di Domenico Bencivenga

Si è conclusa da poco un’avventura straordinaria che ha riempito di vita, risate e colori la nostra comunità. Dal 22 giugno al 10 luglio, la Parrocchia di “Spirito Santo” a Piana di Monte Verna ha ospitato il Grest parrocchiale targato Azione Cattolica. È stato un viaggio intenso, che ha visto la partecipazione di circa settanta bambini, guidati ed stimolati dall’energia pulita di ben venticinque animatori. Il cuore pulsante di queste tre settimane è stato un programma ricchissimo di attività, scegliendo di intraprendere un percorso di vera scoperta.
Attraverso i laboratori creativi, i bambini hanno dato libero sfogo alla fantasia; i laboratori didattici hanno stimolato la loro curiosità verso il mondo, portandoli a scoprire cose sempre nuove. Il valore aggiunto è stato senza dubbio rappresentato dai laboratori con gli esperti: figure professionali che si sono messe in gioco per far toccare con mano ai più piccoli i segreti del loro mestiere, trasformando l’apprendimento in un’esperienza viva, concreta e ravvicinata.
Per me, e per tutta l’equipe che ha curato questo Grest, c’è un aspetto molto importante ed è il vero fulcro del nostro impegno: la centralità del bambino e del ragazzo.
Nell’esperienza dell’Azione Cattolica, il ragazzo non è mai un contenitore passivo da riempire, né un semplice destinatario di attività. È, al contrario, un soggetto attivo della propria crescita e della vita comunitaria. L’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) si fonda proprio sull’idea che i più giovani siano capaci di essere apostoli tra i loro coetanei, portatori sani di valori, di una sensibilità unica e di uno sguardo sul mondo da cui noi adulti dobbiamo solo imparare.
Questo approccio si sposa perfettamente con le più moderne correnti della pedagogia attiva. Da Maria Montessori a John Dewey, la scienza dell’educazione ci insegna che il bambino impara facendo e relazionandosi con l’ambiente circostante. La comunità come spazio educativo, il gruppo dei pari e l’interazione con gli animatori hanno creato quella che in pedagogia viene definita una “zona di sviluppo prossimale”, dove il confronto e l’aiuto reciproco fanno superare i propri limiti in modo naturale e sereno.
Mettere il ragazzo al centro significa rispettare la sua libertà, valorizzare i suoi talenti e offrirgli uno spazio sicuro in cui poter esprimere se stesso senza il timore del giudizio.
Un’esperienza del genere non si costruisce da soli. È il frutto di un mosaico di cuori, menti e braccia che si sono uniti per lo stesso obiettivo. Per questo, sento il dovere e il desiderio profondo di dire grazie. Grazie al nostro presidente parrocchiale di Azione Cattolica, Pietro Chirico, per il supporto costante e la fiducia che riserva sempre alle nostre iniziative. Un ringraziamento speciale va a Laura Mastroianni, responsabile giovani parrocchiale: non solo un punto di riferimento, ma la mia vera “spalla destra” in questo Grest e nelle attività parrocchiali. Grazie al nostro parroco, don Salvatore Di Chello, guida spirituale e presenza costante, che ci incoraggia sempre a fare della parrocchia una casa accogliente per le giovani generazioni. Il mio grazie più grande va poi a loro: ai nostri straordinari animatori, che hanno donato tempo, energie e sorrisi senza riserve; ai genitori, che ci hanno affidato con fiducia il loro bene più prezioso; e, infine, ma non per importanza, a tutti i bambini che hanno partecipato.
Siete stati voi la vera luce di questo Grest. Alla prossima avventura!

