L’Istituto Agrario “Scorciarini Coppola” al centro del dibattito politico. Tutto ruota intorno alla decisione dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Civitillo di dirottare definitivamente gli studenti presso altra sede e di confermare per gli spazi verdi dell’annessa Azienda agricola destinazione diversa, condivisa tra l’istituto e la città.
Notizie per nulla nuove; ma se fino ad oggi la speranza era che lo storico Istituto di fondazione borbonica potesse tornare ad essere un luogo-simbolo di matrice culturale per l’intera provincia di Caserta, la smentita arriva dal gruppo di minoranza Progetto Piedimonte che fa capo al consigliere Costantino Leuci che sui social aggiorna la cittadinanza sulle interlocuzioni avute con il Sindaco insieme all’altro gruppo di minoranza Piedimonte Futura che fa capo a Gianfrancesco D’Andrea: “Dopo 26 giorni, il sindaco ha risposto all’ interrogazione avanzata da noi di Progetto Piedimonte insieme al Gruppo consiliare Piedimonte futura, sul destino dell’Istituto Agrario. Ma, purtroppo, le notizie (poche) che ci dà non sono buone. Nonostante le rassicurazioni circa la prossima conclusione dei lavori, forniteci dal sindaco stesso un anno e mezzo fa, con riferimento ad un verbale che non ci viene consegnato (pur avendolo noi chiesto), oggi ci informa che la sede storica di San Francesco non ospiterà più le classi dell’Agrario. Questo, nonostante l’Amministrazione provinciale abbia già speso oltre due milioni e mezzo di euro per farla tornare ad essere scuola. Per il futuro, dice il sindaco, quell’edificio ospiterà solo “attività annesse e connesse”, senza dire quali”.
Ieri e oggi
Dopo il terremoto del 2013 che danneggiava diversi edifici antichi della città, la sede dell’Agrario sita in uno storico complesso francescano veniva dichiarata inagibile. Un lungo e complesso iter burocratico e l’interminabile cantiere – di competenza della Provincia di Caserta – ad oggi si è risolto in un nulla di fatto nonostante a turno le Amministrazioni comunali abbiano avuto rassicurazioni e garanzie sui tempi, idem gli studenti più volti scesi in piazza a manifestare o direttamente a chiedere spiegazioni presso le sedi competenti.
Il diritto allo studio normalmente svolto, la serena vita scolastica, la possibilità di accedere ai laboratori e alla vicina azienda agricola hanno subito pesanti variazioni senza concrete azioni da parte della politica provinciale (ma anche locale) a fare gli interessi della comunità scolastica e a far sì che l’Agrario potesse ancora vantare l’autonomia dei servizi e la totale efficienza della proposta formativa.
Solo lo sforzo interno dei docenti e dei responsabili dell’azienda agricola – non senza il supporto dei Dirigenti scolastici – ha fatto sì che l’offerta degli ultimi anni scaturisse da una reazione potente al tentativo di spegnere la Storia: olio di qualità premiato dagli esperti; nuovi vitigni; miele e tartufo, segale e serre idroponiche, riconoscimenti nazionali in contesti competitivi: alle materie di studio (di allievi trasferiti nella perenne sede provvisoria del De Franchis”) si è affiancata una fioritura di attività e di risultati che oggi confermano all’Agrario una serie di primati e la qualità dell’offerta.
Un altro terremoto, questa volta politico, è arrivato a febbraio 2025 quando l’allora dirigente scolastica dell’Agrario Annamaria Pascale informava formalmente il Consiglio d’Istituto della volontà del Sindaco di recuperare alle proprietà dell’ente civico anche i terreni dell’azienda agricola per farne spazio di condivisione con la città (quei terreni acquistati 130 anni fa con il contributo economico di più Comuni e concessi in comodato all’Agrario per le attività didattiche). Tema su cui sono sorte ulteriori polemiche, che continuano ancora oggi come conferma “Progetto Piedimonte” annunciando “che gli studenti dovranno condividere i terreni dell’Azienda agraria con la cittadinanza, come se altre scuole condividessero i laboratori didattici con tutti quelli che vogliono usarli”. La premessa a tale decisione, nella comunicazione che il Sindaco fa alle minoranze, è nella volontà espressa nelle righe iniziali di invertire il trend negativo delle iscrizioni migliorando l’offerta formativa: un testo breve che lascia intendere nella nuova destinazione degli spazi (per la fruizione civica) la svolta per l’Istituto.

Il progetto dell’Amministrazione comunale
Su questa ipotesi nello stesso febbraio 2025 il sindaco di Piedimonte dichiarava a Clarus: “Non togliamo l’agrario agli studenti, né edificheremo strutture sportive, ma una volta demolito il cancello di accesso entro agosto (la prima ipotesi di totale apertura dell’area era fissata per l’agosto 2025, ndr), faremo di quella zona, regolarmente sorvegliata e custodita, un punto di incontro per la città, completando il disegno che vede ormai realizzato il parco urbano nell’area di Piazza Carmine, la nuova Villa Comunale-Giardini Egg, e il parco naturalistico nei terreni in questione”.
Poi aggiungeva: “La cura delle coltivazioni resta all’Istituto Agrario; la custodia sarà a carico del Comune che individuerà personale addetto al servizio all’interno del parco naturalistico al fine di tutelare la sicurezza dei luoghi contro ogni possibile atto vandalico”.
E ancora: “Tra i possibili progetti del Comune di Piedimonte Matese anche un ulteriore disegno sinergico tra Agrario e Istituto Alberghiero potenziando un edificio che sorge nell’azienda agraria come Centro di valorizzazione dei prodotti enogastronomici. E perché no trasferendo al suo interno alcuni servizi/attività che sono esclusivi della formazione alberghiera dei nostri studenti come una più adeguata reception, una sala ricevimenti e una sala conferenze affinchè gli alunni abbiano adeguati spazi per la loro crescita professionale. In questo caso, come già avvenuto per la Villa Comunale, chi avrà la gestione dell’attività seguirà responsabilmente anche il controllo e la manutenzione dell’area attinente”.
Tra i gruppi di minoranza auspicava un approfondimento sul caso anche il consigliere comunale Andrea Boggia, poi divenuto presidente del Comitato di gestione del Parco Nazionale del Matese, garantendo la riflessione dei temi tra le fila di Fratelli d’Italia, suo partito di riferimento.
Un progetto-impresa quello di Civitillo destinato alla città prima che alla popolazione scolastica proveniente dall’intero comprensorio matesino e su cui né allora né oggi emerge una chiara posizione del Consiglio d’Istituto o dei Sindaci del territorio, e la preoccupazione alla didattica.
Gli approfondimenti di Clarus
Piedimonte Matese. L’azienda dell’Istituto Agrario, spazio di condivisione per la Città, parla il sindaco Civitillo (da Clarus del 19 febbraio 2025). Clicca.
L’Istituto Agrario di Piedimonte Matese: storia, territorio e formazione (da Clarus del 13 marzo 2025). Clicca.

