A seguito di un’estate ricca e intensa per il cinema, in cui i due film di punta delle sale, Odissea (qui la recensione) di Christopher Nolan e Spiderman – Brand New Day (qui la recensione) di Destin Daniel Cretton, hanno registrato presenze e incassi più che notevoli in Italia e nel mondo, il nostro Paese si prepara allo storico e patinato appuntamento che inaugura la nuova stagione di riconoscimenti cinematografici e contemporaneamente dà inizio alle prossime uscite in sala: la Mostra del Cinema di Venezia.

Le dichiarazione del direttore artistico Alberto Barbera
Come di consueto, la Mostra si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera, confermato nel suo ruolo anche per i prossimi anni 2027 e 2028.
La cerimonia di apertura è prevista mercoledì 2 settembre, mentre quella di premiazione e chiusura sarà sabato 12 settembre: queste serate saranno condotte dagli attori Greta Scarano e Nicolas Maupas.
Barbera, durante la presentazione ufficiale della Mostra, tenutasi lo scorso 23 luglio, ha affermato, in riferimento alla crisi del cinema e delle sale, che «(…) il cinema non è affatto moribondo: è un organismo vivo, capace di rigenerarsi continuamente e di produrre epifanie e miracoli della visione».
Il suo intervento, infatti, ha tenuto in considerazione le trasformazioni profonde che stanno interessando il settore, tra streaming, piattaforme e intelligenza artificiale, le quali rischiano di rendere il cinema quasi irriconoscibile, rivendicando tuttavia il valore inestimabile della sala cinematografica.
L’esempio concreto che ha portato Barbera ha coinvolto proprio il summenzionato film di Nolan, il cui successo ha dimostrato che il cinema continua ad avere una straordinaria capacità di attrazione.
Sul futuro del cinema, infine, Barbera ha sottolineato la necessità di tutelare il settore, ma non conservandolo immutato, piuttosto accettando che stia cambiando: «(…) il cinema è un luogo di aspettative che raramente vengono deluse, nemmeno da un brutto film, perché significa pur sempre vedere più lontano di prima».
La giuria di Venezia 83 e i film in concorso
La giuria internazionale del Concorso è presieduta da Maggie Gyllenhaal, attrice e regista della Figlia oscura (qui) e La sposa! (qui). Accanto a lei, ci saranno anche:
- Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina, Leone d’Argento alla Mostra 2025 per The Voice of Hind Rajab (qui la recensione);
- Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, premio Oscar per The Brutalist;
- Francesco Casetti, docente e studioso italiano di cinema e media;
- Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese;
- Shahrbanoo Sadat, regista e sceneggiatrice afghana;
- Johnnie To, regista e produttore hongkonghese.
Una giuria eterogenea che lega cinema d’autore, critica e teoria cinematografica, musica e culture cinematografiche da più orizzonti e formazioni.
Come di consueto, la giuria assegnerà il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, il Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, la Coppa Volpi per la migliore attrice e il miglior attore; il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la migliore sceneggiatura e il Premio Marcello Mastroianni a un giovane talento emergente.

Ad inaugurare la Mostra sarà Ink, nuovo film di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Il film è in Concorso e in prima mondiale e racconta la nascita del quotidiano britannico The Sun e il rapporto fra Rupert Murdoch e il direttore Larry Lamb.
Venti sono i film attualmente in Concorso, dei quali cinque hanno produzione o coproduzione italiana:
- Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis: il regista italo-cileno-argentino, da sempre legato a un cinema fortemente politico e alla memoria delle dittature sudamericane, torna alla Mostra con il film che vede protagonista Adriano Giannini che interpreta Mariano Guerra, un medico italiano, il quale decide di tornare a Buenos Aires per testimoniare al processo contro gli ex militari della dittatura argentina che lo avevano sequestrato trentatré anni prima. Quel ritorno lo costringe a confrontarsi con il peso di essere sopravvissuto.
- Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis: tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini, il film con protagonisti Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno, racconta del burrascoso rapporto tra Antonio e sua madre Angela.
- Succederà questa notte di Nanni Moretti: uno dei titoli più attesi dell’intera Mostra.
Infatti, il ritorno di Nanni Moretti in Concorso è destinato a essere uno degli eventi mediatici veneziani dell’anno. Lo stesso Alberto Barbera, presentando il film, lo ha definito «inaspettato, sorprendente, diverso dagli altri suoi film» e soprattutto ha sottolineato che non c’è una dimensione politica esplicita ma che si tratta di «un film intimo, d’amore, una storia di una passione, un melodramma sentimentale».
Il cast include Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman e lo stesso Nanni Moretti. - The Echo Chamber di Andrea Pallaoro: pellicola che già si distingue per prestigio e intensità, basata sull’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, rimasta inedita.
Il film racconta una complessa e intensa storia d’amore ambientata principalmente all’interno di un appartamento: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon sono i principali interpreti di un cast raccolto ma raffinato. - L’estranea di Paolo Strippoli: giovane firma sorprendente e interessante del cinema italiano di genere thriller/horror, Strippoli scrive e dirige una storia familiare misteriosa e sconvolgente.
Nel cast Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.

Oltre agli italiani, il Concorso prevede altri titoli internazionali notevoli: Company di Casey Affleck, Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, Bucking Fastard di Werner Herzog, 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, Dau di Ilya Khrzhanovsky, Look Back di Hirokazu Kore-eda, Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong, Wild Horse Nine di Martin McDonagh, Primetime di Lance Oppenheim, Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto, Bunker di Florian Zeller.
I Leoni d’oro alla carriera
La Mostra 2026 avrà due Leoni d’Oro alla carriera, uno maschile e uno femminile, già annunciati: il primo è stato assegnato a George Clooney, attore, regista e produttore statunitense dalla carriera particolarmente prolifica e con un profilo unico, parte integrante della storia del cinema e della TV degli ultimi 30 anni.
Il riconoscimento premia un’attività che comprende Syriana, Good Night, and Good Luck., Michael Clayton, Up in the Air, The Descendants e numerosi altri film.
L’attore, nell’accettare il premio, ha dichiarato: “Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”.

Il secondo Leone d’Oro alla carriera va a Ellen Burstyn, una delle più importanti attrici americane della sua generazione.
93 anni, icona di Hollywood, nota per ruoli intensi e drammatici, è tra i pochi artisti a detenere la prestigiosa “Triple Crown of Acting” (Oscar, Emmy e Tony Award).
Tra le sue pellicole più note, L’esorcista, Alice non abita più qui, che le è valso il Premio Oscar come miglior attrice, Requiem for a Dream, Interstellar, Pieces of a Woman.
Il Leone d’oro le verrà consegnato in occasione della proiezione del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal Flesh Impact, dedicato a Marilyn Monroe per il centenario della sua nascita, nel quale l’attrice dà ulteriore prova delle sue doti di fine interprete.
Nell’accettare, Burstyn ha dichiarato: “Wow! Non solo ho la possibilità di viaggiare in una delle mie città preferite in assoluto in tutto il mondo… ma me ne torno a casa stringendo tra le braccia un Leone d’Oro! Il Leone d’Oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia! Mi sento così onorata — così felice — così piena di gratitudine! Davvero wow!”.

Inoltre, la Mostra prevede anche altri premi collaterali particolarmente interessanti: Luca Guadagnino riceverà il Cartier Glory to the Filmmaker Award e presenterà Joie de vivre, il suo progetto cinematografico monumentale, articolato in due parti e presentato fuori concorso; Serena Rossi, già presentatrice della Mostra nel 2021 e talento poliedrico del panorama italiano, riceverà il Premio Campari Passion for Film.
Orizzonti e le altre sezioni
La Mostra di Venezia non si compone soltanto della selezione ufficiale in Concorso, ma anche di sezioni parallele parimenti di rilievo: Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze estetiche ed espressive e agli autori emergenti, Venezia Spotlight, Venice Classics, dedicata ai restauri, Venice Immersive, dedicata a VR (Virtual Reality), AR (Augmented Reality) e MR (Mixed Reality) e altre forme immersive, Venice Open – Fuori Concorso e le sezioni autonome della Settimana Internazionale della Critica e Giornate degli Autori.
Fra i titoli italiani di Orizzonti spicca La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, che inaugurerà la sezione: tratto dall’omonimo romanzo vincitore del Premio Strega di Helena Janeczek, il film racconta l’ultimo giorno a Parigi di Gerda Taro, la prima donna fotoreporter di guerra morta sul campo, prima del suo ritorno al fronte spagnolo con Robert Capa.

Infine, per gli appassionati fan, Fuori Concorso il documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger. Il docu-film racconta il backstage della storica reunion e il successo mondiale del Live ’25 Tour dei fratelli Liam e Noel Gallagher, che saranno a Venezia per la presentazione del progetto.
Ideato dal noto sceneggiatore e produttore Steven Knight, il docu-film, dopo l’anteprima a Venezia, arriverà nei cinema italiani distribuito a partire dal 10 settembre
Dunque, un programma ricco e intenso che conferma il prestigio, la cura e l’elemento internazionale di un appuntamento che non è solo un semplice festival, un elenco di titoli e una sfilata di star, ma una componente viva e sempre in evoluzione della storia del cinema.



