
La solidarietà non teme ostacoli, non si arrende ai percorsi in salita. Lo sa bene il Gruppo Escursionisti del Matese (GEM), promotore di escursioni per persone con disabilità sui monti del Matese a bordo di una K-bike, bici adatta per il trasporto di chi vive difficoltà motorie o cognitive e necessita di un particolare accompagnamento in caso di passeggiate di tipo escursionistico.
L’ultima esperienza è di domenica 26 aprile sul lago Matese, ma il calendario dell’associazione oltre alle tradizionali camminate riservate agli associati, già prevede nuove passeggiate con disabili. Punto di ritrovo e di partenza la Palazzina dell’Enel; poi, attraversando i campi di erba tenera ancora bagnati dal lago in ritirata, il gruppo ha raggiunto la strada che costeggia le sponde del bacino carsico; passeggiata fino alla piccola chiesa di San Michele dove il gruppo ha sostato per il ristoro e un momento di condivisione. Il cammino di ritorno è stato percorso sul terrapieno che divide il cosiddetto lago grande dal lago piccolo.
“Mi sento un re!”. Più volte Marcellino ha pronunciato la frase dall’alto della comoda k-bike guidata da un trasportatore specializzato del GEM e il supporto di volontari. Con lui, a condividere la straordinaria visione del Matese in primavera, i genitori Antonia Raffaela Cancelmo e Michele Biondo e i soci del GEM.
Cielo terso, sole sano, cavalli al pascolo, fiori di ogni colore appena sbocciati, greggi accompagnate dai loro pastori a brucare i prati freschi, un volo di falchi con sosta ad uno dei tanti abbeveratoi del lago pronti a puntare possibili e prendibili prede: questa la straordinaria visione che ha accompagnato il gruppo di camminatori; scene tipiche del paesaggio matesino ma sempre capaci di suscitare stupore e riaccendere l’amore per uno spazio di natura unico, bello, da tutelare, da tramandare.

Camminiamo tutti insieme: la testimonianza di Pasquale Simeone
“Nel 2023 la FIE (Federazione italiana Escursionismo) a cui il GEM è affiliato, lanciava la campagna Camminiamo tutti insieme, esperienza di escursionismo accessibile”, spiega Pasquale Simeone, presidente del Gruppo Escursionisti del Matese e capogruppo della spedizione domenicale sul lago. “Abbiamo aderito con l’intento di garantire a persone meno fortunate di vivere un’esperienza bella, nella natura e in compagnia”. A dare supporto alle prospettive del GEM, il Comune di Piedimonte Matese che finanziava l’acquisto della k-bike su cui ha viaggiato Marcellino, e come lui già tanti altri.
Un passato dalla parte dei più fragili, ma anche un presente di forte impegno sociale radicati nella vita di Simeone. Maresciallo dei Carabinieri in missione nei Balcani durante la guerra in Bosnia, si occupa di alcune missioni umanitarie per portare alla popolazione beni di prima necessità e strumenti da lavoro per consentire la ripresa di una vita normale; poi la scelta di sostenere in maniera continua ed incisiva la Lega del Filo d’oro che si occupa di persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale; a Piedimonte Matese, offre collaborazione all’Associazione Papa Francesco impegnata nell’assistenza a persone con disabilità e difficoltà di integrazione sociale.
“Il mio grazie, in questa circostanza va alla FIE che prepara in maniera qualificata i volontari al trasporto delle speciali sedie a rotelle, di cui una in nostra dotazione; e poi ai membri del GEM che si assumono la responsabilità di accompagnare le persone con disabilità e precedono ogni escursione con un sopralluogo; in ultimo, grazie a chi partecipa alle nostre uscite”. Dalle sue parole un pensiero sull’esperienza in k-bike, unica fra tutte le associazioni che sui monti matesini organizzano escursioni: “A me personalmente regala tanto perché dice il bello della vita: quando ti accorgi che non tutti sono stati fortunati come te devi fare in modo che gli altri, questa disabilità, la sentano il meno possibile ed offrire loro la possibilità di un momento bello come questo tra i monti, nella natura che rigenera corpo e mente, e consolida i rapporti tra le persone”.
Marcellino: l’integrazione che migliora la vita
Marcellino “il re del gruppo”, alla nascita subisce un ictus che procurerà una paresi agli arti inferiori: terapie ininterrotte e numerosi stimoli, lo sport, tanta via sociale, la frequentazione della parrocchia, hanno fatto di lui un ragazzino vivace, socievole, curioso e con tante passioni: “Tutto ha contribuito a migliorare la sua condizione fisica e mentale”, spiegano papà Michele e mamma Antonia durante la camminata. Tutti i giorni a scuola poi la fisioterapia e attualmente un corso di batteria che ha notevolmente migliorato le sue prestazioni motorie: “ogni investimento di tempo e di risorse economiche è per lui – spiegano i genitori – affinché nessun tentativo di renderlo un ragazzo felice e un po’ più autonomo vada perduto”.
Il cammino percorso sulle sponde del Lago Matese è anche motivo per ricordare un altro cammino, quello della famiglia di Marcellino percorso tra fatiche e speranza: “All’inizio è stato difficile”, spiega Michele, “poi abbiamo capito che andare avanti e dare tutto di noi per affrontare questa vita, queste esperienze, è meraviglioso”. Si vive dunque del dono di se stessi per qualcuno e quel qualcuno è un figlio da amare e accudire in ogni attimo del giorno e della notte. Marcellino lo percepisce; è già grande da comprendere che ogni dono è destinato a moltiplicarsi e annuncia “da grande voglio essere un maestro che aiuta i bambini speciali”, alludendo alla sua e ad altre disabilità, “oppure il prete che aiuta gli altri” consapevole dell’amicizia ricevuta nella parrocchia della Cattedrale di Alife che frequenta assiduamente.
“Un appello che sento di rivolgere alle mamme, alle famiglie con un figlio disabile, è quello di offrire esperienze di socialità”, spiega la mamma di Marcellino, Antonia Raffaela. “Tante volte mi sono sentita rispondere – e ne sono stata dispiaciuta – che non c’è tempo per queste cose. E invece è questo il tempo migliore: un’uscita di gruppo, l’esperienza in associazione fa bene a loro e a noi”, conclude.
Marcellino dice di essere incantato dal lago e dal cielo, entrambi intensi in questa giornata di sole; e unendosi alle parole della mamma appena ascoltate aggiunge: “vorrei che altri bambini in carrozzina fossero qui stamattina”.
Le opportunità svelate
Troppa disabilità ancora celata e mal accettata dalle famiglie; o altre volte difficile da gestire…; ancor più delicato il tema delle risorse alle famiglie destinatarie di sussidi economici investiti dalle stesse nel modo sbagliato. Eppure questa esperienza conferma che la rete delle relazioni è il primo passo oltre la disabilità, il più grande investimento per una vita serena. La proposta del GEM in k-bike conferma che camminare tutti insieme è possibile: scuole, associazioni, associazioni escursionistiche, gruppi parrocchiali, famiglie in cui la presenza di disabilità è frequente, hanno una strada già spianata e trasportatori esperti. Si tratta solo di percorrerla per vivere insieme un tempo di natura, di benessere, di scambio che arricchisce.


