Maggio, mese mariano per eccellenza, è cominciato ed a Piedimonte Matese, ieri mattina, l’intera cittadinanza si è ritrovata presso il Santuario di Ave Gratia Plena. La pietà popolare del capoluogo matesino, che quasi in ogni strada conserva memoria di una particolare devozione mariana, che ritrova vigore con la pratica della recita quotidiana del Rosario nei quartieri, converge tuttavia nella chiesa parrocchiale del popoloso rione Vallata, per dare vita alla cerimonia di intronizzazione con cui, al termine della messa, viene elevata sull’altare maggiore la venerata immagine dell’Immacolata, dando il via alla festa tradizionale in suo onore.

L’Omelia. Mons. Giacomo Cirulli, che ha presieduto la solenne concelebrazione, insieme a diversi sacerdoti della forania di Alife, ha voluto allacciare l’appuntamento mariano alla Memoria liturgica di San Giuseppe Lavoratore, parlando alle autorità ed ai numerosissimi fedeli, del tema della vocazione cristiana. “L’orazione presente nella colletta di oggi – ha esordito il vescovo – ci ricorda che tutti dovremmo essere consapevoli di quale compito il Signore ci ha affidato, per raggiungere i beni promessi. Gesù ci dice che chi lo segue deve portare la croce con lui, al di là del compito specifico assegnato a ciascuno di noi. E oggi ci vengono presentati due esempi luminosissimi, primo perché il giorno della memoria San Giuseppe, quello che viene definito il falegname nella pagina del Vangelo di oggi. E poi perché c’è Maria, la sua sposa: insieme, hanno svolto un servizio di coppia, vivendo fedelmente secondo Dio.”
Il vescovo ha aggiunto “Sappiamo poche parole l’uno dell’altro: di Maria conosciamo alcune risposte ed una preghiera bellissima, di Giuseppe ancora meno, ma sappiamo che ha compiuto con fedeltà la volontà di Dio. Non era facile certamente, questo lo capiamo, ma l’ha compiuta fedelmente, nel silenzio nella laboriosità di tutti i giorni. Giuseppe doveva dar da mangiare a Maria ed al Figlio, dentro una situazione generale di privazione; ogni giorno, doveva preoccuparsi di portare quello che era necessario, in una situazione che potremmo definire di media, bassa condizione sociale – ed ha affermato – Maria e Giuseppe ci sono di grande consolazione, di aiuto e di intercessione. Il loro esempio ci insegna ad essere uomini e donne di pace, in lotta certo, contro i propri egoismi, le proprie visioni e contro i propri interessi, ma sempre aiutati dal Signore Gesù e dallo Spirito Santo, che è il dono più grande per poter realizzare il progetto di Dio sulla nostra vita e sulla vita di tutto il mondo.”
L’inaugurazione della Piazza. Compiuta la celebrazione eucaristica ed il commovente rito dell’Intronizzazione, il vescovo e i fedeli hanno raggiunto il sagrato, per la benedizione di Piazzetta Annunziata, storica quinta del santuario mariano, fatta oggetto di un recente intervento di restyling e totalmente recuperata alla fruibilità, negli spazi come nei servizi. Ad attenderli, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Civitillo: nel ringraziare il vescovo, il parroco Don Armando Visone e le diverse maestranze che si sono avvicendate in un intervento complesso e dai ritmi serrati, il primo cittadino ha ricordato quanto ciò sia di fondamentale importanza all’interno di un “rione storico e vivo di Piedimonte, un rione che soffre ma che ha tutte le potenzialità per rinascere.” Al termine della cerimonia, Mons. Cirulli ed il sindaco si sono ritrovati lungo via Angelo Scorciarini Coppola, per prendere parte alla II edizione della Festa della Parrocchia, il pranzo all’aperto offerto alla cittadinanza dal Comitato Festa dell’Immacolata.









