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    Home»Primo Piano»Papa in Spagna: “la religiosità non sia un museo del passato”
    Primo Piano

    Papa in Spagna: “la religiosità non sia un museo del passato”

    Corpus Domini a Madrid per il Pontefice
    Redazione8 Giugno 2026Nessun commento

    M. Michela Nicolais – Il Papa che guida a piedi la tradizionale processione eucaristica del Corpus Domini, in uno dei luoghi simbolo di Madrid. E’ l’immagine del secondo giorno del viaggio di Leone XIV in Spagna che resterà nella memoria, grazie  anche al nuovo bagno di folla – dopo quello di ieri sera per la Veglia di preghiera con i giovani – in Plaza de Cibeles, cuore pulsante della vita madrilena. Un milione e duecentomila fedeli, in silenzioso raccoglimento dietro l’ostensorio, ha accompagnato il primo successore di Pietro giunto in terra spagnola dopo 15 anni, segno di un Gesù che cammina con noi sulle strade della storia, come ha spiegato lo stesso Pontefice nell’omelia della celebrazione eucaristica.

    “La religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare,

    ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi, per non dimenticare chi è il Signore, per non cadere nella tentazione di affidarsi ad altri idoli e nutrirsi di un pane che non sazia”, la consegna per la Spagna: “Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché

    nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello;

    una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”.

    “Questa memoria del Signore presente nel Pane eucaristico è al cuore della vostra fede e della vostra storia”, l’esordio dell’omelia, in un Paese in cui “le solenni processioni di questo giorno hanno plasmato per secoli la pietà, l’arte, la musica, l’architettura e la vita del popolo spagnolo”.

    “Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana,

    come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia, consolazione dei deboli, luce per le famiglie, speranza per i più fragili, pace per chi soffre”, ha assicurato il Pontefice. “Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico”, ha puntualizzato:

    “qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi, che si fa pane per la nostra fame di vita e visita gli angoli del nostro cuore e della nostra storia, anche quelli più oscuri.

    Così, se nella Celebrazione eucaristica Cristo si dona come alimento, la processione dice che Egli non rimane chiuso nel tempio ma, anzi, esce incontro a noi”.

    “Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”,

    ha ricordato il Papa, secondo il quale “non è casuale che qui in Spagna la Chiesa abbia unito per anni la solennità del Corpus Domini con la Giornata della Carità”. “Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di

    lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata,

    per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo”, il mandato papale: “la memoria storica delle processioni del Corpus Domini non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico; diventa invece un invito per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro”.

    “La sua vita ricorda che l’Eucaristia non può essere onorata soltanto nelle grandi celebrazioni o in modo occasionale, ma anche nella fedeltà silenziosa di chi accompagna il Signore quando sembra dimenticato e in un’amicizia umile e discreta che si alimenta di giorno in giorno”. Con queste parole il Papa ha ricordato San Manuel Gonzales, il vescovo spagnolo dei tabernacoli abbandonati. Poi la citazione di san Giovanni della Croce, che nella prigione conventuale di Toledo, dove era incarcerato in condizioni durissime, proprio a ridosso del Corpus Domini del 1578, “riconosce dalla notte di quella prigione la presenza nascosta del Signore”. “Gesù Eucaristico è quell’eterna fonte nascosta”, ha commentato Leone: “fonte che scorre e disseta ma senza abbagliare, senza imporsi con potenza esteriore, senza presentarsi in modo spettacolare. Torniamo a lui con amore sincero. Apriamoci all’incontro con Lui, lasciamo che Egli disseti le aridità del nostro cuore, per uscire poi sulle strade della vita e della storia e portare tra la gente questa corrente di acqua fresca, corrente di amore, di pace, di giustizia e di gioia. Abbeveriamoci di nuovo da questa fonte eucaristica, che non ci chiude in una devozione privata ma ci manda a irrigare i fratelli, le famiglie, i poveri, coloro che soffrono, coloro che hanno perduto la speranza”.

    Nell’incontro con il modo della cultura, dell’arte, defll’economia e dello sport, al Movistar Arena, il Papa ha rilanciato la “questione decisiva” della sua prima enciclica: “che cosa significa essere veramente umani?”.

    Poi una provocazione sul nostro continente: “È davvero possibile credere che l’Europa – che tanto amiamo – sarebbe la stessa senza l’impronta della fede?”. “Tessere reti è un dialogo tra istituzioni incentrato sulla dignità umana”, l’invito finale: ciò implica “che l’università non volti le spalle al mondo del lavoro né rinunci alla verità; che l’attività imprenditoriale non consideri il dipendente come un semplice fattore nell’equazione dei propri interessi; che l’arte non abbia come unico fine le élite; che lo sport non sia ridotto a spettacolo o trasformato in mero business; che il progresso tecnologico tenga conto degli anziani, dei poveri e di coloro che non hanno voce”.

    Agostiniani Corpus Domini giovani Madrid Papa Leone spagna

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