
Un’alba capace di regalare un’immagine rara e sorprendente: dalla cima del Monte Miletto, la vetta più alta del Massiccio del Matese, sarebbe stato possibile distinguere il profilo della costa croata, con il Monte Sveti Jure, la cima più elevata della catena del Biokovo. Un’osservazione eccezionale raccontata e documentata dall’associazione Matese Nostrum, attualmente guidata dal presidente Roberto Fratta, sul proprio sito internet.
La salita notturna al Miletto è una delle escursioni più apprezzate dagli appassionati del Matese: partire al tramonto o quando già è notte, raggiungere la vetta e attendere il sorgere del sole. È quanto hanno fatto gli escursionisti dell’associazione nella notte tra il 12 e il 13 giugno, partendo dal valico di Sprecavitelli lungo il sentiero che attraversa Campo dell’Acero fino ai 2.050 metri del Miletto.
La serata si presentava particolarmente ventilata, ma proprio il vento proveniente da nord-est ha favorito condizioni atmosferiche eccezionali, ripulendo l’aria e rendendo il panorama insolitamente limpido. Dopo alcune ore trascorse sulla vetta, in attesa dell’alba sotto un cielo impreziosito dalla Via Lattea ben visibile a occhio nudo, il sorgere del sole ha iniziato a svelare un panorama sempre più esteso.
Se nelle giornate terse dal Miletto è già possibile osservare contemporaneamente il Tirreno e l’Adriatico, quella mattina gli escursionisti hanno notato qualcosa di ancora più insolito: oltre il Gargano e le Isole Tremiti, all’orizzonte si distingueva un profilo montuoso apparentemente appartenente alla costa balcanica.
L’intuizione non è rimasta una semplice suggestione. Come spiega Matese Nostrum, l’osservazione è stata approfondita attraverso analisi cartografiche, dati geografici e verifiche delle distanze e delle quote altimetriche. Da questo studio è emersa un’ipotesi ritenuta pienamente compatibile dal punto di vista geografico: il rilievo osservato corrisponderebbe al Monte Sveti Jure (1.762 metri), vetta principale del massiccio del Biokovo, in Croazia.
Secondo le verifiche riportate dall’associazione, la distanza tra il Monte Miletto e lo Sveti Jure è di circa 304 chilometri, inferiore al limite teorico di visibilità reciproca, calcolato in circa 314 chilometri grazie all’elevazione delle due montagne. Anche l’allineamento geografico dei rilievi intermedi risulterebbe coerente con questa identificazione, resa possibile soltanto in presenza di condizioni atmosferiche eccezionalmente favorevoli.
Un episodio che conferma come il Matese continui a riservare sorprese anche a chi lo frequenta da anni. Le montagne, infatti, non sono soltanto luoghi da attraversare, ma punti privilegiati di osservazione del paesaggio, dove la conoscenza del territorio, l’esperienza degli escursionisti e gli strumenti della cartografia, la capacità di orientarsi, possono trasformare un’alba in una scoperta inattesa.
Quando il sole sorge, la luce che si diffonde regala uno spettacolo straordinario, soprattutto in assenza di nebbie e foschie. Foto Matese Nostrum
