Com’era Piedimonte Matese prima che il Torano venisse tombato? Prima che i zampilli delle tante fontane cittadine e private lentamente si spegnessero? Com’era la città al suono dell’acqua rivelatrice di storia ed identità? A raccontarlo sono le immagini di “Dell’acqua rinnegata”, la mostra fotografica curata dal fotografo Marcello D’Andrea che sarà inaugura sabato 11 luglio alle 20 nella Galleria Codella di via Carmine 33, restando aperta al pubblico dal 12 luglio al 10 settembre.
L’esposizione, per un totale di 18 scatti, propone un viaggio nella memoria attraverso gli scatti originali di Giovanni D’Andrea (1905-1978), storico tabaccaio di Piazza Roma, appassionato ed esperto di fotografia che tra i suoi articoli esponeva cartoline della città, alcune ricavate dai suoi stessi scatti. Una passione raccolta dal nipote Marcello D’Andrea, affermato professionista nel campo della fotografia, ideatore dell’esposizione nel centro cittadino, patrocinata dal Club Unesco di Caserta e dall’Associazione Culturale Byblos.

Gli scorci, i ponti di pietra, il verde, segmenti di vita quotidiana, le scelte urbanistiche degli anni Cinquanta che avrebbero trasformato per sempre il volto della città: tutto fissato per sempre da Giovanni D’Andrea; poi come tante memorie preziose, anche queste riprese dal nipote fotografo e da suo fratello Gianfrancesco, giornalista e docente il cui nome ritorna frequente su eventi ed iniziative di animazione culturale di Piedimonte Matese.
L’itinerario fotografico non si limita pertanto alla dimensione nostalgica, ma propone una riflessione sul valore della memoria e sull’identità dei luoghi. Le fotografie diventano così documenti storici, narranti, capaci di rivelare ciò che è stato, e far strada alla riflessione su ciò che la comunità ha dimenticato fino a questo presente.
Il titolo “Dell’acqua rinnegata” supera la stessa fotografia del passato, la carta ingiallita e il normale ricordo e – così come l’arte deve poter fare – interpella cittadini e visitatori sulle trasformazioni scelte o subite, sulla bellezza e la ricchezza perduta, sulle possibilità di essere o meno nuovamente uniti al bene più prezioso del futuro: l’acqua.
