
A margine di una delle esperienze più significative del Primo Maggio di Loppiano (raduno di giovani presso la Cittadella Internazionale del Movimento dei Focolari), abbiamo incontrato e intervistato gli Angelic Voices, protagonisti dell’evento. Nati quasi per caso nel 2016, oggi sono molto più di un semplice coro: sono giovani che hanno scelto di trasformare il canto in preghiera. L’obiettivo? Fare della loro musica un “canto universale”, capace di parlare al cuore di chiunque ascolti
Come nasce il vostro coro?
Per molti di noi il canto è una passione di famiglia, un elemento naturale che ci accompagna da sempre. Grazie a una serie di felici coincidenze e inviti reciproci, le nostre strade si sono incrociate, portandoci a costituirci come coro nel 2016. Da allora, il nostro gruppo si è evoluto costantemente, vivendo un percorso di costante crescita e ricambio, fino a raggiungere il gruppo che vedete oggi.
Che cosa significa, per voi, cantare insieme?
Cantare insieme non ha mai avuto lo stesso “sapore” per noi e tutt’ora cambia ogni volta. Ogni singola voce e suono rappresenta una storia, uno stato d’animo, un’emozione, per questo cantare è espressione delle nostre anime e farlo insieme rappresenta il compimento di qualcuno più grande di noi, Dio, il quale ha voluto che, anni fa, ci trovassimo ed insieme dessimo vita ad uno spazio nel quale ognuno di noi, con le sue sicurezze e fragilità, potesse esprimersi liberamente divenendo una sola voce con l’altro.
Quindi il canto cambia insieme a voi?
Il nostro canto cambia ogni volta a seconda del momento di vita che ognuno di noi sta vivendo, ma ha l’incredibile capacità di incastrare ogni singola voce e suono in una melodiosa armonia tutte le volte. Ad oggi tante cose ancora non riusciamo a spiegarcele, ma possiamo dire che cantare insieme per noi è preghiera, condivisione, terapia, divertimento.
In che modo il coro ha inciso sul vostro cammino di fede?
Il coro ha cambiato tutto nel nostro modo di vivere la fede. Canto dopo canto abbiamo capito che questo era il nostro “posto”, il modo giusto attraverso cui poter lodare e interiorizzare la Parola di Dio, trasportarla nelle nostre vite, lavorare su noi stessi per divenire, giorno dopo giorno, persone migliori e trasmettere tutto agli altri. Sai il nostro canto, prima di aiutare gli altri a pregare, aiuta noi a pregare!
Perché è nata la decisione di postare sui social? Quando avete capito che i social potevano diventare uno strumento importante?
Inizialmente la decisione di pubblicare i nostri video sui social è nata quasi per gioco. Avevamo solo il desiderio di farci sentire e di condividere il nostro canto come una forma di preghiera spontanea; poi sono arrivati i primi messaggi: persone che ci ringraziavano perché, attraverso le nostre voci, avevano percepito un senso di pace, tranquillità e quella commozione profonda che avvicina a Dio. In quel momento abbiamo capito di poter essere un piccolo strumento per chi è ancora alla ricerca del Signore. Con il tempo i video hanno iniziato a diffondersi, le visualizzazioni crescevano e i commenti diventavano sempre più carichi d’affetto. È stato allora che ci siamo resi conto che, nota dopo nota, stavamo costruendo qualcosa di veramente meraviglioso.
Che emozione è stata cantare al Primo Maggio di Loppiano?
Cantare al1° Maggio a Loppiano nel Santuario Maria Theotokos è stato, per noi, come toccare il Cielo con un dito. Molti di noi sono Gen (Generazione Nuova, nda) del Movimento dei Focolari, altri sono simpatizzanti del Movimento e partecipiamo al Festival della Fraternità del 1º Maggio da anni; tuttavia, solo quest’anno abbiamo deciso di dare disponibilità per l’animazione della Santa Messa.
Ve lo aspettavate? Quali erano le vostre aspettative?
Non avevamo tante aspettative, anzi quasi scherzavamo sull’ “azzardo” che avevamo fatto; quando ci è poi giunta conferma, non potevamo crederci. Avevamo il cuore in gola e non ti nascondiamo che eravamo anche molto intimoriti al pensiero di cantare in un luogo così spirituale, nel quale nasce una grande parte della musica liturgica, grazie ai gruppi del “Gen Rosso” e del “Gen Verde”, durante un festival con migliaia di giovani; ma, come detto prima, ci siamo affidati alla Sua volontà.
Che atmosfera avete respirato in quei giorni?
Grazie anche alla calorosa accoglienza che abbiamo ricevuto dalla cittadella, al supporto di alcuni musicisti del gruppo musicale “As One” e alcuni membri del “Gen Rosso”, abbiamo dato vita ad un’esperienza meravigliosa in cui si respirava aria di unità ed ogni momento aveva un sapore di pace e serenità così forte che siamo certi di poter dire che Gesù era in mezzo a noi.
Che cosa vi lascia questa esperienza?
Questa esperienza è stata per noi la conferma che siamo sulla giusta direzione, che si può portare avanti un ideale di Chiesa universale, se solo si ha il coraggio di fare il primo passo verso qualcosa che ci spaventa, consapevoli di non essere mai soli e così divenire faro nell’oscurità, strada e ponte che lega cuori e popoli.
Chi siete fuori dal coro?
Fuori dal coro siamo ragazzi che vivono la classica quotidianità che contraddistingue i nostri anni, siamo universitari, lavoratori, giovani impegnati nella società che conducono una vita ricca di responsabilità e obiettivi personali. La musica è il nostro punto di appoggio, il momento in cui ognuno sente di poter lasciare il mondo fuori e godere della compagnia l’uno dell’altro.
È difficile conciliare tutto?
Conciliare gli impegni non è sempre facile, ma la nostra costanza sta anche in questo, nel riuscire a rinunciare a quella sera di riposo, a quella partita, a quella lezione serale per poterci ricavare il giusto tempo per stare insieme, provare e portare avanti questa nostra passione. Ognuno impiega forze, energie, sacrificio e determinazione per far sì che tutto funzioni, è responsabilità condivisa mossa dall’amore per quello che facciamo.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Abbiamo il cuore pieno di progetti e la voglia di guardare sempre oltre. Il nostro desiderio più grande è quello di scrivere una canzone tutta nostra, un brano che parli di noi e di ciò in cui crediamo. All’orizzonte si profilano collaborazioni importanti e speriamo di continuare a far crescere la nostra community sui social, portando luce in ogni feed. Non vogliamo restare fermi! Cerchiamo un’evoluzione costante e siamo pronti a metterci in gioco su ogni fronte, sia artistico che umano.
State lavorando anche ad altro?
Siamo felici di annunciarvi che è in programma un nuovo musical guidato dall’associazione “Luce Chiara Onlus”: un’esperienza che ci vedrà crescere insieme e di cui non vediamo l’ora di svelarvi ogni dettaglio. Siamo in costante ricerca di quel “di più” che solo la musica sa dare. Il nostro obiettivo è ambizioso ma sincero: vogliamo che il nostro canto diventi davvero un canto Universale, capace di abbattere ogni barriera e di arrivare dritto all’anima di chiunque ci ascolti.
Che consiglio dareste ad altri giovani che vogliono intraprendere un percorso simile?
Il nostro consiglio è, prima di tutto, di perseverare. Nella società contemporanea non è così scontato che un giovane scelga di avvicinarsi al canto liturgico, come nel nostro caso, o più in generale, ad un’esperienza in Chiesa. Proprio per questo, chi intraprende un percorso simile compie già un passo importante e, in un certo senso, controcorrente. A un gruppo di giovani come il nostro diremmo quindi di non lasciarsi abbattere né dalle influenze esterne né dalle eventuali incomprensioni interne, che fanno parte di ogni cammino condiviso. È fondamentale imparare ad ascoltarsi, a sostenersi e a crescere insieme, anche quando questo richiede pazienza, impegno e, talvolta, la capacità di fare un passo indietro per il bene dell’altro.