Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Chiesa e Diocesi»Papa Leone a Pompei: “Dovevo venire qui, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte”
    Chiesa e Diocesi

    Papa Leone a Pompei: “Dovevo venire qui, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte”

    Da Pompei, il Papa ha confermato le radici mariane del suo pontificato e recitato la Supplica alla Vergine del Rosario, composta da San Bartolo Longo, insieme a 20mila fedeli
    Redazione8 Maggio 2026Nessun commento
    Papa Leone XIV durante la visita pastorale a Pompei. Foto Vatican Media/LaPresse.

    “Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”. Così Leone XIV, nell’omelia della messa presieduta all’esterno del Santuario di Pompei, davanti a 20mila persone, ha spiegato il senso della sua visita pastorale nella città mariana, prima parte del primo viaggio apostolico in Italia, che proseguirà questo pomeriggio a Napoli. “L’aver poi scelto il nome di Leone, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio magistero sul Santo Rosario”, ha proseguito il Papa: “A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di san Bartolo Longo, apostolo del Rosario”.

    “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”,

    l’appello finale, riferito al tragico scenario internazionale. “Quando san Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo –, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei”, ha osservato Leone:

    “I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso”, perché “la pace nasce dentro il cuore”. Giovanni Paolo II, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace, ha ricordato inoltre il Pontefice: “In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione”. “Da questo Santuario, la cui facciata san Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica”, il riferimento alla conclusione della messa, in cui la voce del Santo Padre si è unita ai fedeli di Pompei e a quelli di tutto il mondo: “Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E san Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce ‘onnipotente per grazia’. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo. Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato”.

    “Oggi come ai tempi dell’antica Pompei, è necessario annunciare Cristo a una società che si va allontanando dai valori cristiani e ne smarrisce persino la memoria”, l’esordio dell’omelia, in cui il Papa ha preso in prestito le parole pronunciate da Giovanni Paolo II in questo stesso luogo il 7 ottobre 2003, a conclusione dell’Anno del Rosario, rilanciando per il Terzo Millennio la prospettiva della nuova evangelizzazione. “Centocinquant’anni fa, ponendo la prima pietra di questo Santuario, nel luogo in cui l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo aveva sepolto sotto la cenere i segni di una grande civiltà proteggendoli per secoli, san Bartolo Longo, insieme alla moglie contessa Marianna Farnararo De Fusco, gettava le basi non solo di un tempio, ma di una intera città mariana”, il riferimento alle origini della nuova Pompei, città-santuario fondata da un apostolo del Rosario e della carità. E proprio con l’incontro con il “Tempio della carità”, adiacente al Santuario, è cominciata la visita pastorale a Pompei, perché il “Tempio della fede” e quello della carità si sostengono a vicenda:

    “Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace”.

    Foto Siciliani – Gennari/SIR

    Al centro dell’omelia, il Vangelo dell’Annunciazione, che spiega come dal grembo di Maria “si irradia la Luce che dà il senso pieno alla storia e al mondo”. “L’Ave Maria è un invito alla gioia”, ha spiegato il Papa: “dice a Maria, e in lei a tutti noi, che sulle macerie della nostra umanità provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, è venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano”. Maria, così, diventa Madre della misericordia: dal suo “Eccomi” nasce non soltanto Gesù, ma anche la Chiesa, e Maria diventa insieme Madre di Dio – Theotòkos – e Madre della Chiesa. La preghiera del Rosario, “sorta e sviluppatasi progressivamente nel secondo Millennio, affonda le radici nella storia della salvezza, e proprio nel Saluto dell’Angelo alla Vergine ha come il suo preludio”. “L’Ave Maria che si ripete nel Santo Rosario è un atto di amore”, ha detto Leone: “Il Rosario ha una fisionomia mariana, ma un cuore cristologico ed eucaristico. Se la Liturgia delle Ore scandisce i tempi della lode della Chiesa, il Rosario scandisce il ritmo della nostra vita riportandola continuamente a Gesù e all’Eucaristia. Generazioni di credenti sono state plasmate e custodite da questa preghiera, semplice e popolare, e al tempo stesso capace di altezze mistiche e scrigno della più essenziale teologia cristiana”.

    Il Rosario è “un compendio del Vangelo, che san Giovanni Paolo II ha voluto integrare con i Misteri della luce”: “spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo”, e in particolare verso “due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”.

    M. Michela Nicolais – Fonte SIR

    Papa leone XIV Pompei

    Articoli correlati

    Terremoto Venezuela, la Chiesa italiana indice una raccolta straordinaria di offerte

    9 Luglio 2026

    Perdono di Assisi: dal 29 luglio al 3 agosto Santa Maria degli Angeli accoglierà migliaia di pellegrini

    7 Luglio 2026

    I vescovi della Campania: «Servire la vita e il bene comune». Un appello a comunità e istituzioni

    6 Luglio 2026

    Papa a Lampedusa: “i morti in questo mare sono vittime di decisioni prese e mancate”

    4 Luglio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...