
Nella Diocesi d’Italia torna il Progetto Policoro, oggi GenerAzioni in rete, iniziativa della Chiesa Cattolica italiana che unisce giovani, vangelo e lavoro; pubblicato sui siti l sito della Diocesi la procedura di selezione dell’Animatore di Comunità, un giovane destinatario di borsa di studio del valore di € 3.120,00 con Inecoop-Istituto Nazionale per l’Educazione e la Promozione Cooperativa, a sostegno della sua formazione in materia di lavoro, di promozione dell’imprenditorialità giovanile e l’animazione territoriale (scarica il bando). Termine per la presentazione della domanda fissata al 27 agosto 2026, il 3 settembre i colloqui.
Dopo trent’anni di sogni, lavori realizzati, gesti concreti e contaminazioni che vanno dal nord al sud dello stivale, il Progetto Policoro cambia veste, ma la sua anima resta la stessa, basata sugli storici tre pilastri: nasce così l’iniziativa GenerAzioni in Rete.
L’obiettivo è evangelizzare il mondo del lavoro, promuoverne una nuova cultura che metta al centro il lavoratore in quanto persona.
Ma cosa fa, l’animatore di Comunità? La figura ricercata dalle Diocesi è un giovane (dai 20 ai 30 anni) residente nei territori che venga formato alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa per accompagnare altri giovani a trovare la propria vocazione lavorativa, che sia speranza e aiuto concreto nella ricerca di un bando, nella compilazione di un curriculum e in tutto ciò che riguardi il lavoro.
Tra gli altri requisiti, oltre quelli di cittadinanza, anche un pregresso impegno pastorale nella Diocesi di appartenenza, l’interesse per il tema “giovani e lavoro”, capacità relazionali e di animazione di gruppi.
Il primo anno di formazione vede impegnati i giovani Animatori di Comunità alla formazione su Dottrina Sociale della Chiesa, Sicurezza sui luoghi di lavoro, Tutela della Privacy, Economia.
La formazione ricevuta permette all’Animatore di farsi promotore di iniziative di imprenditoria giovanile “in un’ottica di sussidiarietà, solidarietà e legalità”, secondo le linee nazionali.
Quale esito assumono questi percorsi? Si chiamano “Gesti concreti del progetto Policoro” le numerose iniziative imprenditoriali e cooperative che hanno sfidato la rassegnazione e oggi sono disseminate in tutta Italiana (la Campania è una delle regioni con il maggior numero di attività avviate): ristorazione, panificazione, pasticceria, assistenza ad anziani e disabili, animazione culturale, piccole aziende ortofrutticole e di trasformazione dei prodotti naturali. Sono soltanto alcuni dei buoni esempi realizzati che testimoniano non solo il valore dell’autoimprenditorialità ma anche la possibilità di restare nei paesi di origine in risposta ai flussi migratori sempre crescenti dal Sud verso il Nord e il resto d’Europa.
In alto casertano, nelle Diocesi guidate dal vescovo Giacomo Cirulli, quelle di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, GenerAzioni in Rete è già realtà, gli Animatori di Comunità si muovono secondo i programmi del Progetto, e lo scorso 30 luglio sui rispettivi siti internet è stato pubblicato il nuovo bando così come per le Chiese italiane aderenti all’iniziativa.
La mia esperienza, al secondo anno di progetto nella Diocesi di Alife-Caiazzo, mi fa dire che la parte più bella dell’essere un animatore di comunità è la formazione, regionale e nazionale: osservare le altre realtà, conoscere altri animatori, fare rete e lasciarsi contaminare. Significa ritornare in diocesi carichi di idee, di speranza, significa prendere le giuste distanze dalla propria realtà e capire che i problemi dei giovani si somigliano tutti, quindi anche le soluzioni. Contaminarsi significa proprio questo: replicare, con le dovute modifiche, soluzioni già sperimentate in contesti simili. Si cresce e si impara continuamente.
Lo conferma la testimonianza di Chiara Iannotta, animatrice del II anno nella Diocesi di Sessa Aurunca: “Scegliere di essere un animatore di Comunità significa scegliere di fare la differenza nel proprio territorio, cercare di valorizzarlo e aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro”.
> Scarica il bando.
> Visita il sito di GenerAzioni in Rete.
Il Progetto Policoro nasceva nel 1995 nella città lucana di Policoro e inizialmente era dedicato alle Diocesi del Sud Italia maggiormente toccate nei loro territori dal problema della disoccupazione giovanile; grazie ad esso si attivavano canali formativi e culturali in grado di offrire una nuova modalità di approccio al mondo del lavoro. Grazie al suo successo, il Progetto si è esteso poi in tutta Italia.