
La vigilanza continua, la bonifica ancora attende di entrare nella fase operativa. È la novità annunciata dalla Provincia di Caserta per gli ex impianti di trattamento rifiuti di Ailano e Teano, due siti da tempo al centro delle preoccupazioni delle comunità locali per la presenza di materiali stoccati e per il rischio ambientale e di incendio.
È partito il servizio di vigilanza H24 nelle aree degli ex impianti Metalplast di Ailano e Campania Energia di Teano. Il presidio, attivato nelle more dell’avvio degli interventi di messa in sicurezza e bonifica, ha l’obiettivo di rafforzare il controllo dei siti, prevenire intrusioni ed eventuali episodi criminosi e, soprattutto, ridurre il rischio di incendi.
A verificare l’avvio del servizio sono stati il presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano e il dirigente del Settore Ambiente Giovanni Solino, insieme ai sindaci di Ailano e Teano, Mario Lanzone e Giovanni Scoglio, al consigliere regionale Raffaele Aveta e al consigliere provinciale delegato all’Ambiente Alessio Magellano. La Provincia presenta il presidio come un passaggio del percorso già avviato verso la definitiva bonifica dei due siti.
È proprio su questo percorso, tuttavia, che negli ultimi mesi si sono concentrate le domande del Comitato civico “Stop Impianti Alto Casertano”. La vicenda dei due impianti è stata riportata sotto i riflettori dopo il decreto regionale del 29 giugno scorso che ha individuato nella Provincia di Caserta l’unico soggetto attuatore degli interventi di messa in sicurezza e bonifica, per un finanziamento complessivo di 4,2 milioni di euro, 2,1 milioni destinati a ciascun sito.
Una scelta contestata dal Comitato, che ha chiesto tempi certi e maggiore trasparenza sulle procedure. La preoccupazione nasce anche dal tempo già trascorso: a fronte degli stanziamenti e degli atti amministrativi, gli interventi materiali sui siti non erano ancora partiti. Per Ailano, in particolare, le immagini satellitari analizzate dal Comitato avevano documentato negli anni una progressiva estensione dei cumuli di rifiuti, arrivati a interessare nel 2024 circa 8mila metri quadrati, con materiali accatastati anche per diversi metri di altezza. In questo caso la preoccupazione riguarda la collocazione del sito, alle porte del Parco Nazionale del Matese e in prossimità del corso del fiume Volturno.
Sul caso di Teano pesa inoltre quanto accaduto nell’agosto 2025, quando un incendio devastò l’impianto Campania Energia. Nei giorni successivi ARPAC rilevò, nei pressi del sito, valori di diossine, furani e policlorobifenili superiori al valore di riferimento utilizzato dalla comunità scientifica. Un episodio che ha reso ancora più evidente la necessità di intervenire su un’area dove il rischio non può essere considerato soltanto teorico.
Il nodo più delicato riguarda però il ruolo assegnato alla Provincia. Il Comitato ha contestato il fatto che proprio l’Ente oggi incaricato della bonifica sia quello che, nel caso di Ailano, aveva rilasciato alla Metalplast le Autorizzazioni Uniche Ambientali del 2018 e del 2020. Una circostanza sulla quale sono state chieste verifiche e chiarimenti, anche rispetto alla compatibilità dell’area con gli strumenti di pianificazione ambientale.
Da qui la richiesta, più volte ribadita, di accelerare le procedure e garantire la massima trasparenza. Il Comitato aveva inoltre sollecitato misure immediate di prevenzione, proprio in considerazione del rischio di incendio, e indicato nella Regione Campania e nella società in house SMA Campania una possibile alternativa per l’esecuzione degli interventi.
Ora arriva dunque la vigilanza H24. È un primo segnale concreto di attenzione e una misura necessaria per proteggere aree che, per la loro storia recente, non possono essere lasciate senza controllo. Ma il passaggio decisivo resta quello successivo: trasformare la sicurezza provvisoria in un intervento effettivo di messa in sicurezza e bonifica.
Per Ailano e Teano la domanda che resta sul territorio è semplice: quando inizieranno davvero i lavori? È su tempi, modalità e trasparenza della bonifica che cittadini e istituzioni saranno chiamati a misurare il prossimo capitolo di una vicenda che si trascina da anni.
