
di Pierluigi Reveglia
C’è un filo d’acqua che attraversa la storia dei paesi del Matese. Scorre nei lavatoi dove le donne si ritrovavano, nelle fontane di pietra delle piazze, nelle sorgenti che hanno dissetato generazioni di pastori e contadini. Per secoli l’acqua è stata, da queste parti, un fatto quotidiano e collettivo: un bene di tutti, da custodire come si custodisce ciò che dà la vita. Oggi quel filo torna a farsi strada in una forma nuova, che parla il linguaggio del nostro tempo: il Matese Water Hub.
Nato come Comunità di Pratica Partecipativa sull’uso sostenibile dell’acqua, promosso dalla Comunità Montana del Matese nell’ambito del programma Green Communities finanziato dal PNRR. Il progetto muove i suoi primi passi in quattro comuni pilota: Piedimonte Matese, Gioia Sannitica, Letino e Gallo Matese, ma ha l’ambizione di allargarsi a tutti i comuni del territorio matesino appartenenti alla comunità montana. Il Matese Water Hub è insieme una piattaforma digitale e un’esperienza di cittadinanza attiva. La sua scommessa è semplice e, a ben vedere, antica: per prendersi cura dell’acqua bisogna conoscere il territorio dove essa risiede. Solo dopo l’arrivo della consapevolezza infatti la comunità ha tutta la competenza necessarie per attivarsi e prendersi cura delle risorse.
Tre le linee di intervento al centro di Matese Water Hub: la scrittura di un Manifesto per l’Acqua Sostenibile, la mappatura dei luoghi d’acqua, e percorsi di formazione. Oltre a queste line ci sono stati e ci saranno momenti di incontro ed eventi pubblici di sensibilizzazione oltre che a partnership con progetti a tema sostenibilità già rodati sul territorio come Matese & Climate Change. Non è un caso che tutto questo nasca proprio adesso. Il cambiamento climatico sta mettendo alla prova, prima di ogni altra cosa, l’acqua: le nevicate sui Monti del Matese si fanno più rare, le estati più siccitose, le piogge più violente e improvvise. Conoscere e curare i luoghi d’acqua diventa così, allo stesso tempo, tutela del paesaggio, prevenzione del rischio idrogeologico e adattamento. È un gesto che guarda al futuro affondando le radici nel passato.
Il primo pilastro è il Manifesto per l’Acqua Sostenibile: una carta di principi che traduce in impegni concreti l’idea dell’acqua come bene comune. Pochi punti chiari, l’acqua come patrimonio di tutti, da non sprecare; la responsabilità condivisa fra cittadini, scuole e amministrazioni; la cura dei luoghi d’acqua come dovere collettivo, che cittadini, associazioni ed enti possono sottoscrivere, facendo proprio un vero e proprio patto di comunità attorno alla risorsa. I Punti chiave verranno però selezionati da un questionario attivo sul sito a cui tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
Accanto al Manifesto c’è Acquapedia, l’enciclopedia dell’acqua del Matese. È lo spazio in cui la conoscenza si raccoglie e si ordina: le schede dei luoghi d’acqua censiti e mappati sul territorio, sorgenti, fontane, lavatoi, con la loro storia e il loro stato di salute, ma anche le voci utili a orientarsi nel mondo dell’acqua Un sapere aperto e consultabile, pensato per restituire a ciascuno gli strumenti per conoscere e custodire il proprio territorio. I cittadini inoltre potranno aggiungere i loro punti d’acqua rendendo quindi anche questa mappatura interattiva.
Il terzo pilastro è la sezione M-Learning, il cuore formativo del progetto, pensato per essere fruito con semplicità anche dallo smartphone. Qui i percorsi prendono la forma di moduli che alternano video alla scoperta dei luoghi d’acqua delle aree pilota e una serie di podcast, vere e proprie “pillole” sull’uso sostenibile dell’acqua e sulla storia amministrativa della risorsa idrica in Italia e come questa si intreccia con la gestione europea, raccontando in modo accessibile chi amministra l’acqua in Italia, con quali enti e con quali leggi, dalla lunga storia della gestione idrica fino alle più recenti politiche europee.
La formazione si sviluppa lungo due percorsi distinti. Il primo è rivolto ai cittadini e agli adulti e affronta con rigore i temi della governance dell’acqua: la sua storia, gli enti che la regolano, le norme nazionali ed europee, il rischio idrogeologico. Il secondo è dedicato ai più piccoli, fino ai dodici anni, ed è affidato a una guida d’eccezione: Sally, la salamandra mascotte del Matese Water Hub. Sarà lei, abitante delle acque pulite e simbolo di ambienti sani, ad accompagnare bambine e bambini alla scoperta dell’acqua come bene di tutti, tra storie, curiosità e piccoli gesti quotidiani di cura.
In fondo, il Matese Water Hub raccoglie un’eredità e la rilancia. Restituisce dignità alle sorgenti, alle fontane e ai lavatoi che troppo spesso diamo per scontati e invita ciascuno a riconoscersi parte di una storia comune. Perché l’acqua, qui come altrove, non è mai soltanto acqua: è memoria, è paesaggio, è comunità. Prendersene cura, oggi, significa anche scegliere di restare e di costruire futuro in questi luoghi.
La piattaforma è consultabile all’indirizzo matesewaterhub.it: una porta aperta per esplorare la mappa, segnalare un luogo d’acqua e diventare, anche con un piccolo gesto, custodi della risorsa più preziosa che abbiamo.