
Nella serata di domenica 9 agosto, è avvenuto il 46esimo Sbarco dell’Assunta (Translatio Mariae, la Madonna che viene dal mare) uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate mondragonese.
Migliaia di fedeli, residenti e villeggianti, hanno affollato l’intero litorale Domizio per assistere al rito che, come ogni anno, ha trasformato la città in un’unica famiglia.
Tutto ha avuto inizio alle 19.30 presso Baia Azzurra, con la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Luciano Marotta (Parroco di San Giustino Martire e amministratore parrocchiale Parrocchia San Giuseppe Artigiano) e concelebrata dal parroco di San Rufino don Osvaldo Morelli e dal vicario don Marco Morganella.
Qui i ragazzi della parrocchia sono stati impegnati per l’intera giornata, adoperandosi per invitare i bagnanti presenti sui lidi della zona a partecipare alla celebrazione. La funzione, molto più partecipata rispetto agli anni passati, è stata curata e ben strutturata da don Luciano e dai volontari del parco e della parrocchia. In questo momento, il più particolare, le persone lì presenti affidano la Madonna alla barca dei pescatori quindi, al termine della funzione, il simulacro della Vergine è stato trasportato a spalla, dai villeggianti e dai turisti presenti a messa, fino a mare, dove poi è stato affidato, come da tradizione ormai quarantennale, alla famiglia Spinosa, pescatori mondragonesi da generazioni, che ogni anno mette a disposizione la propria barca per accogliere la statua.


Sull’imbarcazione, insieme alla Madonna, hanno preso posto quest’anno i sacerdoti don Marco Morganella e don Ronald Eyong, il diacono Egidio Nerone e il sindaco della città Francesco Lavanga.
Proprio dalla barca, durante la traversata, il sindaco ha voluto condividere, attraverso un video sui social della parrocchia, un pensiero, definendo quello vissuto «un momento straordinario» e ringraziando i parroci, il vescovo, la comunità tutta e la famiglia Spinosa. Lavanga ha colto l’occasione anche per ricordare la figura di don Franco Alfieri, ideatore dello Sbarco nel 1980, la cui eredità, ha sottolineato, è stata portata avanti in maniera egregia dai suoi successori, oggi don Osvaldo e don Marco. A quel saluto ha fatto seguito quello di don Marco Morganella, che dalla barca ha rivolto ai fedeli un pensiero e una benedizione, affinché ognuno possa vivere l’amore della Madonna come quello di una madre che accoglie.
Durante la traversata, mentre la barca con Maria si dirigeva verso Mondragone, tanti volti sono emersi tra le onde, intenti ad avvicinarsi all’imbarcazione. Tra quegli sguardi curiosi se ne notavano molti pieni di lacrime, di richiesta, di invocazione: un rito che, in fondo, sembra racchiudere la vita stessa, sospesa tra il mare, il tramonto e poi la notte, sulla barca con Maria, la Madre.
Nel corso della serata don Osvaldo Morelli ha sottolineato l’impegno della comunità parrocchiale nella preparazione dell’evento: «La parrocchia si prepara già da molto tempo, non solo sotto l’aspetto organizzativo: il comitato nasce dal consiglio pastorale della parrocchia. Ringrazio tutti quelli che si sono adoperati per la realizzazione di questo momento di festa comunitaria, un momento in cui ci ritroviamo un po’ tutti insieme, non solo come comunità di San Rufino, ma come città intera». E ha lanciato un appello:
«Questa città ha bisogno di risorgere, di risorgere a cose belle, a cose nuove.
Penso che Maria ci possa indicare la strada per realizzare sogni grandi, attraverso la fattiva collaborazione di istituzioni, chiesa e persone che si mettono a disposizione per il bene comune».
Lo sbarco, presso il piazzale Mario Liberato Conte, è avvenuto intorno alle 21.30, accolto dai saluti del vescovo diocesano Mons. Giacomo Cirulli, dello stesso don Osvaldo Morelli e del sindaco Francesco Lavanga.
Dopo il saluto iniziale del parroco, e prima di cedere la parola al vescovo, è stato proprio il primo cittadino a rivolgersi alla folla e ringraziando don Osvaldo per un momento che, ha detto, «ogni anno vive in modo straordinario». Il sindaco ha colto l’occasione per dare il benvenuto ai villeggianti e ringraziare i cittadini che li ospitano, augurando a tutti un buon Ferragosto.
Il momento più intenso della serata è arrivato con l’intervento del vescovo Mons. Giacomo Cirulli, che ha collegato lo spettacolo pirotecnico dello sbarco alla drammaticità di ciò che accade in altre parti del mondo: «Mentre ascoltavo questi spari, non è facile immaginare cosa pensavo. Qui erano spari legati a uno spettacolo in suo onore. Da qualche altra parte del mondo gli stessi rumori non significano vita, come qui da noi, ma significano morte. Immaginate i bambini che vivono in certe zone del mondo quando sentono questi rumori: temo che svilupperanno un odio per i fuochi d’artificio per tutta la vita».
Monsignor Cirulli ha concluso il suo intervento con un appello alla comunità: «Questa sera pensiamo a Maria, nostra madre, che ci indica suo figlio.
Preghiamo per la pace e diventiamo uomini e donne di pace, uomini e donne del Vangelo, perché Maria ce lo insegna:
è nostra madre, ci vuole bene e ci aspetta davanti a Dio Padre. Sappiate che ognuno di noi, su questa terra, vale, perché Gesù ha dato la vita per ciascuno di noi».
Al termine è avvenuta l’atto di affidamento a Maria SS. Assunta in cielo per poi ripartire il processione verso la Parrocchia di San Rufino.


