Sono 257 i Comuni italiani premiati con la Bandiera Blu 2026, per un totale di 525 spiagge e 87 approdi turistici. Un risultato che conferma la crescita del turismo sostenibile nel nostro Paese e che vede ancora una volta protagonista anche la Campania, capace di mantenere 20 riconoscimenti distribuiti tra le province di Caserta, Napoli e Salerno.

Ma la Bandiera Blu è molto più di un simbolo turistico perchè il suo valore si lega non solo alla bellezza di una costa a alla qualità delle sue acque ma dipende da una serie di molteplici fattori. Si tratta infatti di un riconoscimento internazionale istituito nel 1987, Anno europeo dell’Ambiente, e assegnato dalla FEE, Foundation for Environmental Education, organizzazione che opera con il supporto delle agenzie ONU UNEP e UNWTO. L’obiettivo è promuovere una gestione sostenibile delle località costiere e lacustri, premiando non soltanto la bellezza del mare, ma soprattutto la qualità ambientale e i servizi offerti ai cittadini, ai visitatori, in particolare ai vacanzieri…
Dietro il vessillo blu, come dicevamo, non ci sono soltanto acque cristalline. I criteri di assegnazione sono rigorosi e comprendono l’eccellenza della qualità delle acque certificata dalle analisi delle ARPA, l’efficienza dei depuratori e delle reti fognarie, la raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti, la presenza di piste ciclabili, aree verdi e zone pedonali, oltre ai servizi di salvataggio, all’accessibilità delle spiagge e all’educazione ambientale promossa dalle amministrazioni locali. Alghe depositate a riva ed altri elementi naturali presenti in spiaggia sono una delle caratteristiche; come pure la garanzia di conservazione e monitoraggio degli habitat sia marini che terrestri.
La Liguria si conferma la regione con il maggior numero di Bandiere Blu, mentre la Calabria registra il più alto numero di nuovi ingressi. La Campania, però, continua a distinguersi grazie a un patrimonio costiero di grande pregio- di cui ben ne conosciamo il valore in Italia e nel mondo – e a un crescente impegno sul fronte della sostenibilità ambientale.
La Campania, spiaggia per spiaggia
In provincia di Caserta viene riconfermata la bandiera Blu al comune di Cellole, essatamente alle spiagge di Baia Felice e Baia Domizia Sud, simbolo di un litorale che negli ultimi anni sta cercando di rilanciarsi attraverso la valorizzazione ambientale, la proposta di eventi ed iniziative per la collettività soprattutto durante il periodo estivo.
Nel napoletano spiccano ancora le località della Penisola sorrentina e di Capri: Vico Equense con le spiagge di Scoglio Tre Fratelli-Bikini, Scrajo Mare, Capo La Gala, Marina di Seiano Ovest Porto, Marina di Vico e Punta Orlando; Piano di Sorrento con Marina di Cassano; Sorrento con Puolo, Riviera di Massa, San Francesco e Tonnarella; Massa Lubrense con Recommone-Marina del Cantone, Marina di Puolo e Giardino Romantico; Anacapri con Gradola-Grotta Azzurra e Faro Punta Carena.
Ma è soprattutto il Cilento a rappresentare il cuore blu della Campania. Da Sapri a Camerota, da Pollica a Castellabate, passando per Casal Velino, Ascea, Pisciotta e Agropoli, il litorale salernitano continua a collezionare riconoscimenti grazie a un equilibrio tra tutela del paesaggio, qualità delle acque e servizi turistici. Un risultato che conferma il valore naturalistico e ambientale di un territorio capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori.
Tra le località premiate figurano anche Positano, Vibonati, Ispani, Montecorice, San Mauro Cilento e Centola-Palinuro, mete storiche per i turisti alla ricerca di spiagge, grotte, scogli, calette incontaminate e uniche nel panorama nazionale.
Le Bandiere Blu non riguardano soltanto il mare. Crescono infatti anche i riconoscimenti assegnati ai laghi italiani, saliti quest’anno a 23. Un segnale importante soprattutto per le regioni del Nord Italia, dove laghi come Garda, Maggiore e Trasimeno confermano come la qualità ambientale possa alimentare un comparto turistico già fortemente consolidato.
Gli appassionati della montagna, che si confermano nei numeri, trovano altrettanta proposta sulle coste dei laghi, anch’essi patrimonio di biodiversità. Pertanto il riconoscimento conquistato assume un significato che va oltre la semplice promozione balneare.
Perché il mare pulito non è soltanto una cartolina da esibire ai turisti, ma un bene comune da custodire ogni giorno, patrimonio di un intero Paese.