
Giovedì 4 giugno le Diocesi dell’alto casertano guidate dal Vescovo Giacomo Cirulli ritroveranno a Teano per la celebrazione del Corpus Domini; domenica 7 giugno la celebrazione del Corpo e del Sangue del Signore sarà invece nelle parrocchie.
I fedeli delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca che celebrano unitariamente i più importanti momenti liturgici secondo un criterio di turnazione nelle tre chiese cattedrali, questa volta saranno accolti nella città sidicina, prima per la Messa e poi per la processione eucaristica percorrendo un tratto urbano così come vuole l’antica tradizione di questa festa.
Appuntamento in Cattedrale alle 19.00 per sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, e una rappresentanza da tutte le parrocchie per il momento che celebra l’alleanza tra Dio e il suo popolo attraverso il dono di Cristo all’umanità: “Un dono destinato a restare in eterno attraverso i segni del pane e del vino che consacriamo e sono per noi certezza della presenza di Cristo nelle nostre vite”, ricordava il vescovo Giacomo Cirulli in una recente celebrazione del Corpus Domini.
“Viene per noi perché ci uniformiamo a lui e al suo stile che è dono di sé e amore per il prossimo (…); il tradimento dell’uomo, come avvenne prima della sua morte in Croce, non ferma questo amore che noi, come i discepoli siamo chiamati a testimoniare nel mondo”. Testimonianza che per i credenti è prima di tutto unità a Cristo e unità tra i fratelli, manifestazione pubblica di fede che si esprime in quel camminare con Cristo, dietro a Cristo tra le strade di città e paesi, in processione, nella solennità del Corpus Domini.
Non una processione come le altre in questa giornata, ma la conferma di una volontà: essere tutt’uno, da fratelli, intorno alla proposta del Vangelo che è invito alla comunione, all’essere una cosa sola. Lo testimoniano anche le forme esteriori con cui questa solennità viene celebrata: le infiorate sono l’omaggio al Signore che passa per le strade, si fa incontro alle vite degli uomini, e le comunità unitariamente, in gruppi di quartieri o contrade addobbano il passaggio dell’Eucaristia portata dal Vescovo, o dal sacerdote nel caso delle celebrazioni parrocchiali.