Il 25 giugno, a Roma, all’Ara Pacis, i responsabili delle religioni che sono in Italia hanno sottoscritto un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale” (scarica).
A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico culturale d’Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Unione Induista Italiana.
Nel pomeriggio, i rappresentanti delle comunità religiose sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale hanno consegnato una copia del Patto.
“Dal Patto emerge con chiarezza la scelta di perseguire l’opzione del dialogo anche laddove le posizioni divergono e le pressioni interne e esterne alimentano fratture, dissidi. Per questo, come firmatari, ci impegniamo a promuovere un percorso costruttivo a beneficio di tutti”. Le parole del Card. Matteo Zuppi al Quirinale, alla presenza del Presidente Mattarella.
“Le siamo infinitamente grati per aver accettato di accoglierci di incontrarci in questo giorno che anche di profondo significato per la storia della nostra Repubblica: l’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente che, come Lei ha ricordato questa mattina, con saggezza e lungimiranza, seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani”, ha sottolineato il porporato.

“Il dialogo non soltanto è possibile, ma perseguito con sincerità, nel rispetto reciproco, produce comprensione e collaborazione vicendevole. Dà vita a formule di convivenza essenziali per rimuovere e bandire ogni forma di intolleranza”, la replica di Mattarella.
ll Capo dello Stato ha voluto esprimere “un ringraziamento convinto per la vostra iniziativa, che porta e trasmette un messaggio di grande significato, di altissimo significato, in un tempo difficile”; poi nel richiamo alla celebrazione della Costituente avvenuta presso la Camera in mattinata ha aggiunto: “L’obiettivo di garantire il pluralismo confessionale e l’uguaglianza dei culti è stato perseguito allora ed è nei valori principali della nostra convivenza, come un elemento fondante dei diritti inalienabili della persona umana e come tale adottato nella prima parte della Costituzione”, ha spiegato Mattarella, evidenziando che “la differenza fondamentale con quanto prima era normato in Italia, previsto in Italia con lo Statuto Albertino, è uno degli elementi che ha contribuito a fare dell’Italia una democrazia moderna”.
“Con questo riconoscimento la Repubblica ha assunto il valore delle fedi religiose dei suoi cittadini come contributo alla coesione nazionale e alle finalità di bene comune, quelle appunto definite nel primo articolo della Carta”, ha continuato il Capo dello Stato, per il quale “questa mattina la sottoscrizione di questo documento, del Patto che cortesemente avete presentato, è un momento di estrema importanza per il nostro Paese e ve ne ringrazio molto. Vi ringrazio della consegna ma ancor di più per aver studiato, elaborato, sottoscritto questo documento. Esprimete valori che arricchiscono la nostra vita civile e rafforzano i valori democratici che la ispirano”, il tributo di Mattarella.

Firma del Patto fra le religioni in Italia.
I responsabili delle religioni che sono in Italia, sottoscrivono un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro congiunto e per dare ufficialità all’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

Firma del Patto fra le religioni in Italia.
I responsabili delle religioni che sono in Italia, sottoscrivono un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro congiunto e per dare ufficialità all’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.

