
Pasticceria Rotonda compie 70 anni. Questa volta la torta con le candeline resta in bottega. La data storica, quella del 7 maggio 1956, verrà celebrata nella serata del 7 maggio 2026 nel locale di via Angelo Scorciarini Coppola a Piedimonte Matese con amici, familiari, clienti storici e recenti.
I preparativi, partiti da diversi giorni, hanno il profumo della pasta di zucchero, delle creme, delle mandorle, del pan di spagna appena sfornato: odori storici anche questi, garanzia di qualità, di tradizione e di fiducia tra titolari e clientela.
La storia iniziava in quella data, quando Salvatore Iovine e Rotonda Maria Di Palma aprivano il loro locale artigianale: un amore fondato sulla dolcezza, è il caso di dire. Si erano conosciuti al lavoro presso lo storico Bar Rubino della città; lui pasticciere, lei banconista, dopo due anni dal loro incontro avevano deciso il grande passo: il matrimonio e il lavoro insieme. Sembrava difficile ma non impossibile perché Salvatore portava già con sé anni di collaudata esperienza: pasticciere fin dall’età di 17 anni, era cresciuto e si era formato nelle pasticcerie di Napoli, sua città natale, in cui si coniugava la tradizione partenopea a quella francese che ancora oggi vive tra le proposte della Pasticceria Rotonda.
Una riunione con alcuni Sindacati dedicata ai lavoratori della farina, in Piazza degli Artisti rappresentò la svolta per Salvatore. La richiesta di cambiare aria, di intraprendere una strada ma lontano da casa, non rimase inascoltata e di lì a poco si ritrovò tra le mani un biglietto con destinazione Piedimonte d’Alife e un nuovo lavoro ad attenderlo. La sua storia proseguì ai piedi del Matese nel 1954.
Oggi la pasticceria è alla terza generazione: dopo Salvatore, a guidare il locale nella modernità del commercio e del mercato il figlio Antonio, e più di recente l’ingresso ufficiale in bottega della sua terza figlia, Roberta, diplomata all’Istituto Alberghiero di Piedimonte Matese, decisa a portare avanti l’attività di famiglia tra tradizione e innovazione: “non rinunciamo ai sapori e alle ricette classiche, e neppure ad assecondare i nuovi gusti della clientela”, spiega lei, consapevole della necessità di assecondare il cliente ma anche di guidarlo a riconoscere qualità e sapori. Completano la squadra di lavoro la mamma Mena specializzata nell’arte del cioccolato e della confezione, e le sorelle di Roberta, Rotonda e Rossella.
La giovanissima Roberta sente la responsabilità del presente e del futuro di Pasticceria Rotonda, “perché arrivare a 70 anni di attività, per qualsiasi attività ovviamente, non è semplice o scontato in quanto non si tratta soltanto di seguire un processo economico ma del mix di valori e di storia da tenere insieme e far vivere ogni giorno”.
Qui, da Pasticceria Rotonda, è così: non si viene solo per acquistare un dolce, ma per vivere un tempo – seppur breve – di relazione, di contatto, di scambio. “Perciò – prosegue Roberta – non è soltanto questione di responsabilità ma anche di grande piacere. La relazione con il cliente è l’ingrediente che da 70 anni conferisce il sapore più originale alla nostra attività di famiglia: un aspetto che i miei nonni hanno curato in modo particolare, e così mio padre; anche io, come loro, spero di mettercela tutta”.
Su ‘chi fossero’ i coniugi Salvatore Iovine e Rotonda Maria Di Palma, non serve andare troppo indietro nella storia: “Abbiamo clienti che vengono da noi dai tempi di mio padre e mia madre”, aggiunge Antonio, “e soprattutto di lei ricordano la dolcezza, l’affabilità, la gentilezza”, riferisce a proposito dell’ingrediente più importante di questo lavoro.

“La premura per i nostri clienti”, continua lei, “non si ferma però a questo locale, ma va oltre e lo supera nel momento in cui una nostra creazione entra a far parte dell’evento lieto di famiglia: un compleanno, un anniversario, un momento importante ci vedono assenti ma presenti con quello che abbiamo prodotto per la gioia di tutti”. È la bellezza del lavoro degli artigiani, quella di non essere estranei alle proprie creazioni ma di continuare a vivere in esse, uniche ed esclusive, conferendo spensieratezza e gioia a chi le riceve…
I punti saldi della Pasticceria Rotonda? “Fedeltà ai sapori, la ricerca della materia prima di qualità, la conservazione di alcuni pasticcini difficile da trovare persino a Napoli, lì dove idee e creatività hanno dato vita ad uno stile unico ed inconfondibile in tutto il mondo”, spiega Antonio. L’innovazione ha fatto il suo ingresso anche nel laboratorio di Pasticceria Rotonda passando dalle rencenti torte decorate in pasta di zucchero alle creazione barocche tanto richieste ultimamente, di cui Roberta parla con grande entusiasmo: “Il nuovo non deve spaventarci, purché non venga meno la qualità e l’artigianalità del prodotto; anzi, ci diverte e ci offre nuove motivazioni poter dare vita a nuove forme, decorazioni, idee…”.
Ma c’è un must, che viene da lontano e sembra non cedere il posto ad alcuna novità: è la deliziosa della Pasticceria Rotonda, i due fragranti dischi di pasta frolla farciti di crema alla vaniglia, ricoperti di zucchero a velo. Qui cadono le scelte dei clienti da decenni; per non parlare degli esclusivi come il Torrone al cioccolato legato alla Fiera storica di San Martino e i biscotti di San Biagio, noti come “ancinetti”, ricetta speciale di nonno Salvatore. Completano la vetrina torte, cioccolatini, zeppole di San Giuseppe (in occasione della festa) i dessert, colombe a Pasqua e panettoni a Natale. Un posto di rilievo anche per la rosticceria, anch’essa qui realizzata fin dal primissimo impasto, con farcitura selezionata.
Si guarda al futuro con fiducia qui da Pasticceria Rotonda, “perché la bellezza di questo lavoro supera di gran lunga il sacrificio di mesi senza ferie; la creazione di un dolce con le proprie mani vale di più delle prove che comporta ogni lavoro artigiano…” aggiunge Roberta. “Il segreto risiede nella trasmissione di un mestiere artigiano: esso va comunicato non come fosse un’ultima chance ma un ruolo privilegiato nella società da cui dipende la felicità e la soddisfazione del cliente”, conclude Antonio, ricordando che essere una pasticceria in area interna significa “più lavoro logistico e più spese per garantirsi con assiduità la presenza di fornitori”. Eppure si va…
Roberta, tuttavia, è la premessa di un buon domani: già ci dice che di compleanni, la Pasticceria, continuerà a festeggiarne per molti anni ancora.