
Emilia Zarrone è Alfiere della Repubblica; la città di Alife, suo paese natale, le ha reso omaggio; la Città di Presenzano ha annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria. C’è tutto nella giornata della quattordicenne di Alife, ma soprattutto l’affetto della sua comunità.
Nella giornata di ieri, 7 maggio, presso il palazzo del Quirinale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’onorificenza di Alfiere della Repubblica a 28 giovanissimi di tutta Italia. “Sperimentare e comunicare la solidarietà” è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti in questa edizione in cui si inserisce la storia di Emilia che fin da bambina ha sostenuto ed accompagnato l’amico Nicolò Ferro (suo compagno di classe dalla primaria) affetto dal disturbo dello spettro autistico. Un legame divenuto anche racconto nel libro di cui Nicolo è stato autore nel 2024, Alla ricerca dell’arcobaleno perduto. C’erano entrambi dal Presidente, gli hanno stretto la mano, hanno scambiato qualche parola e posato per le foto di rito.

“Non siete eccezioni, non siete “stranezze” nella realtà sociale” il discorso di Mattarella per sottolineare la normalità dell’impegno alla solidarietà che dovrebbe toccare tutti. “So bene che le cronache, il più delle volte, danno notizia e accendono i riflettori su episodi drammatici, su violenze e illegalità”, ha spiegato Mattarella. “Queste purtroppo esistono e non vanno nascoste. Ma sarebbe una deformazione della realtà e della sua rappresentazione se queste potessero oscurare, addirittura rimuovere, le tante – ben più numerose – notizie positive, di grande valore”, riferendosi alle azioni e alle scelte coraggiose dei nuovi Alfieri della Repubblica (leggi il discorso).
A Roma con Emilia c’erano la sua famiglia e quella di Nicolò; il sindaco di Alife Fernando De Felice e alcuni collaboratori.
“È stata un’emozione bellissima poter stringere la mano al Presidente”, le parole della ragazza al rientro, “e potergli consegnare personalmente il libro di Nicolò e ne è sembrato molto interessato…”.
L’omaggio di Alife, delle Autorità, degli amici
In serata la festa ad Alife; dapprima in sala consiliare e poi in Piazza della Liberazione. Da circa un mese si attendeva questo giorno: dall’annuncio dei nomi dei nuovi Alfieri della Repubblica giornali, nazionali e locali, e tv hanno parlato di loro ma anche della bella storia di Emilia e del suo legame con Nicolo. E l’evento serale alifano ha messo il sigillo su un’intrepida emozione che durava da tempo.
“Come comunità abbiamo bisogno di questi gesti per continuare ad imparare e crescere, soprattutto noi adulti”, le parole del sindaco De Felice ad Emilia e alla sala consiliare gremita. “La situazione internazionale conferma che siamo una società egoista. Vedere questi rapporti di umanità e sensibilità ci riempie di gioia e ci insegna tanto e ci fa riflettere sul bene che potremmo compiere e non realizziamo…”.
A rendere onore all’Alfiere della Repubblica, riconoscendo la solennità dell’evento, anche il presidente della Comunità Montanta del Matese e sindaco di San Potito Sannitico Franco Imperadore; il consigliere provinciale Luigi Di Buccio; Andrea Maccarelli, sindaco di Presenzano – città di origine di Nicolò Ferro – che ha annunciato l’imminente conferimento della cittadinanza onoraria ad Emilia Zarrone, notizia accolta con stupore ed ancor più emozione dai presenti, “Altruismo e solidarietà devono sedimentarsi nella memoria collettiva perchè possano contagiare tutti”, le sue parole. “Emilia con i suoi gesti e la sua amicizia nei confronti di Nicolò dimostra come si può far vivere bene il prossimo” ha aggiunto.
Presenti i consiglieri comunali e lo staff di collaborati del sindaco; il parroco don Pasquale Rubino che ha lasciato ad Emilia e ai presenti un chiaro messaggio: “Il tuo premio accende una luce questa comunità di cui spesso si narra il peggio. La tua testimonianza è un atto di amore e di carità, alta espressione di quello che il Vangelo ricorda a tutti ogni giorno”.
C’era anche il mondo della scuola in aula consiliare: alunni con famiglie, ma anche alunni con disabilità, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Alife, Angela Faraone, docenti e docenti di sostegno. Ha ricordato il precedente riconoscimento che la scuola ha conferito all’alunna, di cui è stata facilmente intuibile la sensibilità e la solidarietà nei confronti di Nicolò. Ha parlato del contesto in cui questa esperienza ogni giorno fiorisce: “una classe meravigliosa in cui tu, Emillia, hai potuto esprimere al meglio quello che sei”. Un grazie alle famiglie di lei e di Nicolò, ha aggiunto, citandolo come “la stella che brilla nella nostra società”. Ad omaggiare Emilia e Nicolò anche la dirigente scolastica della Scuola paritaria primaria San Francesco, Gabriella Pirolo, in cui è nata la bellissima amicizia tra i due ragazzi ha avuto inizio, e con lei docenti e collaboratrici; presente anche la scuola del futuro di Emilia e Nicolò nella persona della dirigente del Liceo Statale Galilei di Piedimonte Matese Rita Vessella in compagnia della futura docente di sostegno dell’alunno Nicolò.
Una mobilitazione dettata da una ragione di fondo: “perchè nessuno resti indietro”, lo diciamo con le parole che la Presidente della Pro Loco Alifana Filomena Farina ha dedicato ai due giovanissimi. Sempre dal mondo delle associazioni, la solidarietà del gruppo Alife-Vive guidato da Anna Ferrante.
Un intervento anche da parte del papà di Nicolò, il primo a portare all’attenzione del Quirinale la bella storia di amicizia tra Emilia e suo figlio, tanto da essere scelta, e confermata nel valore dal Presidente Sergio Mattarella. La gratitudine, l’emozione, la gioia di un papà e con lui della mamma di Nicolò, che ogni giorno sperimentano – nella straordinaria naturalezza di gesti e di parole – il valore dell’accoglienza e del bene.
Emilia e Nicolò protagonisti indiscussi della serata; tra loro parole sussurrate, carezze, rassicurazioni continue da parte di lei per aiutarlo in un contesto affollato di presenze, di voci, di entusiasmo eccessivo per il ragazzo. Nicolò paziente, curioso, attento, capace di restare e arrivare in fondo alla serata per concluderla al meglio: “Emilia è la mia migliore amica”, ha pronunciato al microfono con disinvoltura e vera consapevolezza perchè non è una disabilità ad impedire una simile esperienza.
“Nicolò mi ha cambiato la vita; lo ringrazio perchè ha fatto venire fuori il meglio di me e ciò che sono veramente”, ha concluso lei, felice, di quella spontaneità che è solo dei più giovani lasciando nei presenti un profondo senso di gratitudine: sono stati gli adulti, in questa tiepida serata alifana, ad imparare dai più piccoli.
Al termine della cerimonia ufficiale, la festa in piazza della Liberazione per tutti i presenti e numerosi altri scambi di auguri e congratulazioni all’Alfiere della Repubblica Emilia Zarrone.
Foto Clarus






