Che quello tra San Potito Sannitico e l’arte fosse un binomio vincente l’avevamo capito da tempo, quando circa venti anni fa, coraggiosamente si scelse di investire e piantare dei semi, che abbondanti o meno, stanno dando ancora tanti frutti. All’epoca erano i tempi di Cinemadamare, la più grande carovana di filmaker e registi di tutto il mondo ospitata in più edizioni nel paese matesino; poi i murales sugli edifici; le aziende agrituristiche (secondo il più autentico concept di agriturismo) a far da sponda a questo vivace mercato di idee e di economia; e l’attivismo della Pro Loco Genius Loci presente, in grado di garantire tutto l’anno eventi e fare animazione culturale; poi è stata la volta della rassegna di cinema indipendente “Cinema sotto le stelle”. Ma di eventi ne abbiamo citati solo alcuni.
In questo terreno fertile – in cui la visione è fare rete – sono fiorite iniziative come il Fate Cinema che finalmente, dopo l’ultima edizione del 2019, torna per la sesta volta in paese dal 24 al 31 agosto sul tema “Fate Comunità” (vai al sito).

Un laboratorio cinematografico fatto con i residenti, che siano bambini o anziani, ormai esperti davanti alle cineprese dei registi che ogni volta hanno aderito alla proposta portando sullo schermo, in occasione dell’evento finale, inaspettati bravi attori, e restituito un rafforzato legame di comunità. L’iniziativa porta la firma di FateLAB, organizzazione no-profit nata dall’iniziativa di un gruppo eterogeneo di abitanti che hanno promosso e realizzato uno spazio di scambio e dialogo tra artisti, cittadini e territorio, con il valore aggiunto di figure di diversa nazionalità.
Un grande laboratorio di idee, di formazione, di sperimentazione che prende forma negli spazi urbani di San Potito con installazioni e murales (facendo di ogni lavoro anche un’azione di manutenzione del paese) e ha la sua sede operative presso la struttura comunale denominata Cupole con il nome di C:L.A.C (Cupole: Laboratori Arte Contemporanee) concessa in comodato d’uso gratuito a FateLAB. Qui si incrocia il sapere degli anziani con quello di giovani artisti, di studiosi e ricercatori: oltre ad accogliere le mani sapienti, creatrici di antico artigianato, i più giovani artisti sono ospitati per dare libertà alla propria creatività, anche in collaborazione. Tra i punti di forza una vera e propria stamperia d’arte con due laboratori attrezzati per la serigrafia e la calcografia; e infatti tra le presenze attestate presso le Cupole, vi è quella degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli per l’esercitazione e la crescita professionale. Presente anche un laboratorio archeologico dedicato alla storia della Valle del Volturno e del Matese, affiancato da una biblioteca pubblica con oltre 15.000 volumi su storia medievale, arte, architettura e archeologia; e un auditorium di 218 posti.
Sarà proprio l’auditorium il centro di ripartenza di FateCinema: dopo una settimana di provini e riprese, dopo i montaggi dei corti, in questa location verranno proiettati i lavori finali in una cornice completamente rinnovata grazie all’impiego di materiale riciclato a cui FateLab già lavora con diverse collaborazioni come quella del Liceo Musicale Galilei di Piedimonte Matese.
Aperta intanto la selezione dei 10 registi che presteranno la loro creatività a FateCinema; partiti gli spot promozionali; lentamente si costruisce l’evento che mancava alla comunità e che affonda le sue radici in una esperienza collettiva di condivisione che caratterizza San Potito Sannitico agli occhi della comunità matesina circostante.
Nel riannodare il filo dei ricordi, nel fare luce su un fermento soffuso che continua ad animare il piccolo paese, un pensiero va ad una delle menti che all’inizio pensarono San Potito come un laboratorio a cielo aperto, fondato sul confronto e la contaminazione di idee e progetti: Angiolo Conte, scomparso nel 2024, che per un mandato – tanto gli bastò – fu il sindaco delle idee audaci che ancora germogliano.


