
Le celebrazioni per il sessantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Pasqualino Di Feola e per il cinquantesimo di don Pasquale De Robbio, presiedute dal vescovo mons. Giacomo Cirulli, rappresentano molto più di una ricorrenza personale, ma il segno visibile di una fedeltà custodita nel tempo, di una promessa pronunciata davanti a Dio e alla Chiesa che ancora oggi, pur a piccoli passi, continua a tradursi, giorno dopo giorno, in servizio, preghiera e dedizione al popolo di Dio nella Diocesi di Teano-Calvi.
In due date, 2 luglio e 10 luglio, il Pastore ha voluto celebrare con i due presbiteri e con i fedeli, unitamente al vicario genere don Luigi De Rosa e ad alcuni sacerdoti, un momento di festa e di preghiera: nella Chiesa gli anniversari di ordinazione non celebrano semplicemente il trascorrere degli anni ma ricordano la fedeltà ad una vocazione che chiede di rinnovarsi ogni giorno. Non è un compito quello del fare il sacerdote, ma un essere sacerdote che nella quotidianità si conforma a Cristo, si rende fedele al Vangelo, vive in comunione con il proprio vescovo e nel servizio ai fratelli, così come promesso nel giorno della propria consacrazione.
Missione che si realizza nella comunione e nella carità pastorale, principio unificante dell’intera vita sacerdotale.
Accanto ai poveri coinvolgendo le comunità
La vicenda di don Pasqualino Di Feola racconta proprio questa fedeltà operosa. Per lunghi anni parroco delle comunità di Pietravairano, continua ancora oggi, pur nel tempo della pensione, a offrire il proprio sostegno pastorale. Al ministero ha affiancato una particolare attenzione ai più poveri, sostenendo la Custodia di Terra e numerose opere di carità, soprattutto a favore degli ammalati e dei lebbrosi sostenendo le opere di Raul Follerau. Non da solo, ma con il coinvolgimento della parrocchia, della Diocesi di Teano-Calvi, suscitando l’attenzione per realtà lontane e distanti, spesso sconosciute, che egli ha saputo rendere presenti al tessuto locale in nome del Vangelo, di un Vangelo in uscita.
Durante la celebrazione del suo sessantesimo anniversario (nato il 3 dicembre 1939, ordinato nel 1966), nella chiesa di Sant’Eraclio a Pietravairano, monsignor Cirulli ha voluto ricordarne lo zelo pastorale, la disponibilità e l’affabilità, invitando la comunità a continuare a sostenere il suo impegno verso i più bisognosi.

La mitezza e la presenza che rivelano Cristo
Analoga gratitudine ha accompagnato il cinquantesimo anniversario di don Pasquale De Robbio (nato il 1 agosto 1959, ordinato presbitero nel 1976), parroco delle comunità di San Rocco e della Santissima Annunziata di Pietramelara e canonico del Capitolo della Cattedrale di Teano. Nel corso dell’omelia il vescovo ha richiamato l’azione dello Spirito Santo, che continua a chiamare uomini disposti a collaborare all’edificazione della comunità ecclesiale attraverso il ministero ricevuto. “Una vita fatta di incontri, parole, sguardi, vissuta nel continuo ricorrere alla misericordia di Dio, che tante volte ha annunciato, celebrato e testimoniato, ma che prima di tutto ha sperimentato nella propria vita”, così il mons. Cirulli.
Il Pastore ha quindi ringraziato monsignor De Robbio per il lungo servizio reso alla Diocesi, anche come Vicario generale, sottolineandone la mitezza e l’accoglienza fraterna che hanno caratterizzato il suo ministero.
Particolarmente significativa l’immagine consegnata da monsignor Cirulli che ben disegna la figura di chi, per l’intera vita, è rimasto servitore del Vangelo: “Le nostre chiese sono tra i pochi luoghi, forse gli unici, in cui ciascuno può accedere sapendo di trovare il volto di un uomo, il sacerdote, pronto a donare un sorriso, una parola di conforto, la grazia dello Spirito attraverso i Sacramenti o anche solo la propria presenza, che è segno sacramentale di Gesù Pastore, che, seppure attraverso la fragile umanità dei preti, continua a prendersi cura del proprio gregge”.
Sacerdozio, la scelta che spiana la strada al Vangelo
Sessant’anni e cinquant’anni di sacerdozio diventano una testimonianza preziosa per l’intera comunità ecclesiale. In un tempo segnato dalla provvisorietà, ricordano che la fedeltà è ancora possibile quando nasce da una chiamata accolta e continuamente rinnovata trasformata in pane per la cura dell’anima e della vita dei fratelli. Così si fa strada nella storia il volto di Cristo.
Pietramelara, chiesa di San Rocco. Il Vescovo e i presbiteri celebrano l’anniversario di sacerdozio di don Pasquale De Robbio

