Le parole puntualmente pensate e pesate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprimono l’indignazione dell’intero Paese per quanto avvenuto da parte dei soldati israeliani verso i componenti della Global Sumud Flotilla, prima in acque internazionali e poi sul territorio israeliano. L’episodio avvenuto il 19 maggio ha portato all’arresto di 29 italiani tra le 430 persone presenti sulle imbarcazioni, tra queste anche una battente bandiera italiana.
Si è trattato di un “trattamento incivile – ha scritto Mattarella in una nota – inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”.
Il trattamento riservato dai militari ai civili, ai militanti e ai politici che erano a bordo delle imbarcazioni ha immediatamente suscitato l’indignazione globale; sotto accusa il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir che ha sventolato la bandiera di Israele e ha dato il “benvenuto” agli uomini catturati mentre i militari procedevano nei loto confronti con umiliazioni verbali e violenze fisiche.
La Farnesina ha convocato l’ambasciatore di Israele in Italia chiedendo scuse formali; le diplomazie di numerosi Paesi del Mondo sono al lavoro per le medesime ragioni; i Governi si interfacciano per decidere le misure da adottare.