
C’è un filo sottile, ma resistente, che unisce le aree interne ai grandi scenari internazionali, un filo che passa attraverso lo studio, la dedizione e, talvolta, la forza universale della musica. È lungo questo tracciato che si colloca il successo dell’orchestra scolastica del Liceo “G. Galilei”, capace di conquistare il secondo posto nella categoria HIII al concorso internazionale “Wind Stars 2026”, svoltosi in Lettonia dal 4 al 6 marzo. Un risultato che non si esaurisce nella dimensione competitiva, ma che racconta una realtà scolastica viva, dinamica, capace di generare cultura e di dialogare con contesti ben oltre i confini locali. Dietro il traguardo raggiunto si intravede un percorso quotidiano fatto di impegno e condivisione. Gli studenti, guidati dal direttore Antonio Di Cerbo, coordinati dal referente del dipartimento musicale, professor Giovanni Covelli, e sostenuti dalla dirigente scolastica, professoressa Carmela Vessella, hanno dato forma a un’esperienza che va oltre la semplice pratica musicale. L’orchestra si configura infatti come uno spazio educativo a tutto tondo: un laboratorio di relazioni, ascolto reciproco e crescita personale. Qui la musica diventa linguaggio comune, strumento per imparare a stare insieme e a costruire armonia, dentro e fuori lo spartito.
La partecipazione al concorso “Wind Stars” ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con realtà provenienti da diversi Paesi, inserendosi in un circuito culturale ampio e articolato. La giuria internazionale, composta da esperti provenienti da Giappone, Cina, Stati Uniti, Israele e Ucraina, ha conferito all’evento una dimensione autenticamente globale. Per dei giovani provenienti dall’area del Matese, questa esperienza rappresenta un’apertura concreta al mondo: un’occasione di confronto e crescita che dimostra come la qualità possa emergere anche lontano dai grandi centri urbani. Il secondo posto ottenuto dall’orchestra non appartiene soltanto alla Scuola, ma si estende simbolicamente all’intero territorio. È il segno di un tessuto educativo e culturale che, pur tra difficoltà strutturali, continua a esprimere eccellenza.
In un tempo in cui le aree interne vengono spesso raccontate attraverso le lenti dello spopolamento e della marginalità, esperienze come questa contribuiscono a cambiare narrazione. Raccontano un Sud capace di competere, di affermarsi e di essere riconosciuto. Sul palcoscenico internazionale, l’orchestra del Liceo “Galilei” non ha portato soltanto musica, ma anche identità, storia e appartenenza. Un segnale chiaro: il Matese non è periferia, ma origine possibile di nuovi percorsi di valore.