
Sarà un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza il prossimo passo del Comitato Cittadino “Stop Impianti Alto Casertano”, che attraverso i suoi portavoce Gianpiero Martone e Beniamino Rega annuncia l’intenzione di informare il territorio sullo stato della bonifica dell’ex impianto Metalplast di Ailano e sulle iniziative intraprese negli ultimi mesi. Data e luogo dell’incontro saranno comunicati nei prossimi giorni.
L’annuncio arriva contestualmente alla presa di posizione del Comitato dopo l’interrogazione a risposta scritta presentata nel Consiglio regionale della Campania dai consiglieri del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, riguardante la situazione dell’ex impianto di trattamento rifiuti.
«L’atto porta finalmente nelle sedi istituzionali le domande che da mesi i cittadini dell’Alto Casertano pongono senza ottenere risposte», sottolineano i rappresentanti del Comitato, facendo riferimento ai tempi della bonifica, alle procedure adottate e alle misure urgenti di prevenzione necessarie per ridurre i rischi, a partire da quello degli incendi.
Nel frattempo, accanto alla battaglia condotta presso le sedi istituzionali e il monitoraggio della situazione, Martone e Rega lanciano Sunday morning to the Metalplast. A partire da domenica 21 giugno, solstizio d’estate, tutte le domeniche mattina saranno in prossimità dell’impianto sulla strada provinciale tra Ailano e Vairano: un presidio per non abbassare la guardia, per sensibilizzare i cittadini, per dimostrare quanto il livello di attenzione sulla Metalplast non venga meno. Azione simbolica ma di forte impatto sociale.
La mobilitazione del Comitato parte da lontano. Nell’agosto del 2025 è stata promossa una petizione popolare che ha raccolto oltre 1.500 firme, seguita dalla redazione di un documento programmatico dedicato alla messa in sicurezza e alla bonifica del sito e da una lettera aperta indirizzata alle istituzioni, dopo che il nome dell’impianto di Ailano è emerso nell’ambito dell’inchiesta “Erebus” della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Sul piano della legittimità delle autorizzazioni rilasciate, il Comitato annuncia inoltre l’intenzione di presentare un esposto alle autorità competenti.
Nonostante gli atti già adottati dalla Regione Campania — tra cui la Delibera di Giunta n. 683 del 2025, lo stanziamento di 2,1 milioni di euro e l’approvazione, nel gennaio 2026, dello schema di accordo tra Regione e Comune di Ailano — la bonifica non sarebbe ancora partita. Secondo il Comitato, le procedure risultano di fatto ferme mentre i rifiuti restano depositati a poche decine di metri dal fiume Lete, in un contesto ritenuto particolarmente vulnerabile anche sotto il profilo del rischio incendi.
A suscitare ulteriori preoccupazioni è soprattutto la possibile ridefinizione dei ruoli istituzionali nella gestione dell’intervento. Da informazioni apprese attraverso interlocuzioni con il sindaco di Ailano, il Comitato riferisce che la Provincia di Caserta potrebbe assumere non solo il ruolo di stazione appaltante, inizialmente attribuito alla Regione Campania tramite la propria Centrale di Committenza, ma anche quello relativo alle attività di caratterizzazione, progettazione e verifica dell’esecuzione della bonifica.
Una prospettiva che il Comitato giudica criticamente. «Non ci tranquillizza affatto, anzi ci rende oltremodo preoccupati e accresce l’incertezza, a partire dall’assenza di un cronoprogramma certo delle attività da svolgere», affermano i portavoce.
Al centro delle contestazioni vi è quella che il Comitato definisce una vera e propria “anomalia”. Secondo i rappresentanti del movimento, infatti, la stessa Provincia che oggi potrebbe essere chiamata a coordinare l’intero procedimento sarebbe l’ente che, attraverso il rilascio di due Autorizzazioni Uniche Ambientali nel 2018 e nel 2020, ha consentito alla società Metalplast di svolgere attività di stoccaggio e lavorazione di rifiuti non pericolosi in un’area che, a loro avviso, risultava incompatibile con tali attività sulla base della normativa regionale vigente.
Per il Comitato, appare inoltre incomprensibile la scelta della Regione Campania di non gestire direttamente l’intervento, considerato che è l’ente finanziatore dell’opera e dispone di strutture e strumenti operativi adeguati. Viene richiamata anche la possibilità di un affidamento in house a SMA Campania Spa, soluzione che secondo il Comitato avrebbe garantito tempi più rapidi e un controllo diretto dell’intero iter.
L’assemblea pubblica annunciata nelle prossime settimane servirà dunque a fare chiarezza sugli sviluppi della vicenda e a condividere con la cittadinanza documenti, atti e iniziative. Nel frattempo il Comitato attende la risposta degli assessori regionali competenti all’interrogazione presentata dal Gruppo AVS.
«Continueremo a vigilare e a informare i cittadini – concludono Martone e Rega –. Il territorio non può più aspettare: ogni giorno di ritardo è un giorno in cui la salute pubblica e l’ambiente restano esposti a un pericolo che conosciamo bene».