Il Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale del Matese interviene prontamente sul caso sollevato dall’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) e WWF Italia che questa mattina lanciavano un appello ai vertici dell’Ente e ai Carabinieri Forestali: “Fermate la prova per cani da ferma al Lago Matese. A rischio specie protette e habitat” (Leggi la nota).
Il riferimento era ad una “prova sperimentale di monitoraggio del Beccaccino con cane da ferma” in programma il prossimo 3 maggio, organizzata dall’Associazione Libera Caccia in collaborazione con l’U.R.C.A. recante in locandina anche il logo del Parco del Matese.
I presidenti delle due associazioni firmatarie, Maurizio Fraissinet per ASOIM e Dante Caserta per gli Affari Legali di WWF Italia hanno chiesto al Parco una chiara posizione che non è tardata ad arrivare.
“Alcuna attività inerente a quanto dettagliato per la data del 3 maggio p.v. sarà svolta nell’Area Protetta”, si legge nel comunicato giunto a fine mattinata, a firma del Presidente del Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale del Matese, Andrea Boggia, che per la giornata odierna aveva precedentemente convocato – ragioni di ordinaria amministrazione – il Comitato di gestione dell’Ente. Annullata dunque l’attività organizzata da Libera Caccia e U.R.C.A in risposta ai dati naturalistici e legali, forniti dalle due Associazioni ambientaliste da sempre impegnate per la tutela e la valorizzazione dell’habitat naturale del Lago Matese.

Nella comunicazione ASOIM e WWF hanno segnalato “gravi rischi e potenziali violazioni normative” in merito alla manifestazione del 3 maggio: a rischio la riproduzione delle quaglie che avviene in questi mesi primaverili e la vivibilità di specie acquatiche rare tra cui il Tarabusino, l’Airone rosso e la Moretta tabaccata censite dalla Direttiva Uccelli per i quali è previsto il divieto di disturbo. Oltre alla Direttiva, le due Associazioni ambientaliste hanno richiamato nel loro appello la Legge Quadro sulle Aree Protette (394/1991) e la legge 157/1992 sulla tutela della fauna omeoterma. Ma a pesare più di tutto sull’evento in programma anche il dato che l’area è protetta dalla Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) e ospita habitat comunitari tutelati (Habitat 3150), il che comporterebbe – nel caso di simili manifestazioni – una Valutazione di incidenza (VIncA) in base ad appositi parametri.
Dunque un appello radicato nel rispetto delle normative e fondato sul valore che il lago Matese – nella complessità del suo habitat – fornisce alla ricerca scientifica confermandosi laboratorio esclusivo per lo studio di specie rare; un appello che si trasforma anche in richiamo collettivo alla tutela del bene “Matese” come spazio esclusivo di biodiversità.
Il Comitato di gestione provvisoria guidato da Boggia ha ribadito tale valore nella nota diffusa spiegando che: “Fermi i princìpi cardine di tutela e conservazione che uniformano il nostro operato, aderendo ai valori che li conformano, e rispondendo sempre alle leggi che regolano la materia, questo Comitato di Gestione sostiene e sosterrà sempre, convintamente, ogni iniziativa che contribuisca virtuosamente agli obiettivi di crescita e sviluppo sostenibile, generando economia positiva, nel rispetto profondo della straordinaria biodiversità del Matese e del suo ecosistema, del quale proprio l’uomo è primo custode ed elemento imprescindibile della Natura e del meraviglioso paesaggio che oggi siamo chiamati a salvaguardare” (Leggi il comunicato).
Poi il grazie per quanti operano a vario livello per la tutela del bene comune-Matese affiancandosi alle attività dell’Ente Parco.