
Maria Rosa Lombardi – Si è tenuta sabato 20 giugno, nella piazza F. S. Campagnano nella frazione di Cisterna, la presentazione del Progetto “Castel di Sasso, Laboratorio di Comunità”, alla presenza delle autorità dei Comuni facenti parte della Comunità Montana del Montemaggiore, rappresentanti della Cooperativa “L’arsenale” di Napoli e di “Alos edizioni”, agricoltori, artigiani e tanti interpreti straordinari della cultura popolare del territorio.
Dopo i saluti di Davide Petruccione sindaco di Castel di Sasso, Marco Izzolino della Cooperativa “L’arsenale”, ha illustrato gli obiettivi del progetto.
Il primo e il più importante, è il contrasto allo spopolamento poiché, quando qualcuno va via, si perde un portatore di conoscenza. Segue la valorizzazione del patrimonio locale, non necessariamente quello monumentale, ma soprattutto quello culturale immateriale, per generare un reddito integrativo e fare in modo che i giovani non lascino questi post. L’ultimo obiettivo, ma non meno importante, è quello di diventare un modello di museo vivente, nel quale siano visibili connessioni tra le radici e il presente.
L’auspicio è creare un’infrastruttura costituita da tre elementi fondamentali: un gruppo di guide di comunità, per utilizzare il turismo come veicolo di conoscenza del territorio; cittadini che vogliano offrire case ospitanti, sul modello delle casas particulares cubane; l’inventario del patrimonio culturale vivente umano e non umano.
Tanti gli interventi di locali che hanno dato lustro al territorio, dall’enologo che ha riscoperto l’uva Casavecchia al produttore del conciato romano, fino al direttore della banda musicale di Pietramelara.
Gli ideatori di questa iniziativa mirano a creare un’infrastruttura, una casa di comunità, che ospiterà attività laboratoriali offerte ai visitatori e, legate alla stagionalità del territorio e all’enogastronomia, che è la parte più conosciuta e ricercata del turismo.
L’auspicio è che questo progetto, dopo un anno di rodaggio, possa camminare autonomamente.
