Si è conclusa con successo e consenso di tutti la prima edizione dell’UpStories Festival – Crescere con le storie, la rassegna interamente ideata e organizzata da giovani under 25 del territorio dell’Alto Casertano. Una piccola rivoluzione di idee che dall’8 al 10 maggio ha preso forma nel centro storico di Caiazzo, fra Teatro Jovinelli e Palazzo Mazziotti, come in un laboratorio a cielo aperto di idee, confronto e partecipazione attiva.

La genesi di un sogno: da Futuramente alla realtà
Il progetto nasce dall’associazione Futuramente APS, guidata dal giovanissimo Giuseppe Di Sorbo – studente di Economia e già esperto di comunicazione – e dalla collega Elisabetta Daniele, che firmano insieme la direzione artistica. L’obiettivo dichiarato era ambizioso: creare un “ecosistema” in grado di mettere i giovani in contatto con i propri sogni attraverso il racconto di esperienze di vita. “Vogliamo fare dell’evento un punto di riferimento per l’intera provincia di Caserta”, spiegava Di Sorbo alla vigilia dell’evento sottolineando come la community di UpStories conti oggi circa 90 membri, di cui 40 attivamente coinvolti nella complessa macchina organizzativa.
Il debutto: la mentalità della vittoria e l’arte del narrare
La giornata inaugurale di venerdì 8 maggio ha visto il Teatro Jovinelli gremito per l’incontro con Linton Johnson, campione NBA e mental coach. Johnson ha affascinato la platea presentando il suo libro Get in the Game, riflettendo sul valore dell’errore come parte del processo di crescita e sull’importanza dello studio per essere “liberi”. E quale provocazione migliore per il popolo dei giovani, spesso in attesa di consensi adulti tra mille insicurezze e timori?
A seguire, sul palco, l’arrivo di Claudio Gubitosi, fondatore del celebre Giffoni Film Festival. Gubitosi ha dialogato con gli studenti del Liceo “Pietro Giannone”, rimarcando la necessità di dare ai giovani opportunità di pensiero critico: “Questo è il tempo della narrazione e della partecipazione”.
Sabato: tra cittadinanza attiva e la pizza di Stilton e Franco Pepe
Il secondo giorno ha posto l’accento sulla cooperazione territoriale con la tavola rotonda YoungNe(X)t – Giovani a confronto. Numerose associazioni (tra cui Nuova Alba, Ammuina e Moby Dick ETS) si sono riunite a Palazzo Mazziotti per discutere di protagonismo giovanile e reti sociali. Il pomeriggio ha invece regalato un momento magico ai più piccoli: il maestro pizzaiolo Franco Pepe (“artigiano della pizza” come lui ama definirsi) e il celebre personaggio Geronimo Stilton hanno presentato il libro Il Campione della Pizza. Tra animazione e dimostrazioni pratiche, i due ospiti hanno trasmesso l’importanza della passione e del legame indissolubile con la propria terra.
Domenica: educazione, territorio e la chiusura con Daniele Ciniglio
L’ultima giornata è stata dedicata alla creatività e alla formazione. Dopo un laboratorio di ceramica curato da ClaudiArt per la Festa della Mamma, l’attenzione si è spostata su Talenti e Territorio, un progetto di educazione al risparmio in collaborazione con l’IC “Aulo Attilio Caiatino”. Gli studenti hanno dimostrato come temi economici complessi possano essere raccontati attraverso musica e poesia.
Il gran finale è stato affidato a Daniele Ciniglio, comico e content creator, che ha presentato il suo libro La mia routine. Ciniglio ha saputo mescolare ironia e riflessione profonda, lodando l’energia dei ragazzi di UpStories e ribadendo il valore di lasciare sempre un messaggio costruttivo attraverso l’intrattenimento.
Un futuro che mette radici
Il bilancio dell’evento è nelle parole di gratitudine dei fondatori e nelle dichiarazioni del sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, che ha previsto un “grande impatto sulla comunità locale”. L’UpStories Festival non vuole però essere un evento isolato, ma un laboratorio permanente. Tra i temi al centro della futura programmazione figurano la migrazione giovanile e le start-up, con la ferma volontà di offrire ragioni valide ai ragazzi del Sud per restare e “fare comunità” lì dove sono nati. “Sentire tanti ragazzi dire che dispiace vedere il festival finire significa che qualcosa di importante è stato davvero costruito”, hanno concluso Di Sorbo e Daniele, già pronti per le sfide future.







