“Sperimentare e comunicare la solidarietà” è il tema dell’edizione 2025 per l’assegnazione del riconoscimento di Alfiere della Repubblica, conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a giovani che si distinguono per impegno civile.
Tra i protagonisti di questa edizione che premia 28 giovani da tutta Italia c’è Emilia Zarrone di Alife, per aver sostenuto ed affiancato nel percorso di vita e di studio un amico con disturbo dello spettro autistico.

Dal Quirinale arriva un messaggio chiaro: gli adolescenti non sono distanti dall’impegno sociale, ma protagonisti capaci di partecipazione, empatia e responsabilità. Si smentisce così un luogo comune, restituendo l’immagine di una generazione attenta e desiderosa di contribuire al bene degli altri.
Per molti ragazzi la solidarietà è concreta e quotidiana: sostenere un compagno in difficoltà, prendersi cura dell’ambiente, mobilitarsi nelle emergenze. Gesti semplici che raccontano il bisogno di sentirsi parte di una comunità e di migliorare le condizioni di chi vive situazioni di fragilità.
In questo quadro si inserisce l’esperienza della nostra conterranea Emilia, nata il 25 maggio 20212. La motivazione con cui il Quirinale spiega il riconoscimento è il seguente: “Per aver dimostrato, fin dalla più tenera età, grande sensibilità ed empatia nei confronti di un compagno di classe con disturbo dello spettro autistico. La dolcezza della loro amicizia è stata raccontata anche in un libro realizzato dallo stesso compagno”.
Nel loro caso, fin da piccolissimi, si è consolidata una tenera amicizia che “che si è fatta presenza, fiducia e sostegno nei momenti di difficoltà”, prosegue la nota della Presidenza della Repubblica. “Cresciuti insieme, i due proseguono ancora oggi con affiatamento il loro percorso scolastico, come dimostra un libro scritto proprio dal compagno di Emilia”.
Le esperienze raccolte tra i giovani Alfieri che incontreranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il prossimo 17 maggio a Roma, restituiscono un mosaico ricco: giovani volontari, studenti coraggiosi, adolescenti che trasformano fragilità e disabilità in punti di forza, ragazzi impegnati anche nella comunicazione sociale. Ne emerge il volto di una società più inclusiva e responsabile, capace di affrontare con maggiore coesione le sfide del presente.
Rendere visibile questo patrimonio di altruismo significa promuovere modelli positivi e incoraggiare altri a seguire l’esempio, alimentando una solidarietà sempre più “contagiosa”.
Accanto ai riconoscimenti individuali, sono state assegnate quattro targhe dedicate all’inclusione, per valorizzare azioni collettive di classi scolastiche capaci di creare ambienti accoglienti, contrastare ogni forma di discriminazione e sostenere i più fragili. Segno che l’inclusione non è solo un valore, ma una pratica quotidiana che cresce nella condivisione.