Il Museo del Brigantaggio, inaugurato due anni fa a San Potito Sannitico e precisamente in località Torelle, diviene centro propulsore dell’evento “Balli, Canti, Musica e Briganti“, un appuntamento che celebra i tratti più caratteristici della storia locale. Tutto avrà inizio sabato 18 luglio alle 9.30 con la presentazione dell’iniziativa presso il Parco del Matese, cui seguirà, alle ore 11.00, l’apertura della mostra permanente di macchine agricole d’epoca. Ancora spazio agli usi e costumi autoctoni grazie alla mostra etnografica dedicata alla Trebbiatura, tecnica determinante per la raccolta, mostra che saarà introdotta dall’Associazione Tartufai del Matese dopo una pausa caffè. La serata sarà all’insegna dello spettacolo e del divertimento con l’esibizione teatrale della compagnia locale “Ettore” che si terrà in Piazza della Vittoria alle 20.30 e, a seguire, la degustazione del “Pasto del Brigante“. Non mancherà l’intrattenimento musicale garantito dal concerto rock anni ’80 a cura del gruppo locale guidato da Gianni Matteo.
La due giorni continuerà domenica 19 luglio nella cornice di Piazza della Vittoria. È qui che a partire dalle 20.00 il fenomeno del Brigantaggio la farà da padrone, nello spettacolo teatrale presentato dalla compagnia “Margine Comunicante”, sotto la guida dei direttori artistici Claudia Orsino e Angelo Rotunno: da San Potito Sannitico a San Gregorio Matese, la complessa natura del Brigantaggio, che ha condizionato gran parte della terra matesina, sarà ricostruita attraverso l’avvincente linguaggio del teatro. Nel corso della serata sarà riproposto il “Pasto del Brigante”, parentesi culinaria per i palati più curiosi, mentre l’epilogo sarà affidato al folklore con l’apertura delle danze, pizzica e balli tradizionali.


Allestito nell’antico cimitero comunale e restaurato con i fondi di un POR (Programma Operativo Regionale) che inglobava la cappella della famiglia Sanillo vittima di un assalto brigante, il Museo del Brigantaggio nasce su iniziativa del prof. Nicolino Lombardi, originario del luogo, e nel luglio del 2024 è stato consegnato alla comunità dall’amministrazione Imperadore. Il Museo custodisce preziose tracce che raccontano un passato convulso ma ricco di fascino (suppellettili, arredi di inizi ‘900 e foto d’epoca), e poi ancora gli spazi espositivi, caratterizzati da pannelli che ricostruiscono le vicende del tempo attraverso testi esplicativi, il volto dei protagonisti, le scene che il Cinema vi ha dedicato, includono anche un altro momento storico, in perfetta successione storica e sociale con il periodo in questione: parliamo delle emigrazioni di massa di cui si resero protagoniste migliaia di famiglie in tutto il Sud Italia, incluso San Potito. Nel contempo, la realizzazione del Museo risponde a un’idea di progettualità, e quindi di futuro, che mira a coinvolgere amministratori, istituzioni e giovani nella difesa e valorizzazione della propria identità.
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Giovanna Corsale
