtù, umiltà… Il tema della morte, della prova, della consegna definitiva alla volontà di Dio da parte del Figlio ha trovato la sua naturale scenografia nella Cattedrale e il suo momento più forte nell’abbraccio di Francesco al corpo di Cristo crocifisso.
Il confronto temporale tra i due protagonisti durato per l’intera via Crucis si è realizzato anche qui: deposto Cristo dalla Croce, Francesco ha vissuto il dono delle stimmate e poi la morte circondato dai fratelli: nudo, sulla nuda terra ha pronunciato il suo testamento: “io ho fatto il mio dovere, Cristo vi insegni a fare il vostro”, restituendo così a Dio ogni volontà sui progetti dell’uomo.
Nell’attesa di contemplare Cristo nel sepolcro e celebrarne la Risurrezione secondo la liturgia, la Via Crucis alifana ha toccato in anticipo il tema della vita che risorge mettendo al centro della scena l’episodio di Pietro di Alife, sperimentatore della vita nuova per mezzo della fede: dalle sue parole è venuto infatti il monito di speranza e di pace consegnato ai suoi concittadini: “Sii laudata Alife, terra amata dall’Onnipotente Iddio, impregnata dalli vizi e da contese, lasciati liberare dal Crocifisso risorto che ti vuole risorta dall’odio alla pace, dalli peccati alla santitate, dalla tristezza alla letizia. Amen”.
Il canto del Cantico delle Creature ha concluso la rappresentazione; ad accompagnare le parole di San Francesco celebrante l’acqua, l’aria, il fuoco, il vento, la morte una serie di tondi realizzati dall’artista Gianni Parisi portati a mano dai bambini del catechismo.
Al termine, gli immancabili ringraziamenti ai numerosi partecipanti, ai protagonisti della Vita Crucis, agli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa e all’Amministrazione comunale anch’essa partecipe della riuscita dell’evento. Il commento del sindaco Fernando De Felice per ringraziare del momento vissuto insieme in un clima di vero raccoglimento; la conclusione affidata al parroco don Pasquale Rubino con l’invito a ritrovarsi tutti nella Settimana Santa per le celebrazioni della morte e risurrezione di Cristo.








