
Armando Visone – Si è concluso venerdì 7 agosto il pellegrinaggio a Montevergine, iniziato mercoledì 5 agosto dal Santuario dell’Immacolata di Piedimonte Matese, percorrendo a piedi gli oltre 100 chilometri di strada.
Tre giorni vissuti nel segno della fede, della preghiera e della fraternità, culminati davanti all’immagine di Maria Santissima di Montevergine, la tanto amata Mamma Schiavona.
Il cammino, nato dal desiderio di affidare alla Vergine Maria le intenzioni personali e quelle delle comunità, ha rappresentato anche quest’anno un momento forte di comunione e di rinnovamento spirituale. Un pellegrinaggio che, al di là del semplice raggiungimento di una meta, ha voluto essere soprattutto un itinerario interiore, fatto di preghiera, condivisione e affidamento a Maria.
A rendere particolare questa edizione è stata anche la situazione della viabilità verso il Santuario. A causa della frana che il 25 novembre si riversava sulla strada verso il Santuario, e ancora frena la viabilità, i pellegrini hanno raggiunto Montevergine utilizzando la funicolare.
Una modalità diversa dal consueto, che non ha però tolto nulla all’intensità dell’esperienza. Anzi, la difficoltà incontrata lungo il cammino ha assunto per molti il valore di un ulteriore invito a vivere il pellegrinaggio con uno spirito di fiducia e di perseveranza.
Il 7 agosto, raggiunta la meta, i pellegrini si sono raccolti davanti all’immagine di Mamma Schiavona per la celebrazione dell’Eucaristia conclusiva, alle 12.00. La celebrazione non ha raccolto soltanto i pellegrini provenienti dal Matese, ma anche la comunità di Castelvenere, in un momento di fraternità e comunione ecclesiale. Ad accompagnare la liturgia con il canto è stata la Schola Cantorum di Melizzano, che ha contribuito con la musica e il servizio liturgico a rendere ancora più solenne e partecipata la celebrazione.
Davanti a Maria, ancora una volta, si sono incontrate storie, comunità e cammini diversi, uniti dalla stessa fede e dalla devozione alla Vergine di Montevergine. È proprio questa la forza dei pellegrinaggi: mettere in cammino le persone, ma soprattutto mettere in cammino il cuore, riscoprendo che nessuno percorre da solo la strada della fede.
L’esperienza di quest’anno lascia, tuttavia, anche un invito e una richiesta alle Istituzioni competenti. La strada di accesso a Montevergine è fondamentale non soltanto per i pellegrini, ma anche per le comunità religiose che vivono e operano presso il Santuario, per quanti lavorano quotidianamente al servizio dei fedeli e per tutte quelle realtà che contribuiscono all’accoglienza dei pellegrini.
Per questo l’auspicio che possano essere messi in campo, con la necessaria sollecitudine, tutti gli interventi utili affinché la strada possa essere riaperta al più presto e in condizioni di piena sicurezza. Restituire questa importante via di accesso significa favorire la vita del Santuario, sostenere le comunità che vi operano e permettere a tanti fedeli di continuare a vivere con maggiore semplicità il proprio cammino verso Mamma Schiavona.
Il pellegrinaggio si è così concluso con una preghiera di affidamento e di speranza: «Signore, per intercessione della Vergine Maria di Montevergine, illumina le Istituzioni e quanti hanno la responsabilità e la competenza di intervenire. Dona loro sapienza, coraggio e determinazione affinché possano essere individuate e realizzate al più presto le soluzioni necessarie per la riapertura della strada. Fa’ che questo luogo continui ad essere raggiunto da ogni pellegrino con fede, serenità e sicurezza. Mamma Schiavona, accompagna e proteggi tutti coloro che si affidano a Te».
Con questo spirito, il pellegrinaggio da Piedimonte Matese a Montevergine si è concluso non come un semplice arrivo, ma come una nuova ripartenza: con Maria nel cuore, la fede rinnovata e il desiderio di continuare a camminare insieme.
*Parroco di Ave Gratia Plena, Piedimonte Matese.



