
In centinaia sono stati i partecipanti al contest online; solo 17 selezionati per la fase finale e tra questi Giuseppe Cirioli in arte Alife, nome che si è dato per ricordare il paese in cui è nato e dove ha scelto di restare e lavorare. La musica, la passione che coltiva da piccolissimo e quella della sua famiglia lo ha portato in giro, lo spinto a scrivere, a proporsi, a stabilire contatti ma “il Capri Young Awards si attesta come il momento formativo più intenso che io abbia vissuto”.
E’ arrivato al quinto posto nella finale del 15 luglio sulla bellissima isola, nel più grande e atteso contesto del Capri Music Award celebrato nella Certosa di San Giacomo fino al 17 luglio e che ha visto nella serata conclusiva la partecipazione di artisti come Malika Ayane, LDA – Aka 7even, Samuraijay, Ditonellapiaga, Nicolò Filippucci. Per il giovane talent vincitore, l’organizzazione ha garantito un contratto con l’etichetta discografica Golden Boys s.r.l. partner dell’evento per la realizzazione di un videoclip e di un brano.
Oggi autore e cantate ma principalmente producer (il suo nome compare ormai accanto a numerosi artisti del panorama musicale italiano come Primogenito, Amelie Villano, Femme), ha portato a Capri un brano inedito dedicato ad uno dei suoi idoli calcistici: Marco Van Basten, “un misto di culo e talento. Ed è a partire da questa considerazione che nasce la mia canzone: ci vuole tanto talento, sacrificio, duro lavoro per affermarti nel campo della musica, io ci ho sempre creduto. Ma occorre una altrettanta dose di fortuna, di buona sorte, per fare la strada che sogni”, spiega il giovane alifano. “Quel calciatore, Van Basten, talento indiscusso e vincitore di tutto con il Milan degli anni d’oro, a soli 28 anni è costretto ad interrompere una carriera per un grave problema fisico. E’ la dimostrazione che il talento spesso non basta”.
Quello di Capri, non un talent come gli altri ma un momento di studio e formazione per i giovani musicisti, di scrupolosa e critica osservazione per i giudici Kekko D’Alessio e Sottomarino; dunque non uno show, né un pubblico ad applaudire o meno Alife e gli altri, ma un momento riservato, severo, professionale in cui si sono stabili contatti, sono nati confronti e suggerimenti tra i giovani e tra loro con la giuria di esperti.
“E’ stata questa, per me, la bella rivelazione di Capri Young Awards: non essere parte di uno spettacolo ma di una vera propria scuola”, conferma Giuseppe Cirioli, “dove la giuria ha lavorato con grande professionalità e libertà, fuori da schemi di spettacolo”. Il faccia a faccia con i giudici, senza filtri, un momento sincero ma altamente selettivo, “e sicuramente un momento privilegiato”, spiega Alife, “che fuoriesce dal circuito social, ormai affollatissimo e sovrabbondante di proposte dove è diventato ancor più difficile farsi notare”.
“Se per alcuni è ossessione, io dico che sia invece passione e solo passione, e tanto lavoro dietro ogni progetto”. Da sempre Alife si fa promotore di uno stile fondato sul giusto equilibrio tra sogno e realtà, tra vita vissuta e desideri nascosti armonizzando le parti e integrando competenze. Queste ultime, frutto di un percorso formativo costante “che un giorno mi potrà servire anche fuori dal contesto musicale”.
Foto Vittorio Cioffi.

