Crescenzo Tamburro, soldato di Letino caduto sul fronte Albanese il 20 novembre 1940 torna nel suo paese d’origine. La salma giungerà questa sera sui monti del Matese; a lui saranno resi tutti gli onori così come negli anni è stato tributato ai tanti soldati che mai fecero ritorno in Patria ma che nel tempo si è riusciti a riportare in città e paesi d’origine.
Alle 17.00 il feretro sarà accolto dal sindaco Pasquale Orsi e dai cittadini presso il Monumento ai Caduti in Piazza San Giovanni; alle 18.00 la messa in suffragio al santuario di Santa Maria a Castello; a seguire, la tumulazione del feretro nell’adiacente cimitero comunale.
Il soldato Tamburro, come altri giovani commilitoni fu vittima di un difficile momento di prova sul fronte albanese che presto divenne vera propria tragedia.
Trasformato in protettorato dopo l’invasione del 1939, il Paese balcanico divenne la base di partenza per l’attacco fascista alla Grecia, sferrato il 28 ottobre 1940. L’offensiva si trasformò ben presto in una dura e sanguinosa disfatta. Il regime fascista di Mussolini insisteva su quel fronte per arrivare in territorio ellenico: furono spiegati circa 140mila uomini mal equipaggiati e poco organizzati ad affrontare l’inverno. I greci respinsero l’offensiva e diversi reparti italiani furono accerchiati tanto in Grecia quando in Albania verso cui risalì l’esercito ellenico. L’0’inverno in trincea si trasformò in una vera e propria disfatta a cui si aggiunse la prova degli scarsi rifornimenti, fino all’intervento degli alleati tedeschi.
In questo quadro sopraggiunse la morte di molti tra cui il soldato letinese Crescenzo Tamburro che da oggi finalmente riposerà in pace tra suoi monti.
