Oggi la Chiesa prega attendendo la vita; il corpo di Gesù morto e della Vergine Addolorata non saranno esposti per ragioni di lutto ma per aiutarci a comprendere il senso della vita donata per amore. In questa così forte esperienza di fede e di suggestioni del Venerdì Santo la Chiesa chiede ai credenti un gesto, un impegno che supera la cornice della scena che contempleremo: è la Colletta per la Terra Santa, una raccolta straordinaria di offerte da destinare ai Francescani della Custodia di Terra Santa che oltre 800 anni curano – per volere dei Papi – le terre d’Oriente care alla cristianità e in particolare quelle in cui Gesù è nato, ha predicato, ha vissuto. Le offerte raccolte saranno per Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq dove i frati francescani realizzano e gestiscono scuole e mense per i poveri; supportano strutture sanitarie; offrono formazione all’imprenditoria di donne e di giovani; realizzano progetti culturali per la popolazione locale; portano avanti ricerche archeologiche e studi storici; accolgono pellegrini, ma soprattutto curano i luoghi sacri dove la nostra storia cristiana ha avuto inizio. La loro opera è per le “pietre” e per le “pietre vive” (la gente) di una terra che è la casa di ogni credente. Un “fare” quotidiano che si affianca ad importanti processi di dialogo con le altre confessioni religiose, ma anche ad azioni di intermediazione tra popoli e gruppi politici in guerra tra loro.
Un aiuto sempre più urgente, sempre più necessario: dopo gli attacchi di Hamas e la guerra di Israele del 2023 molte famiglie palestinesi sono rimaste senza lavoro e tante persone confinate nei loro villaggi senza la possibilità di uscire per lavoro o studio; molti cristiani, la cui economia è fondata sul turismo religioso hanno dovuto abbassare le serrande delle loro attività commerciali a causa dell’interruzione dei pellegrinaggi. Accade ancor più gravemente da quando USA e Israele da circa un mese hanno attaccato l’Iran e le reazioni di quest’ultimo si stanno ripercuotendo su città e villaggi di Terra Santa; ma anche per le stringenti misure di sicurezza che obbligano ad una vita ritirata… Nel frattempo le scelte del governo Israeliano si fanno sempre più severe e concretamente punitive nei confronti di palestinesi e cristiani tanto da indignare il mondo intero. In questo complesso e solo appena accennato scenario, i Francescani della Custodia sono lì, accanto alle famiglie, accanto ai giovani, agli anziani, a garantire il necessario quotidiano, la cura dello spirito; a garantire la preghiera nei luoghi Santi che quest’anno, come ai tempi del Covid non risuoneranno dei passi e del canto dei pellegrini.
“Oggi più che mai è urgente ricostruire, non solo edifici e infrastrutture, ma anche relazioni, fiducia e speranza”, è l’appello del Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo che affida ad una lettera l’invito a donare, perché donare è sostenere, significa affiancarsi alla loro opera; significa prendere una posizione per la Terra Santa e schierarsi dalla parte di chi custodisce il luoghi della vita di Cristo e la vita di chi risiede lì dove il Figlio di Dio è nato, è cresciuto, ha predicato la buona novella. Ielpo immagina il processo di “ricostruzione” urgente come un “cammino” che “passa necessariamente dall’educazione: dalle scuole, dai giovani, dalle famiglie, dai luoghi in cui può germogliare una cultura dell’incontro, del dialogo e della pace. Sostenere l’educazione significa investire nel futuro della Terra Santa e nel ruolo delle comunità cristiane come fermento di riconciliazione in una società segnata da divisioni e ferite profonde”.

Non c’è stata la festosa Domenica delle Palme a Gerusalemme, non ci sarà la Pasqua affollata e gioiosa di tutti i credenti, ma ci sarà la preghiera del mondo intero e l’aiuto materiale di quei credenti capaci di guardare la Terra Santa come la culla della propria fede e il futuro di tutto il popolo cristiano. Perché senza Terra Santa non ci saremmo.
“Nel Venerdì Santo”, conclude il Custode nella sua lettera, “mentre contempliamo il Crocifisso, vi chiediamo di non dimenticare la Terra Santa, di ricordare nella preghiera e nella carità concreta coloro che continuano a vivere e a testimoniare il Vangelo nei Luoghi della Redenzione. La vostra vicinanza è un segno prezioso di speranza e di fraternità: aiutaci a donare speranza e seminare la pace!”.