
L’attesa della festa del patrono diocesano San Sisto I papa, vede nella Cattedrale di Alife la presenza di numerosi sacerdoti chiamati a condividere con la comunità dei fedeli la riflessione che unisce i contenuti dell’Enciclica di Papa Leona Magnifica Humanitas e la Lettera di San Paolo ai Romani, quest’ultima scelta come traccia teologica. Nella serata del 7 agosto la presenza del vicario generale delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca don Luigi De Rosa.
Alla luce della Sacra Scrittura, ogni sera è offerta la chiave per entrare nel mistero del presente, la lampada per fare luce sulle molteplici contraddizioni che interpellano la vita dell’uomo così come Leone XIV ha voluto indicare nel suo recente documento: una riflessione sulla dignità della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Si alternano tra i sacerdoti invitati in Cattedrale esperienze, proposte, meditazioni che – seppur diverse – alla luce dei temi affrontati ricordano l’unicità dell’uomo e la sua piena realizzazione solo in Cristo. Si alternano presenze anche tra i fedeli, anche provenienti dai paesi limitrofi.
All’inizio del suo intervento il Vicario generale ha ringraziato i sacerdoti don Pasquale Rubino e don Emilio Salvatore per il coinvolgimento in un così intenso “di preghiera, di ascolto della Parola e di condivisione della fede comune in preparazione alla festa di San Sisto, patrono di Alife e della Diocesi di Alife-Caiazzo”.
“Cosa significa contemplare il mistero dell’uomo nell’orizzonte del mistero di Cristo?
Che cos’è l’uomo qui su questa terra?”, le provocazioni da cui è partita l’omelia di don Luigi De Rosa. “La domanda intorno all’uomo si fa sempre più stringente e drammatica. Oggi è sempre più in discussione l’uomo stesso e la coscienza che egli ha di sé. Sembra imporsi, infatti, una nuova “questione antropologica”, che a differenza del passato non si preoccupa tanto di interpretare l’uomo, quanto piuttosto di trasformarlo mediante le più sofisticate tecnologie artificiali”.
Indagando l’uomo attraverso il pensiero di Heschel, teologo e filosofo ebreo, e dello scrittore e filosofo Dostoevskij, Don Luigi De Rosa ha guidato i presenti tra le domande sull’uomo e il concetto di verità per approdare alla certezza affermata da San Paolo che l’uomo è felice nella sua unione con Dio e per l’amore che Dio stesso dona all’uomo, che nessuna divisione o debolezza, nessun male, nessuna tribolazione potrà scalfire: “Niente ci separerà dall’abbraccio del Creatore (Rm 8, 38-39)”.
In chiusura dell’omelia, un atto di affidamento: “San Sisto, nostro patrono, che ha incontrato il Dio fatto uomo, lo ha servito e annunciato, ci conceda di poter fare esperienza profonda e concreta di Dio nella nostra vita perché nessuna avversione potrà separarci dal Suo amore”.
I prossimi appuntamenti solenni, presieduti dal vescovo S. E. Mons. Giacomo Cirulli
Lunedì 10 agosto alle 20.00: Messa e processione alla Cappella di San Sisto fuori le Mura:
Martedì 11 agosto alle 19.00: Processione per le strade cittadine e Messa.



