In vista del prossimo Rapporto Immigrazione di Caritas e Fondazione Migrantes sulla presenza degli immigrati in Italia (XXXV edizione), è stato predisposto un questionario online, che resta anonimo, utile ad aggiornare la foto attuale del nostro Paese. Fare il passaparola, coinvolgendo quanti più stranieri possibile, amici o conoscenti , significa dare voce alla verità, lasciare che i veri protagonisti del fenomeno “immigrazione” dicano la loro sulle condizioni di vita e di accoglienza nel nostro Paese. I risultati diventano per la Chiesa – che opera attraverso i servizi di Caritas e Migrantes – rivelatori della tipologia di aiuto da mettere in campo, e contributo al dibattito con lo Stato affinché nessuno resti indietro, inascoltato, o nell’ombra.
L’obiettivo è ambizioso: rilevare il grado di soddisfazione reale rispetto alla vita in Italia, capire le motivazioni profonde di chi decide di restare e i sogni di chi, invece, medita di trasferirsi altrove. Come sottolineato alcuni mesi da mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale di Migrantes, è tempo di dare meno spazio a ciò che “noi diciamo di loro” e più alla testimonianza diretta dei nuovi cittadini.
C’è tempo fino al 31 maggio per partecipare a questa indagine Il questionario è disponibile al link https://forms.gle/qCxvr2k5qcWEYES36. Partecipare significa contribuire a costruire un’Italia che non si limita a subire il cambiamento, ma sceglie di governarlo con coraggio e responsabilità, investendo su chi ha il coraggio di sognare il futuro dal di dentro delle nostre comunità.

Di seguito i contenuti del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes 2025 i cui dati ci confermano l’importanza di promuovere la raccolta dati descritta sopra.
L’Italia non è più quella di una volta, e a dircelo non sono solo i ricordi in bianco e nero, ma i volti dei ragazzi che ogni mattina affollano le nostre scuole, i volti dei braccianti agricoli e quelli che al mattino tirano su la saracinesca di Generi Alimentari ed Ortofrutta.
L’ultimo Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes, presentato il 14 ottobre 2025 a Roma, aveva come titolo “Giovani, testimoni di speranza”, mettendo nero su bianco una realtà che molti definiscono una “trasformazione silenziosa, ma radicale”. Gli stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese hanno superato quota 5,4 milioni, rappresentando ormai il 9,2% della popolazione totale. Ma il dato che più deve far riflettere è quello che guarda al futuro: nel 2024, oltre il 21% dei nuovi nati in Italia ha almeno un genitore straniero.
I giovani, su cui il Rapporto si sofferma, nati o cresciuti qui, non sono semplici “ospiti”, ma i veri protagonisti di un’Italia che spera e si trasforma. Nelle aule scolastiche dell’anno 2023/2024, si contano oltre 900 mila alunni con cittadinanza non italiana, un’incidenza dell’11,5% che rende le nostre classi laboratori naturali di multiculturalità. Eppure, nonostante parlino i nostri dialetti e tifino per le nostre squadre, molti di loro continuano a sentirsi percepiti come “ospiti permanenti”, intrappolati in un limbo burocratico dove la cittadinanza resta un traguardo ancora troppo difficile da raggiungere.
Focus anche sull’occupazione che nel 2024 ha visto al lavoro 2,5 milioni di stranieri, pari al 10,5% del totale, con un aumento dei rapporti di lavoro attivati (+5,8%). Restano però forti criticità legate allo sfruttamento, soprattutto nei settori agricolo e dei servizi, e alle difficoltà abitative, segnate da discriminazioni e ostacoli nell’accesso alla casa. Preoccupante anche il dato sulla povertà: riguarda il 35,1% dei cittadini stranieri, contro il 7,4% degli italiani. Mons. Carlo Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana, ha sottolineato la necessità di investire in percorsi di inclusione e legalità come responsabilità verso il futuro delle comunità.
Le pagine del Rapporto Immigrazione si soffermano anche sul fronte educativo e sociale. Nell’anno scolastico 2023/2024 gli alunni con cittadinanza non italiana superavano quota 900 mila, pari all’11,5% del totale. Lo sport da qualche anno continua a rappresentare uno spazio importante di integrazione con significativi risultati, anche se permane un forte divario nella pratica sportiva tra ragazze straniere e italiane. Tra gli stranieri residenti in Italia, i cristiani restano la maggioranza, pur in lieve calo. Sempre Mons. Felicolo ha richiamato l’importanza di accompagnare i migranti verso una piena partecipazione alla vita del Paese, valorizzandone voce e testimonianza.