La preoccupazione per l’ipotesi di apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno si fa sempre più intensa. A raccogliere e rilanciare questo allarme è l’arcivescovo metropolita di Napoli, don Mimmo Battaglia, che in questi giorni ha ricevuto numerosi appelli da operatori, volontari e cittadini impegnati accanto alle persone più fragili, schierandosi .
Non si tratta soltanto di una reazione emotiva, ma di una riflessione radicata nella realtà quotidiana di un territorio già segnato da forti criticità sociali. «Non è la risposta di cui questo territorio ha bisogno», afferma Battaglia in una nota diffusa alla stampa, sottolineando il rischio concreto di aggravare marginalità già evidenti. La creazione di un CPR, infatti, concentrerebbe ulteriormente situazioni di disagio in un’area che, al contrario, necessita di investimenti, servizi e opportunità di sviluppo.
Nel suo intervento, Battaglia mantiene un tono rispettoso verso le istituzioni, ma non rinuncia alla chiarezza: le politiche migratorie non possono essere ridotte a semplici strumenti di contenimento. La complessità dei fenomeni migratori richiede visione e responsabilità, non scorciatoie che rischiano di creare nuovi spazi di esclusione. «La sicurezza non si costruisce alimentando periferie della dignità», richiama con forza.
Il riferimento è anche ai principi della Costituzione italiana, che pongono al centro la persona e impegnano la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed uguaglianza. Misure che comprimono i diritti fondamentali o trattano le persone come problemi da isolare risultano in contrasto con questo orizzonte.
Ancora più incisivo è il richiamo evangelico: la dignità dello straniero diventa criterio di verità per una comunità. Non è una questione ideologica, ma profondamente umana. Dove prevale la logica dello scarto, osserva l’arcivescovo, è l’intera società a essere ferita.
Da qui l’invito a un cambio di direzione: integrazione reale, percorsi di legalità, accesso al lavoro, politiche abitative ed educative. Serve uno Stato capace di accompagnare, non solo di contenere, e una visione che sappia tenere insieme sicurezza e diritti.
In questo contesto, Battaglia esprime piena solidarietà al vescovo Pietro Lagnese e alle Chiese di Capua (in cui ricade il territorio di Castel Volturno) e Caserta, impegnate nella difesa della dignità di ogni persona. Castel Volturno e l’intera Campania, conclude, non possono diventare luoghi dove si spostano i problemi, ma territori da cui ripartire per costruire futuro, giustizia e pace.