
Alvignano ha celebrato il suo patrono San Ferdinando d’Aragona: quella di luglio, nella seconda domenica è la seconda festa nel giro di pochi giorni che la comunità tributa al santo vescovo morto nel 1082 proprio mentre era in visita alle parrocchie di Alvignano e Dragoni.
Se il 27 giugno se ne ricorda la morte; a luglio la festa si associa alla storica fiera istituita nel 1443 in onore del santo dal re Alfonso I d’Aragona.
Nato presumibilmente nel 1030, le poche notizie sulla sua origine gli attribuiscono natali reali: una vita da lui rifiutata in cambio della scelta eremitica sui monti Tifatini, fino a Caiazzo. E’ qui che il popolo, conosciutene le doti di predicatore e il suo cuore paterno, e secondo la tradizione anche i poteri taumaturgici, lo acclama vescovo nel 1070 dopo il predecessore Stefano Menicillo, anche lui santo e oggi patrono della Diocesi di Alife-Caiazzo insieme a San Sisto I, papa.
Non uno ma tre i paesi che ne custodiscono memoria, insegnamenti e reliquie: Alvignano nella chiesa di San Sebastiano Martire dove sono custodite le reliquie, la statua e il culto (sempre in paese nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo si conserva un’ulteriore statua lignea e una tela a firma del pittore napoletano Paolo De Matteis); poi Dragoni e Caiazzo. Per i primi due centri il santo porta il titolo di patrono.
L’omelia del vescovo Giacomo Cirulli
“San Ferdinando: la sua vita è il terreno buono su cui la parola del Vangelo è cresciuta in abbondanza; al nostro patrono chiediamo la grazia di aiutarci ad essere come lui accoglienti nei confronti di Dio che generosamente semina nel cuore e nella vita di ciascuno il seme buono della sua Parola, della vita vera, della giustizia, della verità”.
Le parole che il vescovo Mons. Giacomo Cirulli ha pronunciato nell’omelia in occasione della festa domenica 12 luglio nella chiesa di San Sebastiano.
Nella XV domenica del Tempo ordinario, in cui il Vangelo ha narrato la parabola del Seminatore, mons. Cirulli ha mostrato nel patrono Ferdinando il modello di chi si apre generosamente al Vangelo e lo lascia agire e fruttificare nel proprio cuore per il bene dei fratelli e del mondo.
Al termine della celebrazione, prima di benedire, i ringraziamenti del Pastore ai sacerdoti don Alessandro Occhibove e don Francesco Vangeli; al Comitato festeggiamenti, ai fedeli, al sindaco Angelo Di Costanzo presente alla Celebrazione insieme ai suoi consiglieri comunali.
La comunità ha poi proseguito in processione portando la statua del patrono per le strade del paese.



