
Europa Verde – Verdi/AVS Caserta ha inviato una nota formale ai consiglieri regionali del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, Rosario Andreozzi (capogruppo) e Carlo Ceparano, chiedendo che si attivino in Consiglio regionale affinché la Regione Campania renda pubblici e integralmente accessibili i dati dello studio condotto dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli sulla contaminazione delle falde acquifere nelle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno (leggi la lettera).
Lo studio ha rilevato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per tricloroetilene (TCE), classificato come cancerogeno certo, e tetracloroetilene (PCE), probabile cancerogeno, in decine di siti distribuiti nelle quattro province, con i valori più critici nella Terra dei Fuochi. Nel Casertano i comuni più colpiti risultano Villa Literno — dove i superamenti sono stati registrati anche in siti pubblici — Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo.
“I cittadini hanno diritto di sapere cosa c’è nell’acqua sotto le loro case e nei terreni che coltivano. La normativa europea e nazionale — dalla Convenzione di Aarhus al d.lgs. 195/2005, fino all’art. 40 del d.lgs. 33/2013 — impone la pubblicazione integrale dei dati ambientali, a maggior ragione quando è in gioco la salute pubblica”, dichiara Beniamino Rega, co-portavoce di Europa Verde – Verdi/AVS Caserta. “L’Assessora Pecoraro ha annunciato una piattaforma digitale per rendere i dati consultabili dai cittadini: chiediamo che quell’impegno si traduca in atti concreti e immediati, senza ulteriori ritardi. Il diritto alla trasparenza ambientale non è negoziabile.”
La richiesta di pubblicazione è sostenuta da diverse realtà civiche del territorio, tra cui l’Associazione Mondragone Bene Comune (AMBC), e si inserisce nel più ampio allarme lanciato da numerose associazioni sulla necessità di garantire trasparenza e prevenzione sanitaria nelle aree contaminate.
Europa Verde – Verdi/AVS Caserta chiede ai consiglieri AVS la presentazione di un’interrogazione o di un atto di indirizzo in Consiglio regionale per sollecitare la pubblicazione integrale dei dati, l’attivazione della piattaforma digitale annunciata e il coinvolgimento delle comunità e delle associazioni nei tavoli di monitoraggio (leggi la lettera).