Luigi Pio D’Errico – Due giornate dedicate alla scienza, alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di comprendere il cambiamento climatico attraverso linguaggi diversi e coinvolgere cittadini di tutte le età. È questo il cuore di “Matese & Climate Change“, l’iniziativa promossa dalla Fondazione San Bonaventura, giunta quest’anno alla sua quarta edizione.
L’evento, svoltosi il 13 e 14 giugno, ha trasformato Piedimonte Matese e i sentieri del massiccio matesino in luoghi di incontro tra ricerca scientifica, educazione ambientale, cultura e partecipazione attiva.
Una comunità che si interroga sul cambiamento climatico
La manifestazione si è aperta nella Villa comunale di Piedimonte Matese con i saluti istituzionali di Bernarda De Girolamo, dirigente scolastica dell’ISISS e vicesindaco di Piedimonte Matese, Agostino Navarra, consigliere comunale della città, e Andrea Boggia, presidente del Comitato di gestione del Parco Nazionale del Matese.
Interventi che hanno ribadito quanto sia importante costruire una consapevolezza condivisa sulle sfide ambientali del nostro tempo, promuovendo il dialogo tra istituzioni, mondo della scuola, ricerca scientifica e cittadinanza.

Dal microcosmo alle grandi sfide globali
La sessione mattutina del 13 giugno ha ospitato il “Tavolo Microcosmo – The Last of Us Reload: funghi e batteri, incubo o meraviglia scientifica?”, un’occasione per esplorare il ruolo fondamentale dei microrganismi nella nostra vita e negli ecosistemi.
A guidare il pubblico in questo viaggio tra chimica e microbiologia sono stati Pierluigi Reveglia, ricercatore in Chimica Organica presso l’Università degli Studi di Foggia, Marco Masi, professore associato di Chimica Organica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ed Emanuela Roscetto, ricercatrice in Microbiologia e Microbiologia clinica presso lo stesso ateneo.
Accanto agli interventi scientifici, grande partecipazione hanno riscosso i laboratori didattici dell’associazione PONYS (Physics and Optics Naples Young Students), che hanno consentito ai più giovani di sperimentare in prima persona il fascino della scienza. Presenti anche gli stand di Amnesty International, della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino e del progetto Matese Water Hub, a testimonianza della natura multidisciplinare dell’iniziativa.
Particolarmente significativo è stato inoltre il coinvolgimento delle scuole del territorio. Nel corso della mattinata sono stati presentati i lavori realizzati durante l’anno scolastico 2025/2026 dagli studenti dell’ISISS Matese e, in particolare, dell’ITA «A.S. Coppola» e dell’ITI «G. Caso» – specializzazione elettronica –, dell’IC Matese e del Liceo Galilei, frutto della collaborazione educativa instaurata con la Fondazione San Bonaventura.
Spazio anche alla sensibilità artistica con l’esposizione delle fotografie partecipanti alla mostra “Testimoniare il cambiamento climatico e il suo impatto”, un invito a osservare con occhi nuovi le trasformazioni ambientali che interessano il nostro territorio e il mondo intero.
I sentieri come memoria e prospettiva
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sul rapporto tra uomo e paesaggio con il “Tavolo Macrocosmo – Tracce nel Tempo: come i sentieri raccontano storia e disegnano futuro”.
Attraverso i contributi di Luigi Arrigo, direttore della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino di Piedimonte Matese e vicepresidente della Fondazione San Bonaventura, di Giovanni Germano, coordinatore di «Cammina, Molise!», di Augusto Ciuffetti, docente di Storia economica presso l’Università di Macerata, e di Paolo Piacentini, già presidente di FederTrek e autore di «Passo dopo Passo», i sentieri sono stati riletti non solo come percorsi fisici, ma come strumenti di conoscenza, custodi di memoria e opportunità per immaginare nuove forme di sviluppo sostenibile delle aree interne.
A chiudere la giornata è stata la lezione-spettacolo “Problema Globale” del fisico e giocoliere bolognese Federico Benuzzi. Un appuntamento che ha saputo coniugare rigore scientifico e intrattenimento, affrontando il tema del cambiamento climatico con un linguaggio originale, esplosivo e coinvolgente, capace di catturare l’attenzione del pubblico e stimolare riflessioni profonde sulle responsabilità individuali e collettive.
Camminare nel Matese per comprenderlo
La seconda giornata di Matese & Climate Change è stata dedicata all’esperienza diretta del territorio. I partecipanti hanno preso parte a un trekking sul Matese organizzato da Matese Adventures e Matese Nostrum, in collaborazione con GAE Matese.
Un’occasione per osservare da vicino la straordinaria ricchezza naturalistica dell’area e riflettere sugli effetti che il cambiamento climatico può avere sugli ecosistemi montani.
Al termine dell’escursione, Slow Food Matese ha accolto i partecipanti con un pranzo al sacco e un bio aperitivo, valorizzando prodotti e tradizioni locali nel segno della sostenibilità e del legame tra ambiente e cultura alimentare.
Un percorso che guarda al futuro
Giunta alla sua quarta edizione, Matese & Climate Change si conferma un appuntamento sempre più importante per il territorio matesino. La capacità di mettere in dialogo scienza, scuola, associazionismo, istituzioni e cittadinanza rappresenta uno degli aspetti più preziosi dell’iniziativa.
In un’epoca in cui il cambiamento climatico richiede consapevolezza, conoscenza e partecipazione, esperienze come questa dimostrano che anche dai territori possono nascere occasioni concrete di confronto e crescita collettiva.
Perché comprendere il presente è il primo passo per costruire il futuro. E farlo insieme rende il cambiamento possibile.






