
La cantante Nancy Cuomo torna nella sua Piedimonte, e lo fa nel giorno del suo ottantesimo compleanno. L’Amministrazione comunale del sindaco Vittorio Civitillo ha voluto per lei, sabato 9 maggio, una serata dedicata alla carriera musicale e alla memoria dei luoghi in cui è vissuta da giovanissima prima di partire e realizzare una importante carriera artistica, “non molto famosa”, dice lei a Clarus, ma tale da farsi notare nell’universo musicale italiano degli anni sessanta e settanta, e anche dopo come conferma la sua biografia costellata di partecipazioni, premi, incisioni, fino alla recentissima partecipazione a The Voice Senior: perchè per Nancy, esserci, dopo sessant’anni di carriera, significa “far brillare ancora la luce che io e tutte le persone della mia età portiamo dentro”. E infatti a Piedimonte presenterà il nuovo brano Rinasci di cui ci parla in questa intervista. L’appuntamento è per questa sera alle 19.00 nell’area teatro del Palazzo del Tempo in via Caso.
Ultima di cinque figlia, Nancy è gemella di Michele che oggi vive ad Alife con la famiglia. Canta fin da bambina, e lei ricorda “cantavo Va’ pensiero; erano quelli i grandi componimenti del mio tempo”; la passione per la musica cresce con lei e la porta nei primi gruppi musicali, nel territorio matesino, casertano; si trasferisce a Napoli e poi a Roma dove di fatto ha inizio la sua carriera musicale vera e propria, in particolare dopo l’incontro con Nico Fidenco. Tra le partecipazioni, tante, ci piace segnalare la sua presenza accanto a Renzo Arbore nel programma radiofonico Per voi giovani andato in onda nel 1970; l’incisione di “Come una rondine”, scritta da Ermanno Parazzini, storico paroliere e produttore italiano deceduto nel 2018. Anche in Rai nel programma radiofonico Tanto per cambiare con Renzo Palmer e Maurizio Costanzo nel 1971. Nel 1974, in collaborazione con Manuel De Sica e il maestro Alessandro Blocksteiner, incide un long playing con 12 brani tra cui Il viaggio che sarà colonna sonora del film Il viaggio.
Nell’intervista con Clarus raccontiamo di ieri e di oggi, ma soprattutto il bene che Nancy, dal Matese, ha portato con sé in valigia mentre girava l’Italia: “vivevo fuori, ero lontana, ma mia mamma Consuelo e la mia famiglia erano lì con me con il bagaglio di insegnamenti e di valori donatomi fin da bambina”.
Con quale sentimento torni a Piedimonte Matese, nel giorno del tuo compleanno? Si tratta di un doppio sentimento; una grande emozione. Torno portando con me l’affetto – mai venuto meno – per la terra in cui è radicata la mia famiglia, in cui sono crescita da ragazza e che mi ha donato tanti valori, divenuti la forza della mia vita, ovunque io sia andata e nella carriera che ho costruito. Mi accompagna senza dubbio anche un po’ di tristezza nel ricordo dei cari che non ci sono più. Ho saputo che Piedimonte ultimamente è molto cambiata, è diventata più bella: mi riservo di ritornare presto e restare qualche giorno per godermi questa nuova visione…
Questa sera il Comune ti riserva una serata. Sarà il tuo ritorno anche musicale con la presentazione di un nuovo brano…
Presenterò il mio nuovo progetto, non solo un brano ma un messaggio forte di cui voglio farmi ambasciatrice. La canzone si chiama Rinasci, ed è l’invito per gli adulti come me, quelli con qualche anno in più, a far brillare ancora quella luce che abbiamo dentro, a farne un dono per gli altri e un motivo di sorriso in più per noi stessi. Un testo che ha dell’autobiografico, ma che si fa interprete del sentimento di quanti si sentono o si vedono un po’ da parte, di quanti si sentono tristi e fuori tempo.
Una spinta che dai a te stessa, ma che vuoi condividere…
Sicuramente. Io l’ho fatto, mi sono rimessa in gioco e sono felice di non essermi arresa alla solitudine; non mi sono buttata giù ma ho recuperato la voglia di vivere. La canzone che canterò a Piedimonte racchiude il forte messaggio che in fondo al cuore c’è una forza a cui dobbiamo dare ancora spazio…, che nonostante il tempo trascorra la speranza ci accompagna e ci edifica.
La tua partecipazione a The Voice Senior era l’anticipo di questo tuo ritorno…?
Esattamente. Pur vantando una discreta carriera, mai interrotta, che da circa sessant’anni va avanti con significative soddisfazioni, anche io ho avuto la necessità di rimettermi in cammino e andare avanti con un nuovo entusiasmo.
Facciamo un passo indietro: da giovane la musica ti porta a Napoli dove prende forma la tua prima carriera; poi c’è Roma e l’esperienza al Piper Club in un tempo in cui la musica italiana assumeva nuove sonorità, liberava nuove emozioni…
È stato il tempo di una straordinaria rivoluzione musicale, sociale… Ero molto giovane. Ricordo l’emozione che ha accompagnato il mio esordio ma anche i tanti sacrifici; un passo alla volta e tanta pazienza finchè è arrivato il mio momento.


L’incontro con Nico Fidenco…
Sì, proprio quello, e di conseguenza tutta una serie di importanti contatti.
Con lui ho fatto la canzone Love Love Bang Bang, colonna sonora del film Kiss Kiss…Bang Bang del 1966con protagonista il grande Giuliano Gemma; venne dato in tutte le sale italiane e diede un entusiasmo particolare ai miei progetti e una spinta alla mia popolarità.
E poi la collaborazione con la Fonit Cetra, tra le case discografiche maggiori tra gli anni 60-90. In quel caso si era nella roccaforte della discografia, vero?
Con la Fonit ho inciso il brano Ieri, solo ieri che ho portato al Cantagiro del 1968 riuscendo poi a raggiungere la finale di Recoaro Terme chiudendo prima tra le donne. Il brano ebbe notevole successo di ascolti e fu trasmesso da radio e tv; la casa discografica lo piazzo nel circuito dei kuke-box juke-box in un 45 giri abbinato a Quando il vento suona le campane di Claudio Villa.
Nel tuo percorso decine di incisioni e di contatti…
Ho lavorato con diverse case discografiche e ho avuto il piacere di partecipare a manifestazioni con i giovani di allora Renzo Arbore e Pippo Baudo. Mi porto dietro una bella esperienza di vita e di professione.
La musica è cambiata; il numero di cantati e musicisti sulla scena è cresciuto. Come vedi dalla tua lunga esperienza quel che accade al mercato discografico rivoluzionato dall’avvento del digitale?
È cambiato l’approccio con la musica e il mondo della musica; un tempo c’era la gavetta, un lungo percorso che ti forgiava umanamente e professionalmente, ti educava all’attesa dei risultati. Oggi no. Vedo comparire sulla scena musicale improvvise stelle destinate a spegnersi presto; mi dispiace per i più giovani ma ne dobbiamo prendere atto. Non escludo lo straordinario talento e la strada percorsa da alcuni di cui ammiro i risultati.
La tua lunga storia, in giro per l’Italia. Nel tuo bagaglio anche tanto Matese.
Ho portato tutto con me: Piedimonte; Valle agricola, il paese di mia mamma. In cima ai miei pensieri, ovunque fossi c’era la mia terra e la mia famiglia; i racconti, i consigli, la musica popolare, la canzone napoletana di cui mio padre era un appassionato interprete. Sono grata a questo patrimonio, alle tradizioni di questi luoghi: ne ho sempre tratto forza; il solo ricordo è stato motivo per sorridere anche in mezzo alle difficoltà.



