Ruviano festeggia i settecento anni della parrocchia di San Leone Magno e lo fa in occasione della festa patronale come da tradizione nella prima domenica di maggio, tra eventi religiosi e civili.
C’è una data ed è quella del 1326 in cui per la prima volta compare alle cronache la chiesa di “S. Leonis de Raiano” tassata per un tarì e cinque grana; nel 1927 la stessa fonte fa riferimento al cappellano di “S. Leonis” tassato “pro predictis” per dodici grana. A rivelarlo sono le Rationes Decimarmi Italiae, una sorta di registro delle imposte straordinarie sulle rendite ecclesiastiche di cui il Vaticano è custode e che tra il 1932 e il 1942 ha curato e pubblicato in una speciale edizione. Pagine che raccontano tutta l’Italia, quella di piccole e grandi comunità, e come accade per Ruviano, rappresentano l’unica e la prima fonte di notizie storiche.

Di Ruviano, un tempo Rajano (il nome risalirebbe ad Ara Jani per il ritrovamento di una testa di Giano in prossimità di un luogo di culto pagano; altra versione conduce a Raius, nome di nobili famiglie), sono altre le date più note e quelle che ancor oggi la comunità fissa come momento principale della sua attestazione locale: la bolla del vescovo Stefano risalente al 979 in cui sono attestate le chiese della Diocesi di Caiazzo e qui citate tre chiese (non quella di San Leone) di Ruviano; o successive pergamene a partire dal 1243 quando il Castello e la Baronia di Rajano furono cedute al giudice Pietro Ursone di Telese. E a seguire altri documenti, di natura civica od ecclesiastica che permettono, qua e là, di leggere la storia del piccolo paese.
Ma torniamo alla parrocchia, alla chiesa di San Leone Papa, un tempo di più piccole dimensioni, edificata presumibilmente nello spazio adiacente l’attuale chiesa eretta nel 1774. Una storia che per molti secoli vive nell’ombra, radicata nella povertà e nella semplicità delle poche famiglie che abitano il piccolo paese. Fino ad arrivare ad una nuova attestazione storica fornita questa volta dai registri parrocchiali: siamo ormai al 1618 quando è citato l’arciprete don Attilio Cicino, di cui una lapide rinvenuta agli inizi del 1900 nella chiesa nuova, attestava la sepoltura nella prima chiesa di San Leone.

La Storia, priva di notizie e documenti sul culto a San Leone a Ruviano, può facilmente indurci a pensare che se alla data del 1326 in Rajano vi fosse il culto del Papa Magno esso non è mai venuto meno ma ha accompagnato la vita e le vicende storiche del luogo. Documenti vescovili successivi fanno riferimento sempre alla chiesa parrocchiale di San Leone Papa; al XVII secolo risale invece la statua linea di San Leone conservata in chiesa, restaurata nel 1966 con il supporto dei fedeli e in particolari dei rajanesi residenti all’estero. Risale invece al 1895 un documento che attesta la costituzione della Pia Adunanza di San Leone Magno eretta dall’arciprete Andrea Mone; una congrega dedita alla preghiera, all’accompagnamento dei morti alla sepoltura e una serie di riti religiosi.
San Leone Magno, Papa e Dottore della Chiesa, ricordato dalla Chiesa Cattolica il 10 novembre, a Ruviano è celebrato solennemente come patrono nella prima domenica di Maggio, così come accade in molte le realtà parrocchiali che prediligono per tali feste i periodi tra la primavera e l’estate.
Il programma, curato dal parroco don Antonio Chichierchia e dal Comitato festeggiamenti prevede diversi momenti e domenica, nel giorno della festa solenne, la presenza del vescovo Mons. Giacomo Cirulli.
Il programma dei festeggiamenti
Si comincia giovedì 30 aprile con il solenne Triduo in onore di San Leone Magno. Alle ore 18.00 la recita del Rosario, seguito dalla Santa Messa alle 18.30 e dalla Novena. In serata, alle 21.00 nella piazza del paese, spazio alla musica con lo spettacolo de “Le Stelle Italiane”.
Venerdì 1° maggio stesso programma religioso; alle 21.00 il pubblico potrà assistere alla serata cabaret con gli “Arteteca”.
Sabato 2 maggio si rinnoveranno gli appuntamenti religiosi del pomeriggio con Rosario, Santa Messa e Novena, mentre alle ore 21.00 è previsto lo spettacolo musicale con “I Bottari”, gruppo noto per il richiamo alla tradizione popolare.
La giornata conclusiva di domenica 3 maggio sarà il momento centrale della festa patronale. Alle 8.00 è annunciato l’arrivo della banda musicale di Airola. Seguiranno due celebrazioni eucaristiche, alle 8.30 e alle 11.00. Nel pomeriggio, alle 18.00, si svolgerà la processione del Santo Patrono, cui seguirà la Santa Messa presieduta dal vescovo Mons. Giacomo Cirulli. In serata, alle 20.30 spettacolo di fuochi piromusicali. Alle 21.00 è prevista l’estrazione della lotteria, mentre alle 21.30 la chiusura dei festeggiamenti sarà affidata allo spettacolo musicale con Domenico e la sua fisarmonica.
