Egidio Antonio Santomassimo prende il largo, questa volta nelle vesti di Ufficiale di Marina.
Il giovane di Piedimonte Matese che avevamo lasciato a bordo dell’Amerigo Vespucci che il 1 luglio 2023 salpava dal porto di Genova sulle note di Con te partirò – esattamente dopo quattro anni dall’inizio del suo percorso e mentre si appresta a chiudere il quinquennio formativo – lo salutiamo mentre prende il mare una nave militare e vive la sua prima missione con un ruolo di responsabilità sull’imbarcazione e sull’equipaggio.
Una di quelle partenze coperte dal massimo riserbo, di quelle che quotidianamente impegnano le forze militari del nostro Paese in missioni di pace o di cooperazione internazionale, missioni a tutela della vita umana, di controllo di terraferma e di mare, spesso in sinergia con forze militari di altri Paesi.
Studio, esperienza, formazione, rinunce: è la vita di ogni giovane a caccia di sogni come è stato per Egidio Antonio che ha appena concluso il percorso all’Accademia Navale di Livorno: lo scorso 27 giugno l’atteso Makπ 100 con i compagni di corso (si erano dati il nome di Hurakan e realizzato una propria bandiera a bordo della Vespucci) e le famiglie; per lui c’erano i genitori Antonello ed Elena. Poche ore dopo la festa di gala, il 28 giugno, ognuno per la propria strada – o forse è il caso di dire il proprio mare – lì dove sono stati destinati a ricoprire ruoli e responsabilità sulla scorta dei risultati ottenuti nello studio e in base ad attitudini e competenze acquisite.
Tra gioia ed emozione è giunto il momento dei saluti dopo tre anni di convivenza quotidiana in mare e sulla terra in cui hanno condiviso un delicato momento di vita e di crescita nell’unica casa che spesso è stata una nave.

Egidio, oggi 25 anni, salpava con l’Amerigo Vespucci in un momento che rimarrà nella storia della Marina Militare Italiana: insieme ai suoi compagni di corso e agli Ufficiali incaricati inaugurava il più lungo viaggio della nave più bella del mondo, durato ben due anni toccando tutti e 5 i continenti: una missione servita per le esercitazioni dei marinai (ogni Corso è salito a bordo per la durata di tre mesi) e come rappresentanza della nave fattasi ambasciatrice di storia e identità italiane, divenendo ad ogni approdo spazio esclusivo di conoscenza e approfondimento della vita a bordo e della cultura del nostro Paese. In quei primi mesi di navigazione la Rai produceva un documentario sulla questa speciale navigazione della Vespucci e tra i giovani allievi al lavoro compariva proprio Egidio Antonio prese con le attività di routine dell’equipaggio (il video).
“Non chi comincia, ma quel che persevera”, il motto inciso su una targa alla base dell’albero di maestra, sul ponte di comando della storica Nave Scuola è passato sotto gli occhi di migliaia di persone che hanno visitato l’imbarcazione tra stupore, ammirazione, sorpresa; ma soprattutto è rimasto nel cuore e nella mente del giovane Ufficiale matesino e degli altri che come lui hanno portato a termine gli studi in Accademia puntando ogni giorno al traguardo appena arrivato.
Dopo la primissima esperienza in mare, per Egidio Antonio Santomassimo altre campagne di istruzione come quella a bordo della portaerei Cavour e su una unità minore a vela; nel frattempo il conseguimento della Triennale in Scienze Marittime e Navali all’Università di Pisa e i nuovi studi in attesa della Laurea Magistrale prevista per la prossima primavera.
In queste ore la sua nave, ormai lontana dall’Italia, si dirige verso la missione prevista; a bordo previsto lavoro di routine e di perfezionamento di quanto si andrà a svolgere. All’Ufficiale di Piedimonte Matese auguriamo buon vento, così come si deve agli uomini di mare, ma anche in bocca al lupo (il lupo del Matese).
Prima di lui, a bordo della Vespucci, aveva viaggiato il nonno di Egidio Antonio. La storia di questa passione di famiglia la raccontavamo su Clarus il 1 luglio 2023. Clicca per leggere l’articolo.
