
C’è un luogo, nel cuore del Matese, dove la storia non resta chiusa nei libri ma torna ad abitare vicoli, cortili e piazze. È San Gregorio Matese, che dal 23 al 26 luglio ospita la XIX Scorribanda de “Le Notti dei Briganti”, manifestazione ormai consolidata capace di coniugare ricerca storica, memoria collettiva e tradizione popolare.
Non si tratta di una semplice festa estiva. Da quasi vent’anni l’iniziativa invita a riflettere sul brigantaggio postunitario, fenomeno complesso che continua a interrogare storici e studiosi. Sul Matese, dove operarono alcune delle bande più note del Mezzogiorno e dove la figura della brigantessa Maria Maddalena De Lellis, la celebre “Padovella”, è ancora parte dell’identità locale, il racconto di quegli anni si intreccia con il desiderio di comprendere le ragioni di una resistenza che nacque all’indomani dell’Unità d’Italia e che ancora oggi suscita interpretazioni differenti.
La manifestazione, promossa dall’associazione I Briganti del Matese con il sostegno del Comune e delle realtà territoriali, si aprirà giovedì sera a Villa Ginevra con l’inaugurazione della XIX Scorribanda e con lo spettacolo teatrale itinerante “Per legittima resistenza”, proposto dalla Giostra degli Alarbi, che accompagnerà il pubblico lungo le strade del centro storico.
Da venerdì a domenica il borgo sarà animato dal mercatino dei prodotti agroalimentari e dell’artigianato, dalla tradizionale “scorribanda” tra vicoli e piazzette con musicisti itineranti, stand enogastronomici e concerti serali in piazza Beniamino Caso. Saranno protagonisti gruppi che da anni custodiscono e rinnovano il patrimonio della musica popolare del Sud, contribuendo a creare quell’atmosfera che ha reso “Le Notti dei Briganti” uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate matesina.
L’invito, tuttavia, va oltre il semplice intrattenimento. Per gli appassionati di storia postunitaria è l’occasione per tornare sui luoghi in cui il brigantaggio fu esperienza concreta, confrontandosi con una memoria che continua a suscitare domande sul rapporto tra Stato, popolazioni locali e identità del Mezzogiorno. Una storia che il Matese continua a custodire e a raccontare.
Per il programma dettagliato delle quattro serate è possibile consultare la locandina dell’evento.
