
Maria Rosa Lombardi – Serata dedicata alla cultura quella di ieri sera a Cisterna, piccola ma incantevole frazione di Castel di Sasso. L’evento, da “Echi di Napoli”, viaggio nella canzone classica napoletana, allo spettacolo teatrale “I giganti della montagna”, fino al dj set di Domenico Ragozzino, è stato organizzato dalla Pro Loco “La Castellana” e patrocinato dal Comune di Castel di Sasso.
Dopo la presentazione della presidente della Pro Loco Alessia D’Avino, la regista Roberta Ciervo ha fornito informazioni al pubblico sulla rappresentazione.
“I giganti della montagna” è l’ultima opera di Luigi Pirandello, pubblicata postuma e incompiuta. Non ha, pertanto, un finale ma è il regista di turno a sceglierlo.
La protagonista è la contessa Ilse, un’attrice, cui un caro amico, con cui aveva un legame molto stretto, lascia in eredità, alla sua morte, il suo lavoro drammatico, inedito e nuovissimo. Nella visione di Pirandello, lei, che rappresenta l’arte e la poesia, muore.
C’era una visione pessimistica di Pirandello di tutto quello che è intangibile; la cultura, che può essere espressa in modi diversi, potrebbe essere una fonte di arricchimento per l’uomo ma, alla fine, bisogna combattere contro i giganti, diversi per ogni epoca. Attualmente, sono i colossi, coloro che ci propongono la condivisione attraverso i social, i grandi della tecnologia e dell’IA.
Nella visione di ognuno di noi, i giganti potrebbero essere tanti: le sagre, gli stadi, i concerti che riempiono tanto, mentre altre forme di cultura patiscono, anche da un punto di vista economico. Pirandello invoca il mito della cultura, che è quella arteria della vita dell’uomo, della quotidianità, della società, che non è immediatamente visibile ma, laddove viene irrorata, fa la differenza con altre realtà.

Anche Castel di Sasso, sottolinea il sindaco, Davide Petruccione, si sta distinguendo e sta provando a insistere su una strada, portata avanti con orgoglio insieme alla Pro Loco, che è quella della cultura. L’evento si inserisce in una cornice chiara nella quale si prova a mettere su eventi che siano affini al progetto dell’amministrazione comunale.
Lo spettacolo, conclude la regista, è messo in scena da Airolandia, un gruppo teatrale che vuole portare in giro il nome del proprio territorio (Airola), un territorio che non ha un teatro. Questo limite si è trasformato in un’occasione, perché ha permesso di andare alla ricerca di posti meravigliosi in cui portare il loro teatro, in linea con quello che Pirandello racconta con questo testo. Sono due compagnie di apparentemente “svitati” ma, in realtà, uomini liberi, perché la cultura rende libero l’uomo più dei soldi che ha in tasca.
