
San Sisto, la festa degli alifani di Alife e degli alifani sparsi nel mondo; la festa che richiama i paesi vicini, che spinge in tanti ad esserci semplicemente perché “è San Sisto”, patrono della città e della Diocesi di Alife-Caiazzo: è una devozione, una fede antica ed una storia che corre indietro di quasi 900 anni, ma anche un fenomeno sociale che riunisce più generazioni, più interessi, tanta gente che desidera esserci e percorrere l’intero centro cittadino da un capo all’altro.
C’è chi sceglie di partecipare ad una processione (anche solo per vederla); chi entra in Cattedrale anche a tarda ora nelle sere di festa; chi sceglie di essere alla “Cappella fuori le mura” per un momento di maggiore raccoglimento; chi siede ai tavolini di un bar affollatissimo; chi si accosta alla città per il solo piacere di esserci. Un tempo era la musica “delle bande” ad attirare un’altra fetta di partecipanti, oggi scelta meno curata dagli organizzatori e al contempo meno attesa dal pubblico partecipante, ma senza dubbio un pezzo di storia e di cultura mancanti a questa ricetta tutta alifana, nella città del maestro Alessandro Vessella.
Il primo agosto la solenne intronizzazione della statua del Santo Patrono alla presenza di un gran numero di persone: applausi, qualche lacrima, sorrisi in chi ha visto lentamente il busto argenteo issarsi sull’altare maggiore, lì nel posto che per dieci giorni spetta al patrono: sguardo dritto verso i fedeli che per dieci giorni sono entrati in Cattedrale per la messa e la novena in onore del Patrono. Dieci giorni di proposte per crescere nella fede, così come voluto dalla Parrocchia Santa Maria Assunta: l’enciclica Magnifica Humanitas e la Lettera di San Paolo ai Romani sono stati i capisaldi di una riflessione che ha unito il valore della dignità dell’uomo e il senso pieno della sua esistenza in Cristo. Poi un convegno, sempre su Magnifica Humanitas, un concerto, una mostra, un oratorio sacro: tutto per accompagnare gli alifani e chiunque si è unito al cammino verso la festa solenne del 10 ed 11 agosto.

Questi i due giorni che hanno visto la presenza del vescovo Giacomo Cirulli in città e con lui di altri sacerdoti.
“La preghiera è la leva che alza il mondo intero e lo spinge verso il Cielo”: le omelie del Vescovo in Cattedrale, il discorso alla comunità tenuto alla Cappella fuori le mura indicano la linea scelta dal Pastore per la festa di San Sisto 2026: riconoscere in san Sisto il patrono, il protettore, l’intercessore, l’uomo che ha fatto spazio a Dio perché ha scelto il Vangelo.
“Per la fiducia che questo popolo da sempre esprime la ancora oggi professa per il Patrono, a San Sisto possiamo affidare la nostra Chiesa, queste famiglie, i problemi di ciascuno, il peso delle malattie, la preoccupazione per le giovani generazioni prive di modelli solidi e soggette a pressanti provocazioni negative”, così il Pastore. “Tutti, famiglie, nonni, sacerdoti preghiamo per loro chiedendo a San Sisto protezione così come fece il popolo di Alife, centinaia di anni fa. E lui che è presso di Dio, da Lui scelto alla guida della prima Chiesa, saprà cosa implorare al Padre per noi”.
Diversi gli appelli per la pace da parte di Mons. Cirulli: il tema attuale e urgente è entrato nella vita degli alifani in maniera insistente, osando il Pastore ricordare come il suono della bella festa vissuta in questi giorni sia estraneo a chi vive l’incubo del rombo di bombe e missili.
La presenza del sindaco Fernando De Felice e di diversi Consiglieri comunali alle celebrazioni; la consueta rappresentanza del Comune di Alatri nella persona del sindaco Maurizio Cianfrocca, il centro della provincia di Frosinone gemellato tra parrocchie ormai quarant’anni fa, in nome della comune devozione a San Sisto I, papa e martire; presenti in forma ufficiale il Comando della Polizia Municipale di Alife e della locale caserma dei Carabineri: a San Sisto non è mancato il tributo delle autorità del mondo civile. Tra i primi banchi il Comitato festeggiamenti che da alcuni mesi prepara la festa e che a partire dal 1 agosto ha garantito con continuità momenti ricreativi in diversi angoli cittadini.
A sugellare l’amicizia con Alatri, al termine della Messa dell’11 agosto, il sindaco di Alife De Felice ha donato al collega Cianfrocca la riproduzione della moneta di Alife realizzata secondo lo studio e il genio dell’artista locale Giancarlo Offreda. Da parte del Comitato festeggiamenti il dono di un ritratto del santo opera di un altro artista locale Gianni Parisi.
Anche i ringraziamenti del parroco don Pasquale Rubino. Parole di gratitudine per i collaboratori parrocchiali, il Comitato, il Vescovo e i sacerdoti presenti, e i diversi presbiteri che durante il novenario hanno risposto all’invito ad esserci e donato la riflessione nell’omelia. Da parte del parroco un passaggio sul primato di questa edizione della festa, ossia l’ingresso di San Sisto e dei fedeli nella Cattedrale da poco ripristinata grazie al progetto 8xmille della Chiesa Cattolica e al contributo economico della Diocesi: la facciata e tutti gli esterni interessati da un lavoro durato un anno, si è presentata ai numerosi devoti di San Sisto in tutta la sua solenne bellezza.
Ancora due giorni di festeggiamenti : mercoledì 12 agosto la tradizione messa per gli immigrati e gli emigrati alle 19.00; gli attesi fuochi d’artificio della ditta Pirostar di Vittorio De Angelis alle 24.00; intanto piazza Vescovado si prepara ad accogliere il concerto di Clementino in programma giovedì 13 agosto.
La preghiera ritorna nella vigilia della festa dell’Assunzione: il 14 agosto in cattedrale, oltre ai consueti appuntamenti con la recita del Rosario (18.30) e la Santa Messa (19.00), la parrocchia organizza una Veglia di preghiera alle 21.30 aperta a tutti. Il 15 agosto alle 19.00 la Messa sarà presieduta nuovamente dal vescovo Giacomo Cirulli.





