
In occasione della festività del Santo Patrono San Marcellino, la comunità di Piedimonte Matese si prepara ad accogliere un appuntamento di grande valore storico e culturale presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove sarà allestita la mostra Santa Maria Maggiore: scritture, memorie e microstorie, dedicata alle pergamene conservate nell’Archivio storico della Basilica. La mostra sarà presentata questa sera, al termine della Novena in onore del Patrono, e sarà visitabile sino alla sera di sabato 30 maggio. Un’esposizione che non rappresenta soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione preziosa per restituire alla cittadinanza una parte significativa della propria memoria collettiva. Saranno esposte pergamene selezionate datate tra il XIV e il XVIII secolo, documenti di straordinaria importanza che raccontano, attraverso scritture antiche e testimonianze dirette, la storia religiosa, sociale e civile del territorio matesino.


Nel fondo membranaceo trovano spazio bolle papali, brevi, monitori e numerosi altri documenti che testimoniano il ruolo centrale svolto dalla Basilica nella vita religiosa e amministrativa del territorio. Si tratta di materiali che, oltre al loro valore storico, possiedono un forte significato identitario, poiché permettono di riscoprire le radici della comunità e di rafforzare il senso di appartenenza al luogo natio. Le pergamene custodiscono tracce della vita quotidiana del paese, delle relazioni tra religiosi e popolazione, delle cessioni e delle vendite legate alla Basilica di Santa Maria Maggiore, ma anche riferimenti a papi, signori feudali, luoghi storici e vicende che hanno segnato, nel corso dei secoli, la storia di Piedimonte Matese.


La mostra nasce anche con l’intento di presentare alla popolazione il delicato lavoro di recupero e valorizzazione svolto dal direttore della Biblioteca Diocesana San Tommaso D’Aquino Luigi Arrigo, impegnato in un importante progetto di tutela del patrimonio archivistico. Un’attività fondamentale che mira non solo alla conservazione fisica delle pergamene, ma anche alla loro conoscenza, fruizione e diffusione. Un ruolo centrale in questo percorso è stato svolto da Claudia Curcio e Giuseppina Civitillo, che hanno curato il lavoro di riordino, di digitalizzazione e di valorizzazione delle pergamene, affiancate dal parroco don Massimiliano Giannico e con il supporto tecnico di Danilo Coluccio. Grazie al loro impegno è stato possibile restituire nuova vita a documenti che il tempo aveva inevitabilmente reso fragili, consentendo oggi di renderli accessibili e fruibili anche alle future generazioni.
L’esposizione rappresenta dunque molto più di una semplice mostra documentaria: è un invito rivolto alla comunità a riscoprire il proprio passato, a conoscere il patrimonio custodito nel cuore della città e a riconoscere, nelle antiche pergamene, le tracce vive di una storia che continua ancora oggi a parlare al presente.
Giusy Civitillo e Claudia Curcio