Tornare a parlare delle questione ecologica quasi del tutto scomparsa dalla cronaca e dai dibattiti; tornare ad innamorarsi del mondo e godere della sua bellezza; recuperare all’uomo e alla natura i rispettivi ruoli e garantirne l’equilibrio. Ma soprattutto farsi narratori critici di questi contenuti.
Se ne è parlato in apertura del convegno organizzato a Trento dalla Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (FISC) in collaborazione con Vita Trentina, settimanale dell’arcidiocesi di Trento che in questo 2026 celebra i suoi 100 anni dalla fondazione.
Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima il tema che per due giorni offrirà dibattiti, esperienze, modelli virtuosi di “soccorso” alla grave crisi ambientale; ma anche esperienze di conversione ecologica possibili.

In apertura, a Palazzo Geremia sede della Giunta municipale di Trento, il saluto del sindaco della città Franco Ianneselli e dell’arcivescovo Lauro Tisi: fiducia e gratitudine nei confronti di Vita Trentina, espressione di stampa libera e fedele al proprio impegno di servizio al territorio ed invito generale ad onorare una professione senza mai imbavagliare la verità, senza mai spegnere i riflettori su quei temi – come quello ecologico – che interessano così strettamente la coscienza e le scelte dei cittadini. Sempre in apertura il saluto del presidente della FISC Mauro Ungaro: il richiamo al valore del convegno che nella tradizione della Federazione ritorna dopo diversi anni di pausa pur non avendo rinunciato ad altre occasioni formative; nelle parole di Ungaro il ricordo dei tanti compagni di strada della Federazione che quest’anno celebra sessantanni di vita e che non ci sono più. “Aiutare a prevenire le catastrofi ambientali” il messaggio lanciato dal Presidente ai colleghi giunti da tutta Italia; chiaro l’invito a non sottrarsi ad uno dei compiti più delicati ed urgenti del momento.
Poi gli interventi di Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona e promotore delle Comunità Laudato Sì e di Massimo Bernardi, direttore del MUSE di Trento (Museo delle Scienze) su La crisi del Pianeta e la Laudato Sì. A moderare il tavolo, a cucire gli interventi, la giornalista piemontese Chiara Genisio vicepresidente FISC.
Tre i nessi concettuali forniti da mons. Pompili che ha riletto Laudato Sì, evidenziando l’eredità viva lasciata da Papa Francesco nell’Enciclica pubblicata nel 2015. Se “tutto è connesso”, come afferma il Documento e come Pompili ha ricordato, il primo errore è proprio quello di derubricarne il contenuto a cui si è ispirato anche il mondo scientifico. A tal proposito il Vescovo ha individuato tre nessi, tre strade che rimettono in gioco Laudato Sì e che sono insite al testo di Papa Francesco: il rapporto tra mondo interiore e mondo esteriore, fondanti l’uno per l’altro, il primo che è anima del secondo e quest’ultimo esperienza influente del primo. Poi la dialettica tra limite e sviluppo, contro l’illusione di un progresso lineare che il Covid ha definitivamente messo in discussione; in ultimo il rapporto tra individuale e sociale e il peso collettivo in termini positivi o negativi sull’opinione pubblica.
Al direttore del MUSE Bernardo lo spazio per una riflessione di carattere scientifico: “Serve trovare soluzioni, e le soluzioni ci sono” ha affermato dopo aver mostrato la complessità del sistema ecologico globale a partire da metà degli anni 50 a fronte di un’impennata delle temperature. Sotto la lente l’Antropocene, l’attuale era geologica fortemente condizionata e ferita dalle abitudini dell’uomo destinate ad avere notevole impatto per i prossimi decenni; ma anche una speranza di cambiamento offerta dalla corretta informazione e da una autentica sensibilità per i temi ambientali. Diversi i consigli forniti ai presenti, sottoforma di vademecum: imparare a comprendere l’andamento fluttuante dei fenomeni ambientali senza cadere nel panico; non lasciarsi vincere dai numeri ma proporzionarli ai fenomeni; non generalizzare per non generare fake news; dare spazio alle buone notizie sul Pianeta; eludere la paura di pandemie e catastrofi; non dividere il mondo in due realtà estreme “gelido” e “torrido” ma pazientemente considerare le sfumature; essere attenti ai cambiamenti; evitare di accanirsi nei confronti di un nemico dell’ambiente ma diversamente operare attraverso soluzioni e strade percorribili per raggiungerle…
Quanto tempo abbiamo? Domanda dalla platea tra l’ironia e l’effettiva preoccupazione. D sicuro ci sono gli strumenti che la tecnologia fornisce e affina affinché l’uomo possa comprendere la questione ecologica e decidere di schierarsi dalla parte della cura della casa comune. Re-incantare la Natura, la proposta dello scienziato Bernardi, cioè riconoscerne il suo valore sacro e vitale, e allora sarà nuovamente convivenza possibile e duratura con l’uomo.
Al termine del confronto, la performance canore de Le voci del Bondone con le sonorità vocali dei canti della tradizione trentina: omaggio al territorio e gioia per i presenti affascinati dall’armonia del canto.
Venerdì la giornata prosegue con due tavole rotonde: Aspetti deontologici della comunicazione ambientale e Le emergenze sul territorio e le scelte deontologiche. Nel pomeriggio visita al MUSE e spettacolo teatrale in serata. Sabato riflessione sulla fede cristiana rispetto alle emergenze ambientali; la Santa Messa e la vista la Museo diocesano chiuderanno l’esperienza trentina dei giornalisti della FISC.

