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    Home»Attualità»Le intimidazioni dei coloni israeliani, comunità cristiana a rischio spopolamento. Il documento
    Attualità

    Le intimidazioni dei coloni israeliani, comunità cristiana a rischio spopolamento. Il documento

    Redazione4 Giugno 2026Nessun commento
    Taybeh, Cisgiordania. A luglio 2025 i coloni israeliani mettevano a fuoco la chiesa di San Giorgio (foto di repertorio)

    Daniele Rocchi – Nuovo e dettagliato rapporto sulle violenze e le intimidazioni subite dalla popolazione di Taybeh nel mese di maggio 2026 è stato diffuso oggi dal parroco latino, padre Bashar Fawadleh. Il documento, inviato a media, diplomazie e organizzazioni internazionali, e pervenuto al Sir, accende i riflettori su una situazione definita “in costante e grave escalation” che colpisce l’unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. Nel testo il parroco denuncia un aumento significativo, per numero e gravità, degli attacchi dei coloni, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei residenti, sulle attività economiche e sull’accesso alle terre agricole.

    Secondo il parroco, si tratta di “pratiche sistematiche che puntano a creare condizioni coercitive attraverso intimidazioni, restrizioni e progressiva espansione del controllo sui terreni palestinesi”. Tra gli episodi segnalati, la creazione di un nuovo avamposto nell’area della rotonda di Caramelo e della comunità di Abu Faza’, con il trasferimento di bestiame, tra cui 50 cammelli, e il taglio della principale fonte idrica, mettendo a rischio la sopravvivenza di residenti e allevamenti.

    Denunciata anche la presenza quotidiana di coloni nelle aree della cava e del cementificio, con lavoratori ripetutamente cacciati e attività economiche compromesse. Il 18 maggio è stata registrata l’irruzione in un’abitazione civile, mentre il giorno successivo si è verificato un tentativo di incendio di veicoli.

    Frequenti anche le incursioni nei quartieri residenziali, con mezzi fuoristrada, che alimentano paura soprattutto tra donne e bambini. Il 29 maggio, dichiara al Sir padre Fawadleh, “militari israeliani sono entrati nel villaggio nelle prime ore del mattino ordinando di sospendere i preparativi in corso per la festa finale del mese mariano intitolata “With Mary… We Remain in Hope”, (Con Maria… restiamo nella speranza) cui erano invitati diplomatici di Francia, Italia, Spagna, Belgio, Svezia, Polonia e Ecuador.

    La festa prevedeva preghiere, messe, sfilata degli scout e attività artistiche. Di quanto stava accadendo ho informato le autorità ecclesiastiche e grazie all’intervento del patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, che ha contattato direttamente le autorità israeliane, la festa si è svolta regolarmente”.

    La situazione – riferiscono i residenti di Taybeh – è ulteriormente peggiorata nei primi giorni di giugno. Gruppi di coloni, utilizzando quad e altri veicoli, avrebbero intensificato le incursioni fino al centro del paese. Il 2 giugno, nell’area nord-orientale vicino alla Orthodox Housing Road, sarebbero state bloccate alcune strade e interrotti lavori edilizi; il 3 giugno nuovi passaggi sono stati segnalati anche lungo la via principale fino alla zona della chiesa di San Giorgio (Al-Khadr).

    Il rapporto evidenzia un impatto umanitario ed economico pesante: insicurezza crescente, danni alle fonti di reddito, difficoltà nell’accesso alle terre e alle risorse idriche, e timori di uno sfollamento forzato.

    Le violazioni, sottolinea padre Fawadleh, contravvengono al diritto internazionale umanitario e ai diritti umani fondamentali. Da qui l’appello urgente alla comunità internazionale per attivare interventi immediati per fermare le violenze, garantire protezione ai civili, avviare indagini indipendenti e assicurare responsabilità.

    Tra le richieste, anche la tutela delle terre agricole, il ripristino delle risorse essenziali e un rafforzamento della pressione diplomatica per il rispetto del diritto internazionale.

    “È in gioco – conclude il parroco – la sicurezza, la dignità e la possibilità stessa per la popolazione di Taybeh di continuare a vivere nella propria terra”.

    Fonte Agensir

    cisgiordania Coloni israeliani israele pace Palestina Taybeh

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